| SALUTE - STUDIO: UOMINI ITALIANI I PIU' LONGEVI IN UE. LE DONNE AL 2° POSTO |
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| 17/11/2008 | |
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17 nov. - Gli uomini
italiani sono i piu' longevi dell'Unione europea. Le donne le seconde,
dopo le 'colleghe' francesi. Si vive a lungo nel Belpaese, almeno
stando alla ricerca condotta dall'universita' di Leicester, in Gran
Bretagna, e pubblicata su 'The Lancet'.
Lo studio ha misurato sia l'aspettativa di vita di uomini e
donne, sia la qualita' degli anni dopo le 50 candeline. Se dunque le
tempie grigie italiane primeggiano per quantita' di anni
all'orizzonte, meno brillante e' la qualita' del futuro che si
prospetta loro.
La classifica che mette in fila le nazioni dove la
vecchiaia e' piu' 'facile', e si trascorre in salute, vedono
primeggiare infatti Danimarca e Malta, sia per gli uomini che per le
donne. Un dato e' univoco sempre: in coda all'elenco dei Paesi dove si
vive di piu' e meglio ci sono le nazioni da poco entrate nell'Unione.
In particolare, quanto a longevita', l'aspettativa di vita per
gli uomini arriva a 80,4 anni in Italia, seguita da Svezia (80,3).
Mentre in penultima e ultima posizione si attestano Lituania (71,7) e
Lettonia (71,3). L'altra meta' del cielo, si e' detto, vede
primeggiare le francesi (85,4 anni), seguite dalle italiane (85,3). In
fondo ungheresi (79,4) e lettoni (79,3).
Diversamente, la classifica che
misura la qualita' degli anni dopo i 50 assegna, sia per gli uomini
che per le donne, il primato a Danimarca e Malta, mentre agli ultimi
posti si trovano Ungheria e soprattutto Estonia. Secondo i calcoli dei
ricercatori britannici, l'1% in piu' di stanziamenti per il
miglioramento dell'assistenza alla popolazione anziana si tradurrebbe
in un anno in piu' di qualita' elevata della vita oltre i 50 anni nei
15 Paesi fondatori dell'Unione europea, e in ben 13 anni di guadagno
per le 10 nazioni recentemente entrate nella Ue.
"Differenze che sottolineano la diseguaglianza di condizioni
all'interno dell'Europa dei 25", rileva la coordinatrice dello studio,
Carol Jagger.
Tra le sfide dei prossimi anni dunque, oltre a quella di
uniformare verso l'alto le condizioni di quella parte dell'Unione ora
indietro, "ci saranno da risolvere i problemi legati alla crescente
percentuale di lavoratori 'over 50', che in base ai calcoli statistici
entro il 2010 raggiungeranno il 50%". (Adnkronos).
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