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04 feb. - Roma Capitale, anche del rumore. Secondo il nuovo monitoraggio realizzato dai volontari di Legambiente, il rumore e' fuorilegge in ben 13 su 15 luoghi monitorati, senza distinzioni di sorta tra centro e periferia, e nonostante i nuovi limiti piu' elevati recentemente imposti dall'Amministrazione. La palma del piu' fracassone va a piazzale Appio a San Giovanni, con 80,3 decibel dB (A) considerando i valori medi registrati, seguito poi da viale Europa con 79,8 decibel dB (A) e da via Labicana di fronte al Colosseo con 79,4 decibel dB (A).
I valori massimi, invece, in nove casi su
quindici (60 per cento) superano addirittura i 100 decibel dB(A),
quanto gli esperti dicono si misuri in una chiassosa discoteca, con il
picco piu' incredibile di 109,4 dB(A) registrato ancora a piazzale
Appio, seguito da 109,1 dB(A) a via Nazionale in pieno centro e da
viale Marconi (altezza Universita' Vasca Navale) con 106,4 dB(A).
Fonometro alla mano, dopo circa tre mesi dall'approvazione dell'ultima
Delibera capitolina in materia di inquinamento acustico, che ha alzato
di 5 decibel le soglie di legge per il rumore nelle strade denominate E
(ossia urbane di quartiere) ed F (ossia locale), Legambiente ha
monitorato i dati del rumore tra il 26 e il 28 gennaio, in tre giorni
feriali e in orari diurni, rilevando come Roma sia purtroppo anche la
Capitale del rumore.
"Il rumore non va sottovalutato, la situazione
nella Capitale e' grave e preoccupante, forse ancor piu' che nel resto
d'Italia dove pure si registrano spesso dati oltre la norma, a causa
soprattutto del caos del traffico - ha dichiarato Maurizio Gubbiotti,
coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente -.
In tutte le
citta' raggiunte dal Treno Verde lo scorso anno, ad esempio, la
rumorosita' sia diurna che notturna e' risultata oltre la norma, con
punte anche di 10 decibel. Una situazione seria, che vede in Italia, un
numero enorme di cittadini quotidianamente esposti ad alti livelli di
inquinamento acustico, con danni all'udito e a carico dell'apparato
cardio-circolatorio. Serve una nuova spinta da parte del ministero
dell'Ambiente e soprattutto delle Regioni che devono spronare i Comuni
a realizzare interventi di risanamento, finanziandone anche
l'attuazione, nella direzione delle limitazione del traffico privato,
principale causa del problema".
A seguire nella classifica del rumore
Capitale, sempre con valori medi fuori dalla norma, viale Marconi e
viale Ostiense a pari merito con 79,3 decibel dB (A), via Nazionale con
77,3 decibel dB (A), piazza Sempione su via Nomentana con 77,1 dB (A),
via Cola di Rienzo con 75,8 dB (A), largo Preneste con 75,5 decibel dB
(A). Non si salvano nemmeno l'area dell'ospedale a lungotevere in
Sassia con 74,9 decibel dB (A), come via Oderisi da Gubbio con 73,3
decibel dB (A), via Boccea incrocio con via Casalotti con 72,3 decibel
dB (A), via Tiburtina con 70,1 decibel dB (A).
Le uniche due vie a
rientrare a stento nei limiti sono Piazzale degli Eroi con 68 decibel
dB (A) e via Policlinico con 67,4 decibel dB (A).
Anche nella grave
situazione rilevata, la recente Delibera n 93 del 15 ottobre 2009
definisce che per le vie urbane dove transitano i mezzi del trasporto
pubblico (strade E ed F con flusso Tpl), i valori limite sono fissati a
70 decibel di giorno e 60 di notte, alzando cosi' di 5 decibel quelli
fissati precedentemente.
"Il rumore e' un nemico invisibile della
nostra salute, assieme allo smog rende la citta' invivibile, va messa
in campo una rinnovata strategia per battere il traffico che ne e' la
vera causa - ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente
Lazio -. Rivedere al rialzo i limiti per il rumore, come
l'Amministrazione ha fatto, non ha alcun senso, la situazione che
abbiamo monitorato ci preoccupa davvero molto.
Chiediamo al Comune di
avviare subito un serio piano di intervento e risanamento, peraltro
previsto dalla legge regionale in materia, puntando tutto sul trasporto
pubblico con mille nuovi chilometri di preferenziali per vincere la
morsa del traffico, e realizzando anche una rete fissa di monitoraggio
del rumore. Non si puo' piu' attendere, e' spaventoso che, secondo dati
Istat, ben il 47 per cento delle famiglie interpellate nel Lazio
dichiari problemi relativi al rumore nella zona in cui abita".
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