| Sesso: Genova 10.000 in cura ogni anno |
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| 23/10/2007 | |
Dal centro disturbi Affettivi Sessuali di via XX Settembre 2
passano, in una sola settimana, ben 200 persone. Che poi vuol dire 800
al mese, quasi 10 mila in un anno.
Coppie che non si sfiorano più, uomini in crisi di prestazione,
fidanzati che chiedono il perché di una crisi arrivata magari a un
passo dal matrimonio o subito dopo il sì.
E poi ci sono i crescenti
problemi scatenati da internet, il “mostro” che sembra uccidere sempre
di più il desiderio, l’eros, lo spazio tra attrazione e conquista, il
corteggiamento e quell’attesa che da sempre è l’Ingrediente
fondamentale dell’eccitazione. Ma sono sempre di più, le persone che
trovano il coraggio di affrontare un disturbo di natura sessuale.
Pazienti più che raddoppiati nel giro di dieci anni e un ventaglio
sempre maggiore di problematiche che arrivano settimanalmente all’esame
dei dieci collaboratori del centro. E anche l’età media di chi si
presenta cambia: oggi quasi tutti i pazienti hanno tra i 25 e i 45
anni, ma non mancano coloro che hanno da poco superato le venti
primavere. «Non si creda che a chiedere l’aiuto di un sessuologo siano
solo uomini - chiarisce subito il professor Mauro Rossetto, docente di
Sessuologia presso la Facoltà di Medicina di Siena e fondatore, nel ‘96
a Genova, del centro Das, che oggi ha sedi in tutta Italia -. C’è anche
un 35% di donne, che viene a chiedere il nostro aiuto».
Il Centro Das è l’unico in Liguria a essere riconosciuto dalla Federazione nazionale di Sessuologia. L’approccio al paziente è multidisciplinare, nel senso che a trattare ogni caso intervengono, all’occorrenza e con le reciproche competenze, anche un neurologo, una ginecologa, un andrologo, un farmacologo e uno psicologo. «Alla fine quasi ogni paziente finisce però in cura principalmente col sessuologo - spiega Rossetto - . Perché dietro un problema a letto ce n’è quasi sempre uno di natura psicologica. Solo nella minoranza dei casi, infatti, il disagio ha una matrice organica». In questi casi a poco servono viagra e “integratori”, o per lo meno non bastano. Serve una cura che parta dalla “ testa”. «E quasi sempre la patologia scompare dopo soli 6-12 mesi di terapia». Ma perché così tante persone si rivolgono a un centro come questo? La “classifica” dei problemi riguardanti uomini vede al primo posto le disfunzioni erettili dovute a problemi psicologici, seguono eiaculazione precoce e la “new entry” dell’eiaculazione ritardata. «L’ansia crescente di non riuscirci porta a voler ritardare l’eiaculazione per soddisfare la partner - spiega Rossetto - Questo alla lunga può creare problemi grossi». E le donne? Le donne si rivolgono al Das per motivi ovviamente diversi. Al primo posto l’anorgasmia, l’incapacità di raggiungere il piacere, poi ci sono i disturbi relativi al desiderio e il vaginismo (contrazione dell’organo femminile spesso dovuta a tensione o paura). Ma perché questo esplodere di richieste d’aiuto? «E’ soprattutto il maschio a essere in crisi. Colpa di certi stereotipi proposti dalla tv che parlano, in telefilm e spot, di un uomo buffo, ridicolo, tutt’altro che macho e autoritario. L’emergere della donna e della sua legittima esigenza di provare piacere, poi, ha fatto andare in crisi il maschio, che affronta l’altro sesso con la preoccupazione di non essere all’altezza». Ma i casi sono sterminati e diversissimi, impossibile generalizzare. C’è il compulsivo che non può stare senza far sesso («ad aiutare la sua nevrosi c’è oggi un florido mercato di prostitute a costo molto più basso di quelle di trent’anni fa»), quello che non riesce nemmeno più a recarsi al lavoro a causa dell’incapacità di staccarsi da internet e dalle mille eccitazioni facili che propone. E poi c’è quello che non ti aspetteresti: il “matrimonio bianco”. «Ci sono molte coppie che decidono, ufficialmente per motivi religiosi, di aspettare le nozze per consumare il primo rapporto. Dopo che il gran giorno è arrivato, però, i due continuano a non fare sesso - dice il direttore del Das - E allora lì si capisce che i motivi religiosi erano solo un pretesto per coprire problemi relazionali di una certa rilevanza». Le cause di un problema, in generale, possono essere individuali o relazionali. Nascere cioè dal vissuto personale di una delle due persone o, più spesso, dal rapporto che si instaura tra partner. «Che può essere, o diventare, agonistico, conflittuale, stanco. «Lo dimostra il fatto che spesso i pazienti mi vengono a dire che i problemi sono scomparsi dopo aver cambiato compagna». In realtà gli esperti del centro non fanno nulla di così sensazionale. «Cerchiamo di ricostruire il rapporto tra due persone, più semplicemente di farle conoscere. Il problema alla base di tutto, infatti, è che pur sposati ofidanzati da tempo non ci si conosce a fondo. E anche il fisico, il sesso, risentono della crisi». (Grillo - Secolo XIX)
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