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Ultimo aggiornamento: 13.10.2008 ore 11:40
STUDIO - DIETE: PER UOMINI OK CARBOIDRATI PER DONNE PROTEINE Stampa E-mail
19/07/2008
19 lug. - Lui il celeste e lei il rosa, lei la Barbie e lui le macchinine, lei lo shopping e lui il calcio... gli stereotipi che incasellano il mondo maschile e quello femminile nella maggior parte dei casi trovano conferma fin dall'infanzia. Ma per fortuna c'è sempre stato un terreno di lotta e piacere comune: la tavola.
uomini-donne280x200.jpgDi fronte a un buon piatto di pasta siamo tutti uguali, a meno che uno studio ad hoc non riveli il contrario. Una ricerca australiana dimostra infatti che una dieta efficace per l'uomo può non avere lo stesso effetto sulla donna. Si tratta del primo studio che mette in relazione il regime alimentare con il sesso di una persona, incrinando il piacere dei giovani innamorati di fare a metà delle portate del ristorante.
Uomini e donne dovrebbero infatti, secondo i ricercatori, seguire diete diverse: in caso contrario si manifesterebbe un conflitto interno capace di influire negativamente persino sulla capacità riproduttiva.
Secondo i ricercatori della UNSW (University of New South Wales) di Sidney e della Massey University di Wellington, quando il dietologo prescrive un certo tipo di dieta, deve sempre stare attento alla situazione specifica dell'individuo, al suo sesso e alla fase del ciclo riproduttivo in cui si trova.
"Prendiamo ad esempio una donna in stato di gravidanza: la sua dieta deve essere per forza di cose diversa da quella di un'altra in menopausa", spiega il professore associato Rob Brooks, direttore del Centro di ricerca di Evoluzione ed ecologia dell'Università di Sidney.
Una posizione che trova d'accordo anche il medico nutrizionista e dietologo Pietro Antonio Migliaccio, libero docente in Scienza dell'Alimentazione ed esperto di auxologia (la specialità medica che studia e cura la crescita fisica della persona nell'età evolutiva): "Le differenze tra uomini e donne ci sono, e ci sono anche tra persone dello stesso sesso a seconda dell'età che hanno e della fase evolutiva in cui si trovano. Una donna che ha le mestruazioni necessita ad esempio di un apporto di ferro maggiore, mentre una donna in menopausa deve assimilare più calcio".
Gli uomini, invece, a quanto pare avrebbero bisogno di più energie. "Vero - continua Migliaccio - ma in questo caso la dieta si differenzia da quella della donna più per la quantità che per la qualità del cibo. Tenendo sempre presente che quella Mediterranea, considerata patrimonio immateriale dell'umanità, è in assoluto la dieta migliore del mondo".
I ricercatori australiani, nello studio pubblicato sulla rivista "Current Biology", hanno infatti riscontrato un significativo aumento della vita media di uomini e donne con una dieta ricca di carboidrati e povera di proteine. Ma la capacità riproduttiva degli esaminati varierebbe, secondo loro, a seconda del bilanciamento di queste sostanze: in particolare, gli uomini vivrebbero più a lungo e avrebbero un maggior successo riproduttivo con una dieta che favorisca i carboidrati rispetto alle proteine in un rapporto di 8 a 1, mentre le donne incontrerebbero una situazione più favorevole con un rapporto di 1 a 1. Questo significa che gli uomini dovrebbero mangiare molta più pasta che carne, e che le donne dovrebbero assimilare molte più proteine rispetto ai loro compagni.
Lo studio australiano è stato coordinato dal dottor Alexei Maklakov, il quale precisa: "Malgrado tutto, le preferenze alimentari tra sessi diversi sono piuttosto simili. Dunque, invece che scegliere il cibo in base alle proprie peculiarità, spesso si opta per una dieta "intermedia", non del tutto buona né per gli uomini né per le donne". La dieta Mediterranea prescrive invece che il 55-60% delle calorie giornaliere venga assimilato dai carboidrati, il 12-15 % dalle proteine e meno del 30% dai grassi. Il nostro Paese, stando ai dati del Food Balance Sheets della FAO, resta comunque al vertice della classifica quanto a correttezza alimentare: negli anni '50 e '60 i livelli di assunzione di proteine e carboidrati erano identici a quelli di oggi e questo significa che né i fast food né la vita frenetica sono ancora riusciti a scalfire l'amore del Bel Paese per la sana cucina. E forse i ricercatori non hanno calcolato che anche il "mangiare insieme" fa bene, triste pensare a una coppia ognuno con il suo piattino. Ma "mangiare in compagnia" significa spesso prendere qualche chilo in più. Ed ecco che allora torna utile la dieta.
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