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Ultimo aggiornamento: 09.01.2009 ore 01:00
SALUTE - STUDIO: UOMINI ITALIANI I PIU' LONGEVI IN UE. LE DONNE AL 2° POSTO Stampa E-mail
17/11/2008
17 nov. - Gli uomini italiani sono i piu' longevi dell'Unione europea. Le donne le seconde, dopo le 'colleghe' francesi. Si vive a lungo nel Belpaese, almeno stando alla ricerca condotta dall'universita' di Leicester, in Gran Bretagna, e pubblicata su 'The Lancet'.
uomini-donne280x200.jpgLo studio ha misurato sia l'aspettativa di vita di uomini e donne, sia la qualita' degli anni dopo le 50 candeline. Se dunque le tempie grigie italiane primeggiano per quantita' di anni all'orizzonte, meno brillante e' la qualita' del futuro che si prospetta loro.
La classifica che mette in fila le nazioni dove la vecchiaia e' piu' 'facile', e si trascorre in salute, vedono primeggiare infatti Danimarca e Malta, sia per gli uomini che per le donne. Un dato e' univoco sempre: in coda all'elenco dei Paesi dove si vive di piu' e meglio ci sono le nazioni da poco entrate nell'Unione. In particolare, quanto a longevita', l'aspettativa di vita per gli uomini arriva a 80,4 anni in Italia, seguita da Svezia (80,3).
Mentre in penultima e ultima posizione si attestano Lituania (71,7) e Lettonia (71,3). L'altra meta' del cielo, si e' detto, vede primeggiare le francesi (85,4 anni), seguite dalle italiane (85,3). In fondo ungheresi (79,4) e lettoni (79,3).
Diversamente, la classifica che misura la qualita' degli anni dopo i 50 assegna, sia per gli uomini che per le donne, il primato a Danimarca e Malta, mentre agli ultimi posti si trovano Ungheria e soprattutto Estonia. Secondo i calcoli dei ricercatori britannici, l'1% in piu' di stanziamenti per il miglioramento dell'assistenza alla popolazione anziana si tradurrebbe in un anno in piu' di qualita' elevata della vita oltre i 50 anni nei 15 Paesi fondatori dell'Unione europea, e in ben 13 anni di guadagno per le 10 nazioni recentemente entrate nella Ue. "Differenze che sottolineano la diseguaglianza di condizioni all'interno dell'Europa dei 25", rileva la coordinatrice dello studio, Carol Jagger.
Tra le sfide dei prossimi anni dunque, oltre a quella di uniformare verso l'alto le condizioni di quella parte dell'Unione ora indietro, "ci saranno da risolvere i problemi legati alla crescente percentuale di lavoratori 'over 50', che in base ai calcoli statistici entro il 2010 raggiungeranno il 50%". (Adnkronos).
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