15 Marzo 2010 11:13

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Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
ultimo aggiornamento: meno di 23 minuti fa

SONDAGGIO IPSOS: 7 ITALIANI SU 10 FORTEMENTE CONTRARI ALLA CACCIA

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27 gen. - La caccia non piace a 7 italiani su 10. Lo dice un sondaggio realizzato per Legambiente, Lipu e Wwf da Ipsos nel febbraio 2009. I dati segnalano che il 69% degli interpellati si dichiara "fortemente contrario" alla caccia, il 10% "favorevole", "neutrale" il 21%. Tra i "fortemente contrari" a fronte di una media del 69%, gli uomini fanno registrare il 66% e le donne il 72%. Le percentuali maggiori di chi non vuol sentir parlare di caccia si trovano fra i giovani (18-24 anni) con il 76% e fra i 'maturi' (45-54 anni) con addirittura il 77%.
Passando ai favorevoli, tra i giovani ce ne sono pochi (7%), ma tra i maturi c'e' la percentuale maggiore: a fronte di una media del 10% che dice si', i 45-54enni sono il 14%. Nelle opinioni rilevate dal sondaggio, per il 45% degli intervistati la caccia "e' un'inutile crudelta' e andrebbe vietata", per il 31% "dovrebbe essere fortemente ridotta con regole piu' rigide e severe", per il 18% "e' giusto lasciare la liberta' di cacciare a chi vuole praticarla" e solo per il 4% "le regole per chi va a caccia andrebbero rese meno rigide di come sono adesso". Italiani schierati, quindi, con solo l'1% che "non sa".
Analizzando la collocazione geografica dei 765 mila cacciatori censiti dall'Istat nel 2006, la regione 'piu' venatoria' e' l'Umbria, con il 5,9% della popolazione sopra i 18 anni che pratica l'attivita'. Seguono la Toscana (3,5%), la Sardegna (3,1%), le Marche (2,6%) e la Calabria (2,4%). Le regioni che cacciano meno? La Puglia, dove imbraccia la doppietta solo l'1% dei maggiorenni, il Trentino-Alto Adige che scende allo 0,9% e da ultimo il Piemonte, dove solo lo 0,8% di chi ha piu' di 18 anni va a caccia. La media nazionale e' dell'1,6%.
Le misure di sicurezza della caccia andrebbero aumentate per l'81% delle persone interpellate dalla ricerca Ipsos per Legambiente, Lipu e Wwf, mentre sono sufficienti per il 15%. "Aumentare la distanza a divieto di caccia dalle abitazioni e dai principali sentieri percorsi dagli escursionisti" e' una misura per aumentare la sicurezza che trova d'accordo l'88%, "non rilasciare la licenza di caccia prima dei 21 anni e dopo i 70 anni" viene scelta dall'82%, "vietare la caccia nei giorni festivi in cui sono molte di piu' le persone a passeggio in campagna e nei boschi" va bene per il 79% degli interpellati.
L'Italia e' esposta anche al rischio di procedure d'infrazione da parte dell'Ue derivanti da allentamenti delle regole sulla caccia. Fatto che sarebbe "molto grave, perche' cio' comporterebbe pesanti multe all'Italia e nuove tasse per tutti i cittadini" per il 43% degli interpellati, "grave, anche se non particolarmente importante" per il 29% ("irrilevante" per il 17%, "non sa" per l'11%). (Dire).
Commenti (6) >>
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scritto da francesco mantero, gennaio 31, 2010

capisco che rinunciare a sparare per un uomo virile e macho può essere considerato un' affronto alla sua potenza...ma chissà verrà il giorno come diceva un tale Leonardo Da Vinci ( forse qualche cacciatore ne ha letto il nome all'aereoporto andando a caccia in albania) che uccidere un animale sarà considerato un delitto come uccidere un uomo..

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scritto da francesco mantero, gennaio 31, 2010

capisco che rinunciare a sparare per un uomo virile e macho può essere considerato un' affronto alla sua potenza...ma chissà verrà il giorno come diceva un tale Leonardo Da Vinci ( forse qualche cacciatore ne ha letto il nome all'aereoporto andando a caccia in albania) che uccidere un animale sarà considerato un delitto come uccidere un uomo..

