| SPORTIVI O SEDENTARI?. CON L'ESTATE 4 ITALIANI SU 5 INSODDISFATTI FORMA FISICA |
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| 28/07/2008 | |
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28 lug. - Sportivi o sedentari? Dalle analisi condotte dal Centro studi di Technogym, la leader mondiale del settore delle attrezzature sportive, emerge che gli italiani fanno poco movimento. Il benessere e la forma fisica vengono
trascurati, anche se aumenta il numero di quanti via via modificano il
loro stile di vita in meglio.
Le varie ricerche, elaborate dal centro
studi Technogym, confermano le tendenze. All'arrivo dell'estate,
quattro italiani su cinque sono insoddisfatti della propria forma
fisica e affrontano il cambio di stagione con un senso di inadeguatezza
e scontentezza.
Il recente studio condotto dall'associazione 'Donne e
qualita' della vita' su un campione di 300 persone di eta' compresa tra
i 30 e i 50 anni rivela il profondo senso di disagio associato
all'esibizione del proprio corpo in pubblico: il 35% delle persone
intervistate manifesta un senso di depressione perche' ritiene di non
corrispondere al proprio ideale estetico.
Gli inestetismi piu' fastidiosi risultano essere cellulite e
smagliature per le donne, la pancetta per gli uomini, il tessuto
adiposo delle braccia e la gobbetta sul naso per entrambi.
L'insoddisfazione diffusa di un popolo di norma attento all'estetica e
al look si colloca in un quadro generale della salute del paese non
allarmante, pur meritando comunque attenzione, secondo i risultati di
una ricerca commissionata dall'Unione Europea sull'obesita'.
Lo studio,
condotto su un campione di circa 1.000 persone in 25 paesi dell'Unione,
ha calcolato l'IMC (indice di massa corporea) del cittadino medio, per
stilare una classifica dei paesi piu' sani.
Per essere considerato in salute, un individuo deve registrare un
indice tra 18,5 e 25, tra 25 e 30 si e' sovrappeso, oltre 30 si e'
obesi. I risultati della ricerca rivelano che l'Italia e la Francia
sono i paesi piu' magri e piu' sani (con rispettivamente un IMC medio
di 24,3 e 24,5), ma a livello europeo la situazione peggiora: la
maggior parte dei paesi europei (20 su 25) si classifica come
sovrappeso ( Malta 26,6 - Grecia 25,9 - Finlandia 25,8 - Lussemburgo
25,7 -Ungheria 25,6). Nonostante le cifre siano eloquenti, solo il 38%
dei cittadini europei si considera sovrappeso e indica la vita
sedentaria e la mancanza di attivita' fisica come ragioni principali
della propria condizione fisica non perfetta. Solo un terzo della
popolazione dichiara infatti di fare sport con regolarita' e l'obesita'
sta diventando una delle priorita' nell'agenda dei paesi europei.
Secondo i dati Istat del 2007 solo il 30% della
popolazione italiana pratica un'attivita' sportiva: il 21% lo fa in
modo continuativo, mentre il 10% solo saltuariamente. Circa il 29%
degli italiani che non praticano sport svolgono comunque un'attivita'
fisica contro il 40% che invece si definisce sedentario.
L'indagine
precisa che una regolare attivita' fisica non solo aiuta a migliorare
lo stato di salute e la soddisfazione di se stessi, ma contribuisce
anche a sviluppare i rapporti sociali.
Negli ultimi 10 anni gli sportivi sono aumentati dell' 1,8%, mentre i
sedentari del 3%, contro una crescita generale della popolazione
dell'1,5.
Italiani piu' sportivi quindi, ma l'aumento degli inattivi e'
comunque macroscopico, non solo come conseguenza dell'invecchiamento
della societa', ma anche a causa della riduzione della fascia
mediamente attiva (-3,4%).
