| Il 56% degli oncologi è favorevole all'eutanasia |
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| 03/11/2007 | |
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4 Nov. - Da un sondaggio svolto dall'Associazione italiana di oncologia medica emerge che il 56% degli oncologi è favorevole all'eutanasia, anche se
il 42% la considera una soluzione proponibile solo in casi particolari. A dire
'no, mai' è il 42%.
L'indagine ha coinvolto 685 specialisti su temi
etici spinosi come la dolce morte, il testamento biologico, l'accanimento
terapeutico.
E' proprio quando parlano da medici, cioè da un punto di
vista professionale, che i favorevoli all'eutanasia sono in maggior numero.
Togliendosi per un attimo i panni dell'oncologo, personalmente è favorevole
alla dolce morte il 53%, di cui il 37% solo in casi particolari. Decisamente
contrario e' il 46%. Il 74% è favorevole ad una legge
sul testamento biologico.
Il 56% degli intervistati ammette di aver ricevuto dai propri pazienti, seppur sporadicamente, la richiesta di accelerare la fine della loro esistenza. Di questi, il 15% ha accolto la richiesta dei malati, sospendendo le terapie vitali. 'Questo dato -commenta Francesco Boccardo, neopresidente dell'Aiom- rappresenta la drammaticità di un problema che si propone con maggior frequenza di quanto forse sarebbe lecito aspettarsi e che la maggior parte si dichiara impreparato ad affrontare'.
Conferma la posizione di tutti medici, il sì alla legge sul testamento biologico espresso dal 74% degli oncologi. I risultati presentati dagli oncologi confermano quanto emerso già in altre occasioni: ovvero i medici, qualunque sia la loro specialità, si schierano con decisione a favore al testamento biologico. Sono infatti giunti alla stessa conclusione tutti gli studi condotti da quando in Parlamento è iniziata la discussione sulle dichiarazioni anticipate di volonta' nei trattamenti sanitari. Favorevole anche il parere risultato dall'inchiesta condotta dall'Ordine dei medici e quello espresso recentemente dagli anestesisti. Se a questi giudizi si aggiungono i risultati del rapporto Eurispes, dal quale risulta che l'87% degli italiani è favorevole al testamento biologico, ci sono 'poche ambiguità sulla strada che il Paese indica. Sembra che, ancora una volta, il Paese reale sia più avanti del Parlamento. La politica deve saper ascoltare le sollecitazioni che arrivano dalla società e, nel caso specifico, dai medici, che sono i primi a soffrire per la mancanza di norme rispetto alle problematiche della fine della vita. Il presiedente della commissione Sanità del Senato esorta quindi il mondo politico a superare 'equilibrismi' e 'veti incrociati' e ad impegnarsi per arrivare ad una legge che sia nell'interesse dei malati e che permetta di rispettare le loro volontà in ogni circostanza, anche quando un paziente non è più nelle condizioni di esprimere il proprio consenso alle terapie. (Aduc) |
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