| Sondaggio: 7 medici su 10 sono favorevoli agli anticoncezionali distribuiti nelle scuole |
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| 31/10/2007 | |
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31 ott. - Un sondaggio commissionato da Societa' Italiana di Ginecologia e Ostetricia e Societa' Italiana
di Medicina Generale, ci consegna dati preoccupanti sull'educazione sessuale per le ragazze under 19, solo una ragazza su 4 ha un'educazione sessuale sufficente, ed il 56% per superficialità non utilizza contraccettivi.
Anche
per questo il nostro Paese si colloca agli ultimi posti per l'utilizzo di
mezzi contraccettivi: per
ignoranza (38%), per superficialita' (53%), per
inesperienza (9%).
Percio' e' utile (67%) introdurre nelle scuole superiori
la distribuzione diretta e controllata di anticoncezionali. Scuola che,
con la famiglia e i media (49%) rimane l'istituzione dove maggiormente
operare. Senza pero' dimenticare i camici bianchi (46%) che possono e
devono promuovere maggiore counselling ed educazione.
Inutile
(95%) eliminare l'obbligo di prescrizione della pillola. Mentre quella del
giorno dopo che, va ribadito, resta una contraccezione di emergenza, non pare
(46%) stia modificando l'atteggiamento delle ragazze sulla contraccezione.
Sono queste la fotografia e le ricette di ginecologi e medici di famiglia come emergono da un sondaggio che ha coinvolto 616 camici bianchi di tutta Italia, promosso dal programma ''Scegli tu'' con SIGO (Societa' Italiana di Ginecologia e Ostetricia) e SIMG (Societa' Italiana di Medicina Generale).
''Risultati che fanno riflettere ed evidenziano la
''vulnerabilita' contraccettiva'' delle italiane - spiega la prof. Alessandra
Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica del
San Raffaele di Milano -.
Alla luce di questo scenario appare quindi
necessario cambiare orientamento: se i giovani non vanno al consultorio
familiare, e' opportuno che il medico vada nelle scuole a parlare in modo
corretto di sessualita' e metodi contraccettivi sicuri, in particolare per le
fasce sociali piu' esposte.
Anche con lo psicoterapeuta''. ''Servono
soluzioni concrete - afferma il prof. Emilio Arisi, consigliere nazionale
della SIGO - per esempio, sin dai prossimi giorni chiederemo al Ministero
della Pubblica Istruzione che venga previsto all'interno degli istituti
un punto di riferimento stabile per l'educazione sessuale''.
Il sondaggio e' stato promosso la scorsa settimana dopo la notizia che in una scuola di Portland (USA) le autorità scolastiche hanno deciso di mettere a disposizione delle undicenni pillole anticoncezionali e del giorno dopo. Una decisione utile per affrontare un'emergenza secondo il 59% degli intervistati. ''Nel nostro Paese forse e' eccessivo parlare di allarme, - continua Arisi - ma sono in aumento anche da noi le gravidanze fra le piu' giovani. Al di la' della numerosita' statistica, sono casi drammatici per la gravita' e le pesanti ripercussioni sulla psiche e le condizioni sociali della ragazza e della sua famiglia. E' dimostrato inoltre che le adolescenti cadono piu' facilmente vittime di aborti clandestini. Una gravidanza a questa eta' presenta importanti ripercussioni mediche e sociali, sia che si decida di interromperla che di portarla a termine. E le ragazze italiane non sono abbastanza informate''. E' proprio l'ignoranza il ''nemico'' da combattere. Un compito di informazione e sostegno che vede protagonisti non solo gli specialisti e gli insegnanti ma anche i medici di famiglia, che possono rivestire un ruolo importante nell'educazione sessuale. ''Noi medici, di famiglia e ginecologi, dobbiamo conoscere meglio gli adolescenti di oggi - afferma Raffaella Michieli, segretario nazionale della SIMG - Ci muoviamo in un mondo in cui dobbiamo registrare una grande scarsita' di notizie, di dati, di atteggiamenti. Soprattutto nel campo della contraccezione dove purtroppo regna l'ignoranza. Un quadro desolante che impone riflessioni e interventi innovativi. Dobbiamo parlare di piu' con le ragazze, cercare occasioni di stimolo e approfondimento. Per questo colgo con favore la proposta di favorire l'acceso alla contraccezione nelle scuole superiori - aggiunge la Michieli - . Certo, se si trattasse di un semplice distributore sarebbe un'idea inutile, probabilmente dannosa ma la presenza di un medico puo' davvero rappresentare un passo in avanti. La consegna controllata, infatti, sottende un colloquio, un approfondimento con la ragazza che puo' consentire di ascoltare, farsi spiegare dubbi, problemi, aspettative, e cercare di capire''.
Una presenza continuativa e
strutturata che richiede come presupposto la massima collaborazione
fra ginecologi ospedalieri, ambulatoriali e medici di famiglia, una
sinergia che ha gia' dato vita alla SMIC (Societa' Medica Italiana della
Contraccezione), che vede rappresentate queste tre categorie.
Sul tema dell'educazione ad una sessualita' consapevole la SIGO promuove da oltre due anni una campagna articolata, il progetto ''Scegli tu'': proprio nell'ambito di questa campagna e' maturata la necessita' del sondaggio. ''Le nostre piu' recenti iniziative si sono concentrate in particolare sulle ragazze piu' giovani anche nella sperimentazione di nuovi linguaggi: con informazione nelle spiagge, filmati su You Tube, un'area dedicata alla contraccezione in Second Life.
Il
prossimo obiettivo pero', - conclude Arisi, responsabile nazionale del
progetto - come e' emerso dal sondaggio, sara'
essere presenti in maniera strutturata nelle scuole con interventi
continuativi e figure di riferimento a disposizione degli studenti''
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