| SALUTE: 3.000 morti per AMIANTO e il numero è tristemente destinato ad aumentare |
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| 05/12/2007 | |
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6 dic. - Amianto. Un incubo che sembra non
finire piu'. ''E il peggio deve ancora venire. Ci aspettiamo
un picco di morti fra pochi anni''. Parla il professore Pier
Aldo Canessa, esperto delle malattie legate all'amianto, al
Congresso dell'Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri
(AIPO), in corso a Firenze, presieduto da Antonio Corrado.
''Il peggio deve venire perche' - precisa Canessa - la
malattia si manifesta 40 anni dopo il contatto con l'amianto.
E quindi ci si aspetta, purtroppo, casi di malattia fra
quanti hanno lavorato in cantieri navali, edili e in altre
aree piene di amianto prima che l'Italia dichiarasse stop a
queste costruzioni: era il 1992. La Gran Bretagna e'
intervenuta molti anni prima''.
Comunque la realta' di oggi e' gia' molto drammatica.
''Ogni anno in Italia- dice il professore Valerio Gennaro
dell'Istituto Tumori di Genova - muoiono piu' di 3mila
persone che sono state in contatto con l'amianto: 1000 per
mesotelioma, il tumore primario della pleura; 1500 per tumore
polmonare; il resto per tumori in altre parti del corpo''.
''Si e' intervenuto in ritardo - dice Canessa, Direttore
dell'Unita' Operativa di Pneumologia a Sarzana, La Spezia -
con la legislazione. Con la bonifica si e' andati a rilento.
La realta' e' che viviamo ancora a contatto con l'amianto:
con questa sostanza si sono realizzate navi, si sono
costruiti edifici pubblici, case per abitazione privata. E si
sono coibentate condutture industriali e non. In molti casi
l'amianto e' ancora li'. Nessuno si deve terrorizzare ma deve
stare in guardia. Mi rivolgo particolarmente alle Istituzioni
preposte alla salute''.
Parlando con gli esperti riuniti a Firenze al Congresso dei
Pneumologi Ospedalieri si puo' costruire una mappa delle
citta' dove questa sostanza e' stata largamente usata. ''Il
primato - dice Canessa -, e purtroppo e' un primato mondiale,
per quanto riguarda i casi di mesotelioma, tumore polmonare e
i decessi spetta a La Spezia, dove l'amianto e' stato
largamente usato nei cantieri navali. Poi viene Genova.
Largamente usato l'amianto anche a Livorno, Bari, Trieste ed
altre citta' portuali, Pistoia, Prato, Casal Monferrato, in
questa ultima citta' c'era l'Eternit. Queste sono solo alcune
delle punte di un grande iceberg ancora non entrato nella
cultura della gente.
Dal Congresso di Firenze viene un invito
alle Istituzioni ad insistere nella bonifica. Purtroppo, come
ho detto, l'amianto ha fatto tante vittime e ce ne aspettiamo
molte altre. Lo vediamo da quello che avviene in Gran
Bretagna dove in questi anni si sta registrando il picco.
Ma
in Gran Bretagna l'amianto, come e' detto, e' stato messo al
bando prima di noi''.
E' grande l'impegno della Ricerca nell'individuare e
seguire le persone venute a contatto con l'amianto, i
cosidetti ''esposti''. Come dice il professore Alfonso
Cristaudo, direttore della Medicina del Lavoro di Pisa,
l'individuazione non e' semplice ma rappresenta uno dei
grandi impegni di chi studia l'ambiente del lavoro.
Ci si
allarma tanto quando c'e' un infortunio in un cantiere ma ci
si dimentica delle malattie che si prendono durante il
lavoro. E l'amianto e' un tragico esempio. (AGI)
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