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1° apr. - di GioZ.
La nostra è una nazione strana. Cattolica ogni qual volta c'è da
difendere posizioni o c'è da fare retorica su argomenti che hanno a che
fare con i diritti civili. Non c'è forza politica che non si richiama
ai valori cristiani e via discorrendo.
Eppure in questi ultimi tempi i sondaggi ci dicono che siamo un popolo di razzisti. Il nostro atteggiamento sugli immigrati clandestini o no è di avversione.
La crisi economica è diventata una scusa più che sta portanto l'Italia ad assumere un atteggiamento di chiusura. Sentire che la Lega è contro una società multetnica è un qualcosa di antistorico. Il valore della differenza o la prassi dell'accoglienza sono due concetti messi da parte.
Ancora poche ore fa decine di disperati sono morti in mare; uomini, donne, bambini in balia delle onde e mi verrebbe da dire semplicemente che sono PERSONE. Esseri umani con pensieri e sogni uguali ai nostri. Padri e madri disperati per i propri figli, proprio come noi per i nostri.
Eppure oggi nel linguaggio comune le parole IMMIGRATO o CLANDESTINO hanno perso l'anima. Le pronunciamo come se non appartenessero a degli individui come noi.
Ecco, cominciamo dal linguaggio, potremmo cominciare a chiamarli "persona immigrata" "Persona clandestina" forse è un modo semplice per dar loro la dignità umana che meritano.
E poi nel nome del Signore mettiamoci per un attimo nei loro sogni, nelle loro paure, nelle loro angosce. Infliamoci nei loro pensieri e forse potremmo essere delle persone migliori anche noi.
I
n una nazione in cui nel nome del Signore si discute da mesi su come mantenere in vita anche chi non lo vuole cerchiamo di essere un po' coerenti, sforziamoci di mantenere in vita la nostra cristianità e ritroviamo una qualche forma di accoglienza degna della nostra tradizione.
GioZ.
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