| RICERCA: TECNOSTRESS, NE E' VITTIMA L'80% DEI LAVORATORI ICT |
|
|
||
| 14/05/2008 | |
|
14 mag. - Gestire ritmi frenetici quando si lavora, sentendosi
schiavi di appuntamenti, telefonate ed email è diventata ormai la
normalità. Così lo stress - la malattia dell’ultimo millennio - sembra
essersi insinuato subdolamente nella nostra vita quotidiana, fuori e
dentro l’ufficio. In tutto questo, c’è chi punta il dito in particolar
modo contro le tecnologie: da recenti studi sarebbe infatti emerso che
ben l’80% degli operatori del settore ICT è vittima del cosiddetto
tecnostress.
Eppure, c’è anche chi si affida agli strumenti digitali proprio per “staccare la spina” durante le pause e trarne giovamento.
Opinione comune è, comunque, che lo stress si accumuli per lo più sul luogo di lavoro.
Addirittura secondo un altro recente studio, tra i lavoratori dipendenti si presenterebbero diversi disturbi emotivi legati al rientro settimanale del lunedì.
A confessarlo sono stati 22.224 lavoratori di 16 Paesi d’Europa e Usa, attraverso un sondaggio realizzato da Monster.
Il 61% dei diretti interessati afferma di soffrire di disturbi del sonno ricorrenti nella notte tra la domenica e il lunedì.
Una vera e propria fobia del lunedì dunque!
Il rapporto “Baromètre mondial Monster: “La phobie du lundi, une maladie mondiale” dimostra come questo problema sia diffuso a livello mondiale.
Le più colpite sarebbero Stati Uniti, Inghilterra e Ungheria, in cui circa il 72% della popolazione risente dello stress lavorativo, mostrando sintomi d’insonnia.
Se può consolare, noi italiani ce la passiamo un po’ meglio (anche se non poi tanto) con il nostro 49%, battuti però dai francesi con il 52%.
Decisamente meno fobici gli Spagnoli con solo il 36%, seguiti da Danesi e Norvegesi, con appena il 31%.
In particolare, alla domanda “La domenica sera passate una cattiva nottata all’idea di dovere tornare al lavoro?” gli intervistati europei e americani hanno risposto nel seguente modo:
42% (10.225 persone): sì, mi capita tutte le settimane;
19% (4.147 persone): abbastanza spesso;
17% (4.642 persone): mi capita di rado e solo in periodi di grosso impegno;
22% (5.210 persone): no, mai.
La mancanza di sonno non predispone certo a buon inizio settimana, oltre ad abbassare i livelli di attenzione può portare spesso ad attacchi d’ira, ansia e addirittura nei casi più gravi depressione.
Tutto ciò, sicuramente, compromette la produttività, diventando un costo per l’azienda.
L’International Labour Organisation avrebbe infatti stimato che il turnover, l’assenteismo o le perdite di qualità legate allo stress costituiscono dal 3% al 4% del PIL.
Un primo passo per migliorare tale situazione potrebbe essere seguire le regole dell’accordo quadro per la prevenzione dello stress lavorativo, sottoscritto con i principali sindacati europei nell’ottobre 2004.
(PMI)
|
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Qualità della vita, altre notizie
Fai tu la notizia
Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito

.jpg)




Segnalo
OKNOtizie
Smarking
Spurl
del.icio.us
Digg
Furl
Netscape
Yahoo! My Web
Google Bookmarks
Technorati
BlinkList
Newsvine
ma.gnolia
reddit
Tailrank








36 visitatori online
.jpg)