Con oltre il 36% di persone che praticano attivita' fisica nel tempo
libero, il Nord ed in particolare il Nord-est si attesta come la parte
piu' sportiva d'Italia, segue poi il Centro che resta nella media
nazionale con circa il 30% mentre nel Meridione e nelle Isole la
percentuale di sedentari supera il 50%. Per quanto riguarda le fasce
d'eta', sono i giovani quelli che praticano piu' sport, in particolare
i maschi tra gli 11 e i 14 anni e le femmine tra i 6 e i 10. In
generale, i maschi praticano piu' attivita' sportiva (37%) rispetto
alle donne (24%), ma dai 45-54 anni queste differenze si attenuano.
PIU' SPORT CONTRO IL DISAGIO PSICOLOGICO - Un
recente studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine,
condotto su piu' di 19.000 persone tra uomini e donne, ha indagato sul
legame fra stato mentale e attivita' fisica svolta.
I partecipanti
hanno annotato ogni tipo di esercizio fisico svolto, dalle passeggiate
allo sport, dal giardinaggio ai lavori domestici, specificando
frequenza e intensita'. 3.200 partecipanti soffrivano di difficolta'
psicologica di livello elevato e dalla ricerca e' emerso che
l'attivita' fisica svolta per almeno 20 minuti la settimana e'
associata ad un minore rischio di disagio psicologico.
"Essere attivi puo' aiutare a gestire lo stress- dice Mark Hamer,
ricercatore all'University College London's Department of Epidemiology,
che ha partecipato all'indagine- pertanto il consiglio e' di attenersi
alle attuali linee guida, che suggeriscono almeno 30 minuti di
esercizio da moderato e intenso cinque volte a settimana".
Secondo l'IHRSA - International Health & Raquet Sport Associtation
-, l'attivita' fisica protegge contro la depressione e l'attivita'
sportiva nelle scuole riduce il rischio di stress e depressione in eta'
adulta. Da uno studio durato 10 anni, e' dimostrato che l'esercizio
fisico regolare e' molto raramente associato a casi di depressione sia
riferita spontaneamente che diagnosticata dai medici. Inoltre,
l'attivita' fisica regolare riduce i sintomi depressivi e migliora il
benessere emotivo: e' stata infatti trovata una correlazione fra
l'attivita' cadio-respiratoria e la riduzione della depressione unita a
un miglioramento del benessere emotivo.
CHI FA SPORT RESTA GIOVANE PIU' A LUNGO - Uno
studio condotto su piu' di 2000 coppie di gemelli da Lynn Cherkas del
King's College di Londra ha riscontrato che tre ore e mezza di
attivita' fisica settimanale possono cambiare l'eta' biologica
dell'organismo, facendola risultare fino a 10 anni piu' giovane
rispetto a quella di chi conduce una vita sedentaria.
Lo studio si e' basato sull'osservazione dei telomeri, brevi sequenze
di Dna poste agli estremi dei cromosomi e che proteggono questi
dall'usura del tempo. La lunghezza dei telomeri si riduce man mano che
le cellule si riproducono e puo' indicare l'eta' delle cellule stesse e
quindi, su piu' larga scala, dell'organismo. Ai volontari e' stato
fatto compilare un questionario in cui dovevano descrivere il loro
stile di vita, la pratica sportiva e le abitudini alimentari.
Dai
risultati e' emerso uno stretto legame tra la lunghezza dei telomeri e
l'attivita' fisica. In media si e' visto che, tra chi praticava sport
per almeno 3 ore e mezza a settimana e chi conduceva una vita del tutto
sedentaria, la differenza corrispondeva a circa dieci anni.
Secondo quanto riportato dall'IHRSA - International Health & Raquet
Sport Association - un nuovo studio in campo di endocrinologia ha
stabilito che l'esercizio fisico e' piu' determinante del peso nel
determinare la longevita' dei diabetici di sesso maschile. I
ricercatori hanno studiato 2.690 pazienti diabetici per un periodo di
sette anni, la maggior parte dei quali sovrappeso o obesi, e hanno
rilevato che chi praticava piu' esercizio fisico, sia che avesse un
peso forma o fosse sovrappeso, aveva il 40% in meno di probabilita' di
morte rispetto a chi non faceva esercizio fisico. Fra gli obesi, la
percentuale saliva la 52%
L'IHRSA riferisce inoltre i risultato di uno studio giapponese, secondo il quale le persone che praticano attivita' fisica hanno meno probabilita' di quelle sedentarie di sviluppare vari tipi di tumore, specialmente al colon, al fegato, al pancreas per quanto riguarda gli uomini e allo stomaco nel caso delle donne.
