| STUDIO TUMORI: AUMENTANO SOTTO I 14 ANNI MA 2 SU 3 GUARISCONO |
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| 22/07/2008 | |
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22 lug. - Per bambini e adolescenti si
registrano due trend di crescita diversi nella percentuale di
insorgenza di tumori infantili, nel primo caso cresceranno e nel
secondo caleranno ma per entrambe le categorie i dati sulla
sopravvivenza a lungo termine sono in netto miglioramento
rispetto al passato, i due terzi guariscono.
E' il Rapporto 2008
dell'Associazione Registro Tumori (Airtum) a tracciare il quadro
nazionale della diffusione dei tumori in eta' infantile e a
delineare lo scenario possibile per i prossimi anni. Nei
bambini, di eta' compresa tra 0 e 14 anni, il numero dei tumori
e' previsto che cresca (del 18% entro il 2015) ma si tratta di
un dato sul quale occorre fare attenzione, avverte Riccardo
Riccardi, capo della Divisione Oncologia pediatrica del
Policlinico Gemelli.
''A fronte di una crescita, anche minima, in termini numerici
- ha detto all'Ansa Riccardi - bisogna tenere presente che si
parla di incidenze che insistono su piccoli numeri e, per
esempio nel caso dei tumori cerebrali, di eventi rari, non
considerare questi fattori potrebbe far pensare a crescite
esponenziali del fenomeno''.
Per gli adolescenti, invece, la previsione del rapporto parla
di un decremento del 5,6% entro il 2015.
I tumori che colpiscono maggiormente bambini e adolescenti
sono le leucemie, i linfomi e i tumori del sistema nervoso
centrale, (cresciuti rispettivamente nel periodo 1998-2002
dell'1,6%, del 4,6% e del 2%).
In Italia, la variazione
percentuale e' piu' alta che negli altri Paesi europei e negli
Stati Uniti. Considerati in una sola voce, i tumori infantili in
Italia sono cresciuti del 2%, a fronte dell'1,1% nella Ue e
dello 0,6% negli Usa. E le cause di questa tendenza non sono
ancora state indagate.
''Esiste molta incertezza sui fattori causali - ha detto
Corrado Magnani, coordinatore scientifico del gruppo di lavoro
Airtum - che hanno portato alla variazione manifestata in Italia
e anche in Australia e Nuova Zelanda a differenza degli altri
Paesi Europei e dell'America. Per adesso, lavoriamo solo su
ipotesi, alcune delle quali riguardano il cambiamento degli
stili di vita e l'effetto dell'esposizione dei bambini piccoli
ad agenti infettivi, come il momento di ingresso nella scuola o
nella comunita'''.
Se sulle cause si lavora su ipotesi, sui dati relativi alla
sopravvivenza a lungo termine, invece, si ragiona su numeri
certi. Secondo il rapporto, per i casi rilevati nel quinquennio
1998-2002, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi ha raggiunto
il 78% per i tumori in eta' pediatrica e l'82% per i tumori
negli adolescenti.
''Sono migliorate le cure - ha aggiunto Riccardi - oggi
possiamo dire che i due terzi dei bambini guarisce''.
Le
tipologie che registrato i tassi di guarigione piu' alti sono le
leucemie, in particolare quella linfatica acuta e i tumori non
metastatici alla diagnosi.
Dallo studio Airtum non sono emerse differenze di incidenza
per aree geografiche, ''a differenza di uno studio analogo
cndotto circa 10 anni fa - ha spiegato Magnani - in cui si
rilevarono tassi di sopravvivenza piu' bassi per i bambini del
Sud, va pero' considerato anche il fatto che all'epoca, nel Sud
Italia era attivo un solo Registro tumori''. (Ansa)
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