| L'OPINIONE: Francesco Blasilli, il cavaliere solitario. |
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| 20/11/2007 | |
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20 now. - di Francesco Blasilli -
Basta un annuncio di Berlusconi. Basta un nome (o meglio, un cambio di nome) e Forza Italia passa dal 28,5% di qualche giorno fa, al 35%. Questo varrebbe il nuovissimo “Partito del popolo italiano e delle libertà”, almeno secondo il sondaggio realizzato dalla Ekma.
Un sondaggio fatto a caldo, anzi a caldissimo,
addirittura prima della conferenza stampa con cui il Cavaliere ha
spiegato i motivi della sua scelta. “Credo che i dati siano questi –
conferma Crespi – al massimo potrà esserci uno scostamento di uno o due
punti. Domani (oggi, ndr) comunque avremo dati più completi”.
Intanto
però il Berlusconi solitario cresce e allarga la cerchia dei suoi
consensi ai danni dei suoi ormai ex (ma forse futuri) alleati.
A farne
maggiormente le spese sarebbe soprattutto l'Udc, che perderebbe il 30%
dei consensi: un fatto scontato, perché il centro è la direzione più
naturale per l'evoluzione della nuova creatura berlusconiana.
Anche An,
però, arranca stretta sul lato opposto da Storace: 22% in meno, ma
anche un 8% di indecisi.
Totale invece il travaso da Forza Italia,
mentre Lega e Destra perderebbero poco.
“Quella di Berlusconi– spiega
Crespi – è un'operazione di immagine, di riposizionamento, con la quale
ha ribaltato la situazione.
E poi in questo modo vuole raggiungere tre obiettivi.
Il primo –
continua il sondaggista – è quello di distruggere un partito, Forza
Italia, che ormai riteneva una palla al piede: in questo modo ha fatto
fuori la nomenclatura del suo partito.
Ma sia chiaro, il Cavaliere farà
a meno dell'apparato, ma non della base del partito”. Ci sarebbe poi
anche un motivo abbastanza personale.
“Aveva una voglia di terribile – conferma Crespi - di fare campagna
elettorale contro Fini e contro Casini.
Sono anni che il rapporto tra i
tre è logoro: questo è un regolamento di conti per questioni già nate
ad inizio del 2002.
Ed infine c'è un terzo e fondamentale motivo:
Berlusconi punta nettamente al 51%, una soglia che vuole superare da
solo”.
Anche perché “il problema per lui sono gli altri, vuole gli
elettori degli altri, ma non gli altri”. E agli altri non rimane altro
che “andare a prendere le mosche, perché non hanno gli strumenti per
capire ne per respingere un attacco di questa portata: staranno lì,
arroccati, mentre ogni giorno andrà via un pezzo di elettorato”.
Resistono invece Lega e Destra, “perché loro – conclude Crespi – sono
più identificati e radicali”.
Al di là dei sondaggi, comunque, al di là di numeri e percentuali, è
evidente che stavolta Berlusconi l'ha combinata grossa.
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