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09 feb. - Il Giappone rimane un Paese
fermamente favorevole alla pena di morte, che secondo l'ultimo
sondaggio, e' sostenuta dalla quota record di oltre l'85% della
popolazione.
I risultati di uno studio condotto dal governo nipponico non
lasciano infatti spazio a dubbi: l'85,6% degli intervistati, un
campione di 3.000 persone di almeno 20 anni d'eta' interpellato
tra novembre e dicembre dello scorso anno, sostiene che
mantenere la pena capitale e' ''inevitabile'', mentre solo una
minima parte, il 5,7%, si dichiara favorevole all'abolizione
(-0,3% sul 2004).
Il sondaggio governativo registra il consenso massimo alla
pena di morte da quando, nel 1994, si e' iniziato a raccogliere
questo tipo di statistiche.
Dai dati, inoltre, emerge una tendenza in costante ascesa del
sostegno alla pena capitale: nel 1994 i favorevoli si erano
attestati al 73,8%, contro l'81,4% del 2004 e l'85,6% del 2009.
Per quanto riguarda le motivazioni dietro alla scelta, il
54,1% del campione cita i sentimenti delle vittime e dei loro
parenti, che ''non potrebbero trovare soddisfazione'' in caso di
abolizione, mentre il 53,2% ritiene che i responsabili di
crimini atroci ''debbano pagare con la propria vita''.
Il 51,5% degli intervistati, infine, sostiene che se la pena
di morte venisse abolita si assisterebbe all'aumento dei crimini
piu' gravi.
Nonostante il netto schieramento della popolazione a favore
della pena capitale, il nuovo governo a guida Democratica sta
tentando di avviare una riflessione sul tema: il ministro della
Giustizia, Keiko Chiba, storica sostenitrice di Amnesty
International, ha assicurato che favorira' un ''dibattito
pubblico'' e si muovera' ''con prudenza'' prima di prendere
decisioni importanti, come la firma del decreto di esecuzione
che per legge spetta al Guardasigilli. (Ansa).
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