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Ultimo aggiornamento: 01.12.2008 ore 19:03
SAVE THE CHILDREN: IN 24 STATI MIGLIAIA DI BAMBINI SOLDATO Stampa E-mail
20/05/2008
20 mag - E' la Birmania a conquistare la maglia nera del paese che maggiormente utilizza i bambini soldati per i conflitti armati. A riverarlo e' il Rapporto Globale sui Bambini Soldato, presentato oggi a New York. Secondo il documento, diffuso in Italia dalla coalizione Italiana della campagna "Stop all'uso dei bambini soldato!" composta tra gli altri da Amnesty International, Coopi, Focsiv, Intersos, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, Terre des Hommes Italia e Unicef Italia, le truppe governative birmane, coinvolte in operazioni anti sommossa contro una serie di gruppi armati etnici, ancora utilizzano migliaia di bambini, alcuni dei quali di 11 anni.
save_the_children_280x200.jpg Bambini vengono utilizzati anche dalle forze governative in Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sudan, Uganda e Yemen.
Minori palestinesi sono stati utilizzati in vari casi come scudi umani dall'esercito d'Israele e soldati inglesi di meno di 18 anni sono stati inviati in Iraq fino a meta' del 2005.
Ma il mancato rispetto da parte dei governi degli obblighi internazionali non finisce qui, secondo il rapporto in almeno 14 nazioni minori sono stati reclutati in truppe di supporto all'esercito regolare, o in gruppi di civili costituitisi su base locale per sostenere operazioni anti sommossa, o ancora in milizie illegali o gruppi armati fiancheggiatori degli eserciti nazionali
Non infrequente, poi, e' il ricorso da parte degli eserciti governativi all'impiego di minori come spie o informatori.
Una palese violazione dell'obbligo di protezione dei minori, ancora piu' grave quando minori associati a gruppi armati vengono catturati, imprigionati e trattati come criminali e nemici dagli eserciti governativi, anziche' ricevere l'assistenza dovuta loro in quanto vittime e non autori di violenze.
Un'altra piaga evidenziata dal rapporto e' la detenzione dei bambini soldato: e' documentato che ambini anche di 9 anni imprigionati in Burundi, minori maltrattati o torturati in Israele o Stati Uniti, accusati di diserzione e portati in prigione in Myanmar o nella Repubblica Democratica del Congo, minori dell'Afghanistan detenuti a Guantanamo. Minori negli eserciti non governativi. Secondo il Rapporto Globale, minori sono stati arruolati in gruppi armati non governativi in 24 paesi e territori fra il 2004 e il 2007. Diversi i rischi ai quali sono esposti i piccoli: dall'essere abusati, feriti, a morire o subire traumi psicologici.
In Afghanistan, Iraq, Territori Occupati e Pakistan, adolescenti sono stati impiegati anche in attacchi suicidi.
"I gruppi armati rappresentano la sfida maggiore- spiega la portavoce della Coalizione Italiana "Stop all'Uso dei Bambini Soldato!- le leggi internazionali hanno avuto un impatto limitato nel dissuadere l'uso di bambini soldato da parte di gruppi armati. Molti di questi gruppi non attribuiscono alcun valore agli standard internazionali e il bisogno di accrescere e rafforzare i propri contingenti prevale su ogni altra considerazione, prima fra tutte la tutela e protezione dei bambini".
Proprio per prevenire, o per porre fine all'arruolamento dei bambini soldato sia nelle milizie non governative che governative, sono stati avviati i programmi di Disarmo, Smobilitazione e Reinserimento (Ddr).
"Un'iniziativa cruciale di cui -sottolinea il Rapporto Globale- bisogna, pero', registrare ancora un limitato impatto. Tali programmi scontano spesso la mancanza di finanziamenti per il supporto di lungo periodo agli ex bambini soldato.
Nella Repubblica Democratica del Congo, per esempio, a causa dei ritardi nella destinazione dei fondi insieme ad una scarsa pianificazione e cattiva gestione dei programmi stessi, 14.000 ex bambini soldato non hanno potuto usufruire e beneficiare di tali programmi. Le bambine, le piu' penalizzate e invisibili
La loro presenza negli eserciti e gruppi amati e' nota sin dagli anni '90: sia nel ruolo di combattenti che con compiti di supporto alle truppe, spesso ridotte al rango di schiave, vittime di abusi e violenze sessuali e costrette a fare da mogli ai combattenti. (DIRE)
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