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06 mag. - Il ritorno al nucleare non piace agli
italiani. Se pur con motivazioni differenti, la maggioranza dei
cittadini boccia il ricorso al nucleare come forma di energia e si
dice contraria, per il 45,75 contro il 38,7 dei favorevoli,
all'attivazione di centrali sul nostro territorio.
E' il 'verdetto'
che emerge dai dati dell'Eurispes, che nel Rapporto Italia 2009, ha
voluto verificare la propensione degli italiani a fronte della
decisione di impegnare nuovamente il nostro Paese in uno sforzo
economico e tecnologico per il ritorno all'energia nucleare, alla
quale l'Italia rinuncio' con il referendum del 1987.
Il rapporto dell'Eurispes e' stato illustrato oggi, a Roma, dal
ricercatore dell'istituto, Nicola Ferrigni, nel corso del convegno sul
tema ''Il nucleare in Italia tra referendum e nuove proposte'',
promosso dalle facolta' di Scienze della Comunicazione e di Sociologia
e presentato dal professore Gaetano Borrelli.
Uno scarto di una percentuale di 7,4% separa, dunque, i contrari
dai favorevoli al nucleare.
Un no che sembra essere motivato
soprattutto, per il 27,3%, dai rischi che tale scelta comporterebbe
mentre un 18,4% non ritenere questa una soluzione rapida per risolvere
i problemi connessi all'energia. Tra i favorevoli, invece, gli
orientamenti si dividono tra quanti ritengono che il nucleare e' una
buona soluzione per porre rimedio alla crisi energetica (30,1%) e tra
una parte minoritaria di coloro che pongono come unica condizione la
locazione delle centrali in luoghi distanti dalla zona nella quale
abitano (8,2%). Non mancano infine alcuni cittadini che dichiarano di
essere indifferenti nei confronti della questione (4,2%).
Il rapporto dell'Eurispes analizza la questione
anche da un'angolazione di natura politica. Il 71,5% dei cittadini che
si dichiarano di sinistra sono contrari al nucleare a causa dei rischi
che comporta (47,3%) e perche' credono che esso non risolva
rapidamente i problemi (24,2%). Seguono gli appartenenti al centro
sinistra, contrari complessivamente nel 55,6% dei casi, che segnalano
con percentuali elevate i rischi (32,6%) e la non immediatezza dei
risultati (23%).
Il campione si spacca per quanto riguarda gli elettori di centro
che si dicono favorevoli nel 41,6% dei casi e in egual misura contrari
(41,7%). Nel centro destra (65,9%) e a destra (55,4%) sono piu'
numerosi i favorevoli, che ritengono il nucleare una buona soluzione
per risolvere la crisi energetica (rispettivamente 51% e 50%) o che
pongono come unica condizione che le centrali siano installate lontano
dai loro luoghi di residenza (rispettivamente il 14,9% e il 5,4%).
L'istallazione di centrali nucleari sul territorio vede
soprattutto contrari i residenti nell'area del Nord-Ovest (49,5%), nel
Meridione (47,9%), nelle regioni centrali (47,2%) e nel Nord-Est
(45,7%). Si distacca in maniera netta la percentuale di contrari
rilevata nelle Isole (33,1%). Pertanto, tra coloro i quali si
dichiarano favorevoli al nucleare, si distingue in maniera decisa il
dato riferito alle isole dove si registra la piu' alta percentuale, il
50%, fra quelle riferite alle altre aree geografiche. Segue il
Nord-Est con il 42,5%, le regioni centrali con il 40,2%, il Sud con il
33,5% e infine il Nord-Ovest con il 31,7%.
Si schierano poi contro il ricorso al nucleare come
fonte di energia soprattutto i giovani dai 25 ai 34 anni (50,3%),
cosi' come coloro che hanno un'eta' compresa tra i 35 e i 44 anni
(49,8%). Il 45,2% dei giovani dai 18 ai 24 anni e il 44,6% dei
45-64enni fanno comunque registrare percentuali elevate tra i
contrari. Quest'ultima fascia d'eta', d'altro canto, e' quella che e'
maggiormente rappresentata tra coloro che invece si dichiarano a
favore del nucleare (41,7%).
Tra i contrari sono piu' elevate le quote
di quanti hanno conseguito un diploma di maturita' (47,1%) o una
laurea (49,7%), rispetto a chi e' in possesso di un titolo di studio
di livello piu' basso.
La condizione occupazionale vede una prevalenza di intervistati
a favore del nucleare tra chi ha lo status di casalinga/o (51,6%),
seguiti da quanti sono in cerca di prima occupazione (48,4%). Il
fronte dei contrari, invece, mostra una percentuale piu' elevata tra
gli studenti (50,7%), gli occupati (50%) e quanti si trovano in cerca
di nuova occupazione (41,8%).
(Adnkronos).
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