17 gen.- di Gianfranco Miccichè -
Non è facile spiegare il motivo della mia posizione e non è facile
spiegarlo soprattutto ai così detti giustizialisti (che a volte hanno
pure le loro ragioni, sempre create da quelli che esagerano) ma sento
il dovere di provarci anche se mi converrebbe il contrario, sia per
motivi politici che sull’altare della popolarità che si conquista
sempre facilmente sparando a zero sulla politica maneggiona.
Quando fu costruito l’impianto della nostra
costituzione su base democratica, essendo stati creati due poteri molto
molto forti, quello legislativo e quello giudiziario, fu subito chiaro
ai costituenti che occorreva proteggere l’uno dall’altro. Mi spiego
meglio: è evidente che se la politica avesse maggiore potere della
magistratura si rischierebbe di avere un Paese dove sarebbero possibili
i più efferati scempi della classe politica senza che nessuno possa
intervenire per porre freno. Ma è, al contrario, altrettanto ovvio che,
se la magistratura avesse più potere della politica, le scelte popolari
e democratiche non conterebbero più niente perchè ogni procura avrebbe
il potere di arrestare e fare cadere una classe politica che non gli
piace, magari perchè non garantisce gli interessi di quella
corporazione.
I Padri costituenti per evitare che potessero nascere
conflitti tra i due forti poteri dello Stato, a garanzia della tenuta
della democrazia, costruirono lo strumento dell’immunità parlamentare
da un lato e quello del CSM (chiamato parlamentino della magistratura)
dall’altra. In modo si garantiva che ogni potere non potesse essere
aggredito dall’altro.
Con l’avvento di “tangentopoli” la classe
politica italiana, che aveva esagerato, ritenne di autoridurre le
proprie garanzie, lasciando invece immutate quelle della magistratura.
Sperando di essere stato chiaro continuo: qualche anno dopo venne
modificato l’impianto delle regole politiche dando molto più spazio
alle scelte popolari rispetto a quando i vertici istituzionali venivano
scelti all’interno delle Assemblee: mentre prima era possibile togliere
un Sindaco, un Governatore o un Presidente del Consiglio con una
semplice seduta d’aula oggi ciò non è più possibile. Tenuto conto di
ciò, diminuzione delle garanzie politiche e impossibilità di cambiare
una scelta popolare se non attraverso interventi traumatici, provo a
fare comprendere il mio pensiero attraverso due esempi: uno di qualche
anno fa e poi quello di oggi.
Un giorno di dicembre del 1995 fu
arrestato Francesco Musotto, Presidente della Provincia di Palermo, con
la grave accusa di concorso esterno alla mafia. Quel giorno un pubblico
ministero ed un GIP determinarono traumaticamente l’annullamento di una
scelta popolare: Musotto non doveva sedere in quella poltrona! si andò
a nuove elezioni e, come previsto in questi casi, la gente si determinò
a votare per il candidato della coalizione opposta che governò la
Provincia per gli anni successivi. A parte il costo per le nuove
elezioni (si parla sempre di milioni di €.) avvenne che qualche anno
dopo Musotto fu dichiarato totalmente estraneo ai fatti e, quindi,
assolto.
Ci si chiede allora: perchè Musotto fu arrestato? non era
forse meglio un avviso di garanzia che permettesse il regolare
svolgimento delle indagini senza provocare un trauma istituzionale?
Quali erano le certezze di reato che convinsero i magistrati
all’arresto visto che poi le tesi della procura si sono rivelate
assolutamente infondate e tali riconosciute dalla stessa magistratura?
E tutto ciò senza tenere in considerazione il dramma personale, umano e
familiare sopportato dal Presidente Musotto. Perchè Musotto fu
arrestato? questa è la domanda che tiene in piedi il mio ragionamento,
perchè il trauma istituzionale e non la semplice richiesta di processo?
Questa stessa domanda faccio ancora oggi. La sig.ra Lonardo è
Presidente dell’Assemblea Regionale della Campania, il suo arresto crea
ancora una volta un trauma istituzionale. Perchè l’arresto non l’avviso
di garanzia e la richiesta di un regolare processo? anche in questa
occasione la magistratura ha preferito mostrare i muscoli e sapete
perchè? perchè
tanto se si scoprirà che ha sbagliato non paga pegno.
Quel che voglio
fare capire è che oggi è saltato l’equilibrio fa i poteri dello Stato e
questo è pericolosissimo! Sono queste le condizioni in cui nascono i
colpi di Stato, sono queste le condizioni in cui saltano le garanzie
democratiche di cui nessun Paese può fare a meno. Nel 1995 un deputato
regionale dei DS annunziò in anticipo, in aula, che Musotto sarebbe
stato arrestato, oggi la Presidente Lonardo ha ricevuto la
comunicazione del suo arresto dalla stampa!!!!!!!! Non può essere
considerato civile un Paese in queste condizioni. Ed è forte la mia
accusa ai partiti di sinistra che hanno favorito, con il prosciutto
negli occhi, questo stato di cose. Ed allora, per concludere, io non
voglio neanche entrare nel merito delle accuse ma le dichiarazioni del
Ministro Mastella oggi in Parlamento mi creano uno stato di angoscia e
di spavento.
Riascoltatele attentamente e dopo ditemi se oggi occuparsi
della cosa pubblica non rappresenta un rischio. Io voglio continuare a
lavorare per la Sicilia e per l’Italia intera ma pretendo di lavorare
senza la minaccia continua di un potere dello Stato che non rispetta le
regole ed è troppo potente per le mie forze! Gianfranco Miccichè
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