Gli
uomini piu' attivi hanno il 13% in meno di probabilita' di sviluppare
un tumore rispetto quelli meno attivo. Fra le donne la differenza sale
al 16%.
Uno studio brasiliano ha inoltre dimostrato che un moderato
esercizio aerobico puo' ridurre l'ansia e migliorare la qualita' del
sonno di pazienti che soffrono di insonnia.
E' risultato infatti che
chi pratica una moderata attivita' aerobica vedeva ridursi il tempo di
veglia del 36% e aumentare il tempo totale di sonno del 21%, con una
diminuzione del livello di ansia del 7%.
Secondo quanto riportato dall'IHRSA, l'attivita' fisica anche moderata
riduce la stanchezza, il mal di schiena e la costipazione nelle donne:
l'esercizio fisico diminuisce significativamente queste patologie
croniche su tutte le fasce di eta' (campioni: 14.202 dai 18 ai 23 anni,
13.609 dai 45 ai 50 e 11.400 dai 70 ai 75). Inoltre, al crescere del
peso aumenta il rischio di asma, secondo quanto risultato da
un'indagine condotta su un campione totale di 333.102 soggetti.
Gli
individui con indice di massa corporea superiore a 25 (sovrappeso)
hanno il 50% in piu' di possibilita' rispetto agli altri di diventare
asmatici.
Gli iscritti a palestre generalmente hanno maggiori probabilita' di
seguire stili di vita salutari: dopo aver analizzato 236 iscritti a
palestre e 302 non iscritti, le ricerche hanno indicato che gli
iscritti sono piu' attenti al proprio stato di salute e regolarmente si
sottopongono a visite mediche e controlli.
Gli uomini che fanno
regolarmente esercizio fisico hanno il 30% in meno di probabilita' di
sviluppare disfunzioni erettili, secondo uno studio durato 14 anni e
che ha preso in considerazione circa 22.000 uomini di eta' compresa fra
40 e 75 anni. Gli individui a rischio di disfunzioni erettili
sottoposti a regolare attivita' fisica hanno mostrato notevoli benefici.
BENESSERE E TERZA ETA' - La trasformazione
demografica che ha investito la societa', cambiando stili e abitudini,
ha rivoluzionato anche il concetto di Terza eta'. Oggi una fascia
sempre piu' ampia della popolazione e' composta da anziani che rispetto
alle generazioni precedenti di loro coetanei sono molto piu' attivi.
L'inattivita' un tempo legata alle classi di eta' over 60 e' stata
sostituita da un impegno maggiore sia nel campo lavorativo, con
l'innalzamento dell'eta' pensionabile, sia per quanto riguarda il tempo
libero e gli interessi. Molti arrivano in buona salute sino a circa 75
anni, eta' in cui possono manifestarsi malattie degenerative (mancanza
di calcio, problemi di artrosi, di cuore ecc). Per vivere meglio la
vecchiaia e' fondamentale prepararsi adottando buone norme dietetiche,
fisiche e psicologiche gia' dai cinquant'anni. Praticare attivita'
fisica facendo una passeggiata o andando in palestra, seguire una dieta
equilibrata e ricca di sostanze antiossidanti, tenere allenata la
memoria attraverso esercizi che stimolano la mente sono alcuni degli
accorgimenti che aiutano a vivere meglio.
Uno studio condotto da IHRSA - International Health & Raquet Sport
Association - ha dimostrato che l'esercizio fisico regolare riduce la
possibilita' di sviluppare problemi collegati all'artrite: per chi
soffre di artrite, la mancanza di movimento puo' aggravare la malattia.
Una ricerca che ha coinvolto 3.554 uomini e donne di eta' compresa fra
53 e 63 anni ha scoperto che, fra chi gia' soffre di artrite,
l'attivita' fisica regolare - sono sufficienti 30 minuti di attivita' 5
giorni a settimana - riduce del 10% la possibilita' di peggioramento
delle condizioni patologiche.
