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09 feb. - “Le chiamano, con un eufemismo, ‘sedi scoperte’: sono le procure da cui i magistrati fuggono appena possono. Al Consiglio superiore della magistratura - scrive Francesco Grignetti su LA STAMPA - dove sovrintendono al buon funzionamento della giustizia, sono consapevoli che il problema è esplosivo. Le peggiori situazioni sono in Sicilia: a Enna, assenti 4 sostituti procuratori su 4 in organico, scopertura del 100 per cento; lo stesso accade a Nicosia (distretto di Caltanissetta), a Mistretta (Messina) e a Sciacca (Palermo).
Ma siccome i reati non stanno lì ad aspettare i tempi
delle nomine e dei concorsi, le denunce dei cittadini fioccano
ugualmente, e le forze dell’ordine fanno egregiamente il loro lavoro,
accade che a Enna siano maturati nel frattempo 2565 fascicoli. Ognuno
di essi nasconde una storia noir. Meriterebbero un’indagine e, forse,
un processo. Ma tutti quanti i 2565 fascicoli di Enna, al momento, sono
‘senza titolare’.
Così i 1100 di Nicosia, i 652 di Mistretta e i 2400
di Sciacca. Grottesco. Risultati meno catastrofici, ma pur sempre
clamorosi, vengono poi dal Nord.
A Brescia mancano 6 sostituti su 21 in
organico, pari a una scopertura del 28 per cento, ma siccome nel
frattempo sono sopravvenuti 24 mila fascicoli, significa che ce ne sono
circa 7 mila senza titolare.
A Bolzano, con il 60 per cento dei posti
vacanti - mancando 6 procuratori su 13 previsti - ci sono 6100
fascicoli scoperti.
E a Bergamo, con una scopertura del 31 per cento, i
procedimenti in cerca d’autore sono 5619.
In tutto, 158 mila
procedimenti sono senza titolare. E sono 215 i magistrati assenti dalle
procure. ‘Questi dati - spiega il consigliere Dino Petralia, eletto al
Csm in rappresentanza della corrente Movimenti Riuniti - sono
ovviamente una proiezione virtuale perché, laddove c’è anche un solo
magistrato presente, tutti i fascicoli gli vengono intestati’.
Ma lo
schema - prosegue Grignetti su LA STAMPA - dà l’idea di che razza di
carichi di lavoro piombano sul capo dei malcapitati che ancora non sono
fuggiti da quelle procure in affanno. Per venire a capo del problema,
il governo ha appena emanato un decreto che è all’esame del Senato.
Considerando l’emergenza, si prevede la possibilità che il Csm disponga
dei trasferimenti d’ufficio e prevede una deroga al divieto di usare
‘giudici ragazzini’, cioè freschi di concorso, per gli uffici di
procura. La deroga però è limitata a 300 posti e non è immediatamente
spendibile: bisognerà attendere il marzo 2011 perché il concorso
finisca e si conoscano i nomi dei vincitori. Di qui molti dubbi.
Che
cosa accadrà nel frattempo? Secondo Petralia, una soluzione potrebbero
essere dei trasferimenti temporanei, detti ‘applicazioni’, che
permetterebbero di coprire i vuoti in organico per sei o dodici mesi.
Il tempo necessario in attesa dei rinforzi. ‘Il decreto - dice a sua
volta Cosimo Maria Ferri, componente del Csm per la corrente
Magistratura Indipendente - è un buon punto di partenza. Dimostra come
l’allarme lanciato dalla magistratura sia stato recepito e non era
scontato vista la conflittualità di quest’ultimo periodo. Il
provvedimento, poi, così come emendato alla Camera, è frutto del
dialogo nel rispetto dei ruoli reciproci tra magistratura e politica,
ma servirebbe uno sforzo in più’. Ferri, come tutti i suoi colleghi,
non vede di buon occhio i trasferimenti d’ufficio e sa che in passato
ogni trasferimento coatto è stato poi bloccato dai Tar.
Concorda perciò
con Petralia: l’anno che manca potrebbe essere coperto con qualche
soluzione transitoria ‘consentendo pure ai giudici di andare in
applicazione come pubblici ministeri, per periodi limitati, e provveda
alla copertura degli organici. E forse è il caso che si bandiscono
nuovi concorsi per colmare il vuoto di organico del 12 per cento, pari
a 1.158 posti’. Nelle prossime settimane - conclude Grignetti su LA
STAMPA - Magistratura indipendente si farà promotrice di incontri nelle
sedi disagiate. ‘Bisogna dare un segnale di vicinanza sia ai cittadini
di quelle aree dove mancano i magistrati, sia agli stessi magistrati che ogni giorno si impegnano nel loro lavoro’, dice Ferri”
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