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scritto da AP, gennaio 30, 2010

orco, io non sono ne' ambientalista ne' avvelenato contro i cacciatori ma per esperienza personale dato che vengono a cacciare davanti casa quando gli faccio presente che, sebbene pur essendo a debita distanza dalla mia abitazione, devono rispettare l'orario di silenzio...
"Disturbo delle persone. L'articolo 659 del codice penale "Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone" punisce chi con rumori molesti disturba le occupazioni o il riposo delle persone."
non ti sto a dire il comportamento che tengono come risposta ma la media e' "si si" e poi se ne strafregano.
IO ALLE SEI DI MATTINA VOGLIO DORMIRE !!! e vorrei vedere come ti comporteresti te se alle 6 di mattina ti venissi a sparare a 150mt, la distanza minima, con la canna rivolta verso casa tua.

AP

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scritto da elisa, gennaio 28, 2010

scusami Orco di Messina ma ti rendi conto di ciò che hai scritto????? Ma certo che é la maggioranza che decide!! Ma non si chiama DEMOCRAZIA? Hai descritto tu stesso molte pratiche orribili che l'uomo fa su gli animali..., non ne aggiungo di altre. Per me siete tutti degli assassini. Sadici assassini.
ELISA, vegana e ambientalista.

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scritto da orco messina, gennaio 28, 2010

Rieccoci.E' ripartita l'offensiva contro la caccia.Periodicamente,le associazioni animaliste vanno in cerca di visibilita' e partono all'attacco dell'attivita' venatoria.Dalla loro ,un'opinione pubblica supeficiale che si pone in modo contraddittorio rispetto al problema.Velocemente,alcune delle contraddizioni : la quasi totalita' degli anticaccia ammette invece la pesca che,oggettivamente,in qualunque modo la si pratichi,procura alla "preda" una morte con sofferenze di gran lunga maggiori rispetto alla selvaggina; tranne i vegetariani,tutti gli altri anticaccia si nutrono di carne senza soffermarsi troppo sula crudelta' degli allevamenti ,del trasporto e della macellazione;mangiano la lepre prelevata dal recento e scannata dal macellaio,ma urlanco contro il cacciatore che l'abbatte ,quando ci riesce,negli spazi aperti lasciandole 70 probebilita' su cento di farla franca.Si urla contro il prelievo di quaglie selvatiche mentre si comprano in macelleria quelle di allevamento.Buono il pate' d'oca di moda in molti salotti anticaccia : peccato che per ottenerlo
questo uccello venga ingozzato a forza e il suo fegato fatto ingrossare a legnate.Potrei continuare con decine di esempi.Ne vale porre il problema delle specie in via di estinzione ,in quanto quelle cacciabili sono pochissime,poco piu' di venti in Sicilia,e non appertengono a quelle categorie.UN'ultima osservazione.I cacciatori siamo un minoranza,peraltro senza voce perche' senza diritto d'accesso ai grandi mezzi di comunicazione da cui ,invece,siamo continuamente attaccati.Ma essere minoranza,significa forse non avere diritti? Significa che la maggioranza deve imporre il suo punto di vista a tutti ? Se si,siamo messi male perche' la regola poi andrebbe applicata a tutte le minoranze investendo aspetti politici,sociali e religiosi della vita di tutti i giorni.Quella anticaccia,ancora,e' una battaglia classista : chiusa,malauguratamente in Italia,a rimetterci sarebbero solo i cacciatori con pochi mezzi economici.Gli altri,i benestanti,continuerebbero a cacciare all'estero dove,invece,dell'attivita' venatoria ( vedi Spagna, Scozia,Ungheria,penisola balcanica;Romania,Francia,solo per limitarcmi ad alcuni paesi europei)hanno fatto punto di forza delle rispettive economie turistiche.Infine,il porto d'armi a 21 anni anni con divieto di rinnovo dopo i 70.Benissimo se la stessa norma varra' per il rilascio delle patenti: l'auto infatti e' un'arma molto piu' pericoloso del fucile,basta vedere i numeri.Eppure si consente ai quattordicenni la guida degli scooter e delle minicar ,piccoli bolidi con licenza di uccidere!Non mi si venga a dire che quella anticaccia non e' una battaglia ideologica.

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scritto da Peracottaro, gennaio 27, 2010

La caccia...va cacciata!

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