| Alzheimer e Parkinson:70.000 malati ogni anno |
|
|
||
| 14/11/2007 | |
|
14 nov. - Il numero di malati di Alzheimer e di Parkinson in Italia cresce
in maniera impressionante. Si parla di 70mila nuovi casi ogni anno:
sono i numeri presentati dal professor Giancarlo Comi, direttore della
Divisione di Neurologia e Servizio di Neurofisiologia, del San Raffaele
di Milano
in occasione del congresso “Aggiornamento in Neuroscienze e Sclerosi Multipla”, svoltosi all’Hotel Melia di Roma.
Nel nostro Paese i malati di Parkinson sono 250mila, quasi il doppio quelli di Alzheimer.
Buone
notizie invece sul fronte della sclerosi multipla, dove la ricerca
continua a fare importanti passi in avanti nella cura e nella terapia.
Per quanto riguarda il Parkinson, sopra la soglia dei 65 anni l'incidenza aumenta sensibilmente: addirittura 1 persona su 100 è colpita dal morbo. Per quanto riguarda la sclerosi multipla si parla di 50mila malati,
85 ogni 100mila abitanti. Il congresso, oltre che presentare i numeri,
ha fornito importanti ragguagli sulla situazione della ricerca, con gli
ultimi ritrovati nella cura di pazienti affetti da morbo di Parkinson, Alzheimer e sclerosi multipla.
Per quel che riguarda la sclerosi multipla, è stato sottolineato che la malattia inizia a manifestarsi intorno ai 20-25 anni, per poi presentarsi in maniera più grave intorno ai 40, dove avviene un peggioramento progressivo.
Questa seconda fase, secondo gli ultimi studi,
viene causata dai danni subiti dalle cellule nella fase che si è
presentata tra i 20 e i 25 anni. Fondamentale
dunque la diagnosi precoce e la terapia immediata finalizzata ad
aggredire la malattia fin dai primi stadi. Un corretto approccio alla
malattia riduce l'invalidità del paziente addirittura del 50%. Si è parlato anche dell'importanza dei medicinali attualmente più usati per combattere la malattia: il Thc e l'interferone, recentemente immesso sul mercato in una nuova formula ancora più efficace.
Gli interferoni (IFN)
sono una classe di proteine prodotte dalle cellule del sistema
immunitario (globuli bianchi, fibroblasti) in risposta all'attacco di
agenti esterni come virus, batteri, parassiti e cellule tumorali.
La funzione degli interferoni è quella di inibire la replicazione di virus all'interno delle cellule
infette; impedire la diffusione virale ad altre cellule; rafforzare
l'attività delle cellule preposte alle difese immunitarie, come i
linfociti T e i macrofagi; inibire la crescita di alcune cellule
tumorali. Gli interferoni agiscono in questo modo: si legano alla
membrana delle cellule e ne stimolano la produzione di enzimi
antivirali; quando un virus attacca una cellula attivata
dall'interferone, non riesce a moltiplicarsi a causa degli enzimi
antivirali; si verifica quindi un arresto o un'attenuazione
dell'infezione.
|
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Qualità della vita, altre notizie
Fai tu la notizia
Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito






Segnalo
OKNOtizie
Smarking
Spurl
del.icio.us
Digg
Furl
Netscape
Yahoo! My Web
Google Bookmarks
Technorati
BlinkList
Newsvine
ma.gnolia
reddit
Tailrank








19 visitatori online

.jpg)


