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13 gen. - Nel 2008 il settore pubblico rappresenta il
14,4% della forza lavoro impiegata. "Poco piu' di un punto percentuale
in meno rispetto al 2000". Questo valore "colloca il nostro Paese nella
parte bassa della graduatoria europea". Al ventitreesimo posto. Il dato
emerge nel rapporto Istat "Noi Italia". Sempre nel 2008 la spesa
pubblica per abitante ammonta a circa 12.800 euro, valore che colloca
il nostro Paese "al dodicesimo posto della graduatoria europea.
Mediamente le regioni del Centro Nord hanno livelli di spesa per
abitante piu' elevati".
IMPRESE SUD MENO SOLVIBILI; TASSI PIU' ALTI DI UN PUNTO - La solvibilita' delle imprese che sono ricorse al finanziamento bancario e' sistematicamente inferiore nelle regioni del mezzogiorno rispetto al centro-nord. E' quanto emerge dall'elaborazione Istat: "Noi Italia. Cento statistiche per capire il paese in cui viviamo".
Un rapporto che offre un quadro complessivo dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro paese, collocati in un contesto europeo e che tiene conto delle differenze regionali che lo caratterizzano. Un 'viaggio' per conoscere meglio l'Italia costruito su indicatori raccolti in 112 schede e distribuiti su 18 settori di interessi che spaziano dall'economia alla cultura.
Nel rapporto, si sottolinea, come sul fronte della solvibilita' "la maggiore rischiosita' si riflette sui livelli dei tassi di interesse, mediamente superiori di circa un punto percentuale indipendentemente dalla durata del prestito". L' Istat rileva anche come nel 2008 l'Italia detenga il 7,9% dei flussi di esportazione intra-Ue e una quota pari all'11,6% delle esportazioni di paesi Ue verso il resto del mondo.
SPESA 3,7% PIL MOLTO SOTTO MEDIA UE - L'incidenza della spesa per istruzione e formazione sul Pil e' stata, nel 2007, pari al 3,7%, ampiamente al di sotto della media della Ue a 27, per la quale nel 2006 era pari al 5,1%.
E' quanto si legge nel rapporto Istat "Noi Italia" presentato oggi, in cui si sottolinea che nel 2008 il 47,2% della popolazione in eta' compresa fra i 25 e i 64 anni ha conseguito come titolo di studio piu' elevato soltanto la licenza di scuola media inferiore, valore che "nel contesto europeo, colloca il nostro paese distante dalla media a 27 paesi (28,5% nel 2008) e nelle peggiori posizioni insieme a Spagna, Portogallo e Malta".
Sempre nel 2008, il 76% dei giovani italiani in eta' fra i 20 i 24 anni ha "conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore. Nell'anno scolastico 2006/2007 la quota di giovani che abbandona al primo anno gli studi superiori, in genere senza completare l'obbligo formativo, e' dell'11,4%".
Gli iscritti all'universita', si evidenzia ancora, sono in constante crescita e la loro consistenza e' pari a circa "il 41% dei giovani in eta' 19-25 anni".
NEL 2008 CIRCA 40MILA SONO DIVENTATI ITALIANI - Sono state poco meno di 40mila, nel 2008, le concessioni di cittadinanza italiana agli stranieri. Lo rileva l'Istat nel rapporto 'Noi Italia'. Un dato in "crescita contenuta" rispetto al 2007, dopo il "forte incremento" registrato nel 2006. In Italia, la popolazione residente straniera ("poco meno di 4 milioni di persone") rappresenta , al primo gennaio 2009, il 6,5% del totale ed e' quasi raddoppiata fra il 2001 e il 2008. Nello stesso periodo i valori del tasso migratorio estero passano da 3,0 al 7,5 ogni mille abitanti.
Considerando la popolazione fra i 15 e i 64 anni, la quota di stranieri che nel 2008 possiede un titolo di studio fino alla licenza media e' pari al 51,1%; il 38,4% ha un diploma di scuola superiore e il 10,5% una laurea.