Inoltre, le funzioni cognitive migliorano nelle donne che praticano
anche solo 1 ora e mezza di camminata alla settimana: uno studio basato
su 18.766 donne di eta' compresa fra i 70 e gli 81 anni ha rilevato non
solo che l'esercizio regolare puo' migliorare l'attivita' cerebrale, ma
anche ridurre il rischio di decadimento cognitivo del 20%. Allenarsi
almeno 15 minuti 3 giorni a settimana riduce il rischio di demenza
senile e Alzheimer del 40%: uomini e donne oltre i 65 anni attraverso
l'esercizio fisico hanno drasticamente ridotto la possibilita' di
sviluppare condizioni di demenza senile o Alzheimer.
DALL'UE LIBRO BIANCO SULL'ATTIVITA' FISICA
CONTRO L'OBESITA' - In seguito alle proposte contenute nel Libro Bianco
'Una strategia europea sugli aspetti sanitari connessi
all'alimentazione, al sovrappeso e all'obesita'' presentato il 30
maggio 2007 dalla Commissione Europea, il Parlamento europeo ha
adottato delle conclusioni riguardanti la promozione della salute
attraverso l'educazione a un'alimentazione corretta e all'attivita'
fisica. Infatti negli ultimi tre decenni i livelli di obesita' e
sovrappeso sono notevolmente aumentati ed in particolare nel 2006 la
percentuale di bambini con problemi di sovrappeso ha raggiunto il 30%.
Il Parlamento in questo modo sollecita direttamente gli Stati membri ad
agire.
Secondo i risultati della consultazione effettuata dall'Unione Europea
alla fine del 2006, i disturbi connessi all'obesita' pesano per il 7%
sui costi sanitari dell'UE ed interessano il 27% degli uomini e il 38%
delle donne. Nel maggio 2007 e' stato presentato dalla Commissione
Europea il Libro Bianco sullo Sport per evidenziare il fatto che la
mancanza di attivita' fisica riduce la qualita' della vita e mette in
pericolo il benessere dei cittadini europei, sempre piu' colpiti da
malattie croniche come il diabete e i disturbi cardiovascolari che
rappresentano una spesa alta nel bilancio sanitario dell'UE.
Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS) consiglia agli
adulti di svolgere attivita' sportiva per 30 minuti al giorno, ai
bambini per un'ora.
IN ITALIA POCA EDUCAZIONE ALIMENTARE -
Un'indagine condotta dal Coni Milano ha fotografato le abitudini
alimentari di 6000 bambini sotto i dieci anni, intervistati in 150
scuole elementari del capoluogo e della provincia. I risultati offrono
un'immagine piuttosto sconfortante dell'infanzia, fatta di inattivita'
e abitudini scorrette, ma anche di solitudine in alcuni casi. Il 23%
dei bambini coinvolti infatti non pranza, mentre il 32% salta la cena.
Maschi e femmine sembrano avere dimenticato la merenda di meta' mattina
(58%) e le preferenze sulla merenda del pomeriggio si concentrano su
cibi poco sani, come merendine, patatine e gelati (solo il 6% consuma
un frutto).
Il 28% non fa colazione e un altro 18% non ha abitudini
stabili al riguardo. Infine il 72% di essi, soprattutto le bambine,
consuma i pasti da solo e li vive come un obbligo del tutto privo di
implicazioni conviviali. Condotta dal Coni Milano, l'indagine rientra
in un percorso di analisi intrapresa nel 2004 e proseguita nel 2006 e
2007 sugli aspetti funzionali, alimentari e sociali dell'attivita'
sportiva, a cui sono state dedicate piu' di 6 mila ore di attivita'.
In tutto sono stati monitorati 36 mila bambini: ne sono stati indagati
le abilita' motorie, le abitudini alimentari e infine gli aspetti di
relazione e sociali connessi al problema del peso, obesita' e
sottopeso. L'80 per cento dei bambini milanesi che praticano sport
(solo il 50 per cento della popolazione di 10 anni) puo' vantare
comportamenti e salute migliori dei coetanei inattivi: l'80 di essi si
alimenta correttamente e piu' del 90 per cento gode di ottima salute...
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