| RIFIUTI: AUMENTATA DEL 42,2% IN 8 ANNI LA TASSA SUI RIFIUTI URBANI |
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| 12/07/2008 | |
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12 lug. - Mentre i costi dei principali
servizi pubblici sono cresciuti con percentuali attorno al 40%, contro
un tasso di inflazione del 21,2%, le retribuzioni dei lavoratori
dipendenti hanno registrato un incremento del 22,3%.
E' quanto emerge
da uno studio dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre che ha
realizzato un'indagine sugli aumenti delle principali tariffe dei
servizi pubblici dal 2000 al maggio 2008.
Insomma, il costo della vita
aumenta mentre gli stipendi non seguono la stessa rotta.
E il dato piu' significativo sull'incremento dei costi dei
servizi giunge dalle voci che pesano maggiormente sul bilancio
familiare: si parte, cosi', con il 42,2% di aumento rilevato dai
rifiuti urbani, per passare al 37,7% di acqua potabile e gas; ma non
va meglio alle famiglie italiane neppure quando si parla di
elettricita'.
Nel periodo di tempo considerato dagli esperti
dell'Ufficio Studi della CGIA, emerge che i costi delle bollette della
luce sono lievitati del 35,4%.
Se poi si esce dall'ambito domestico e si va 'sulla strada',
anche in questo caso la storia e' sempre la stessa. Le tariffe dei
pedaggi autostradali sono aumentate del 27,8% e quelle relative ai
trasporti urbani del 26,7%. Su rotaia, invece, dal 2000 al 2008 gli
incrementi registrati sono pari al 24,1%.
Come dire: se a casa e'
meglio vivere con morigeratezza per evitare gli sprechi, sarebbe
opportuno fare lo stesso con gli spostamenti.
L'idea potrebbe essere quella di viaggiare con la
fantasia e scegliere di fare una telefonata ad un amico anziche'
andarlo a trovare con la propria auto. Perche' e' proprio la voce
telefonia l'unica ad aver fatto rilevare un decremento dal 2000 al
2008.
Le tariffe, infatti, sono scese dell'11,4% dal 2000 ad oggi.
Mentre sulla scia degli aumenti registrati della maggior parte
dei servizi pubblici stanno il canone Rai (+16,4%) e i servizi postali
(+16,1%).
Una fitta trama di aumenti che secondo Giuseppe Bortolussi
segretario della CGIA ''vanno letti con una duplice chiave di lettura.
In primo luogo questi aumenti si traducono in costi diretti che il
consumatore e' costretto a subire. Ma in secondo luogo non possiamo
dimenticare che tutte le imprese soggette alle variazioni dei prezzi
dei servizi, come i commercianti o gli artigiani, fanno ricadere
questi costi sul consumatore finale facendo aumentare il prezzo dei
prodotti o dei servizi offerti''.
C'e' pero' una speranza che la situazione possa migliorare, o
almeno non peggiorare. ''Il disegno di legge legato alla manovra
estiva in tema di servizi pubblici locali - conclude Giuseppe
Bortolussi - prevede dal giugno 2009 un divieto per le societa' che
hanno acquisito gestioni senza gara di averne altre oltre alla
principale. Cio' si tradurra' in un vantaggio per gli utenti che
vedranno societa' sempre piu' motivate a vincere e, chiaramente,
vincera' chi proporra' tariffe e servizi migliori''.
(Adnkronos)
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