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07 feb. - Come ha riconosciuto anche il ministero dell'interno, procede sostanzialmente regolare, a parte alcuni episodi isolati, il voto nei 34 mila seggi per il ballottaggio presidenziale in Ucraina che vede opposti il leader dell'opposizione filorussa Viktor Ianukovich e la premier filo occidentale Iulia Timoshenko. Alle 15:00 (le 14:00 in Italia) l'affluenza era del 46,03% (44% a Kiev), favorita forse anche dalla giornata solare, anche se la temperatura e' ovunque sotto zero.
L'afflusso e' piu' alto nelle regioni dell'est e del
sud, quelle dominate da Ianukovich, e piu' basso in quelle occidentali,
tradizionalmente a favore di 'Iulia', che riduce cosi' le sue
possibilita' di rimonta.
Nei 1.027 seggi delle dieci circoscrizioni di
Kiev, le operazioni
di voto si svolgono nella massima calma. Al centralissimo seggio numero
8 della circoscrizione 223, dove hanno votato l'ex presidente Leonid
Kuchma e altri esponenti di spicco della politica nazionale, la
responsabile della commissione elettorale Anna Mashagnana accoglie
stampa e osservatori internazionali con estrema gentilezza e
disponibilita', spiegando le procedure di voto e mostrando le urne
trasparenti.
La scheda offre tre opzioni: per Iulia Timoshenko (prima
in ordine alfabetico), per Viktor Ianukovich e contro entrambi i
candidati, un residuo del voto ''contro tutti''.
''Alle 11:00
l'afflusso era del 26,6%, molto superiore al primo turno'', spiega,
ricordando che si tratta di un seggio tradizionalmente filo 'Iulia'.
I
militanti di Ianukovich intanto continuano a presidiare con decine di
tende blu alcuni edifici simbolo: la commissione elettorale (Cec), il
segretariato della presidenza, la sede del governo e della Rada (il
parlamento).
La maggior parte (alcune centinaia) e' concentrata davanti
alla Cec, dove vi sono tre tende militari verdi e una quarantina di
tende blu. ''Siamo qui per garantire elezioni oneste, per difendere il
server dei dati delle elezioni evitando che sia minato il processo
elettorale'', spiega uno del servizio d'ordine, assicurando che
''staremo qui finche' serve''. Dai pullman, armati di borsoni e
sacchetti di plastica, scendono decine di giovani, tutti maschi,
provenienti dalle regioni dell'est e dell'ovest, i feudi di Ianukovich.
Li pagano 150 grivnie (circa 12 euro) a giornata, oltre a vitto e
alloggio: non molto, ma neppure poco se si considera che lo stipendio
medio mensile e' di 2.500 grivnie (200 euro), mentre una pensione
minima si aggira sulle 600 grivnie (50 euro).
''Temiamo provocazioni'',
spiega un altro militante, Serghiei, davanti ad una delle tende
piantate davanti alla sede del governo, mentre un suo collega filma con
una videocamera i passaporti dei giornalisti. ''Controlliamo che tutto
fili liscio, ma non sappiamo fino a quando resteremo'', aggiunge. Per
domani il partito delle Regioni conta di portare 50 mila persone a
Kiev, in particolare davanti alla Cec.
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