NEL 2008 UN ITALIANO SU 20 OCCUPATO NEL TURISMO - In Italia nel 2008 un addetto su 20 era occupato nel turismo, valore superiore a quello medio europeo e in costante crescita. E' quanto rileva l'Istat nel volume 'Noi Italia' presentato oggi. A livello europeo, sottolinea lo studio, l'Italia, con il 5%, e' stato l'ottavo Paese per quota di occupati nel turismo, preceduto da Malta (8,4%), Spagna (7,2%), Grecia (6,9%), Cipro (6,7%) e Portogallo, Austria e Irlanda (tutte al 6,1%). In termini quantitativi gli occupati nel turismo sono stati poco meno di 1 milione e 200 mila unita', con le regioni del Centro con la quota maggiore (5,7%) e quelle del Nord-Ovest con la percentuale piu' bassa (4,4%).
Nello specifico le aree con la maggiore quota di occupati sono state la Provincia Autonoma di Bolzano e la Valle d'Aosta (rispettivamente con il 10,8 e l'8,7%), seguite da Liguria e Toscana (entrambe con il 6,8%) e Sardegna (6,4%).
Tra il 2004 e il 2008 la quota di occupati ha fatto segnare un incremento dello 0,4%, con una cresciuta piu' sostenuta nel Centro (+1%), grazie soprattutto al contributo della Toscana (+1,9%).
INTERNET: NEL 2009 L'84% IMPRESE ITALIANE USA BANDA LARGA NEL 2001 ERA IL 10%, NEL 2003 GIA' SI SUPERAVA IL 30% MENTRE NEL 2004 IL 50% - Nel 2009 la quota di imprese italiane con almeno 10 addetti che si connette a internet tramite la banda larga sfiora l'84%, collocandosi di poco al di sopra della media europea. Lo rileva l'Istat nel capitolo Scienza, tecnologia e innovazione del dossier "Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo", diffuso oggi, in cui si sottolinea che l'utilizzo della banda larga da parte delle imprese europee ha raggiunto nel 2009 la quota dell'83 per cento, che sale all'88 per cento se si considerano i soli paesi dell'Ue15.
Gli scarti tra i vari paesi, sottolinea l'Istat, sono pero' ampi: si va dai valori prossimi alla saturazione (superiori al 90 per cento) di Finlandia, Spagna, Francia, Malta e Belgio, allo scarso 41 per cento della Romania.
L'Italia con circa l'84 per cento, e' in linea con la media Ue27, ma ancora distante dagli altri maggiori paesi europei: circa 10 punti al di sotto di Francia e Spagna, 6 punti dalla Germania e 4 dal Regno Unito.
Secondo l'Istat, il ricorso alla banda larga e' comunque in rapidissima espansione nel nostro Paese. Basti pensare che nel 2001 poco piu' del 10 per cento delle imprese la utilizzava, che la quota nel 2003 gia' superava il 30 per cento e il 50 per cento nell'anno successivo.
LA META' DEGLI ADULTI ITALIANI HA SOLO LICENZA MEDIA - Per meta' della popolazione adulta italiana il titolo di studio piu' alto e' il diploma di scuola media. Emerge dal dossier Istat ''Noi Italia'' presentato oggi. Nel nostro Paese nel 2008 il 47,2 per cento della popolazione in eta' compresa tra i 25 e i 64 anni ha conseguito come titolo di studio piu' elevato soltanto la licenza di scuola media inferiore, la quarta peggiore performance in Europa.
La percentuale italiana, ben al di sopra della media Ue27 (28,5%), colloca il nostro Paese in fondo alla graduatoria insieme a Spagna, Portogallo e Malta. Sempre nel 2008 la quota di giovani (18-24enni) con al piu' la licenza media, che non ha concluso un corso di formazione professionale riconosciuto dalla regione di durata superiore ai 2 anni, e' pari al 19,7 per cento piazzandoci tra i peggiori posti della classifica Ue27 (media 14,9 per cento). Nello stesso anno il 76% dei giovani italiani in eta' 20-24 anni ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore.
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