20 Marzo 2010 00:25

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ultimo aggiornamento: meno di un minuto fa

BCE: AUMENTA DISOCCUPAZIONE, MODERATA CRESCITA DEL PIL NEL 2010

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22 gen. - La crescita nell'area euro nel 2010 avra' un ritmo moderato e il recupero con tutta probabilita' sara' discontinuo anche perche' la disoccupazione dovrebbe aumentare. A dirlo e' la Banca Centrale Europea nel bollettino mensile. "Il Consiglio direttivo - si legge nel Bollettino - si aspetta un moderato ritmo di espansione economica nell'area nel 2010, riconoscendo che il processo di recupero risultera' probabilmente discontinuo e che le prospettive restano soggette a incertezza". Per la Bce infatti "alcuni dei fattori che sostengono la ripresa hanno un carattere temporaneo".
Il basso grado di utilizzo della capacita' produttiva "potra' verosimilmente ridurre gli investimenti e la disoccupazione nell'area euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura, attenuando al crescita dei consumi".
Di conseguenza ci si attende che l'economia nell'area cresca "a ritmo moderato nel 2010 e il processo di recupero potrebbe risultare discontinuo".
Non solo, secondo l'Istituto di Francoforte, "e' probabile che l'attivita' sia frenata per un certo periodo dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso nei settori finanziario e non finanziario, sia all'interno che all'esterno dell'area euro".
Commenti (2) >>
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scritto da Polmonazzo, gennaio 22, 2010

La crisi durerà per tutto il 2010 come minimo

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scritto da fre, gennaio 21, 2010

Assenteismo, arrestati
dipendenti della Provincia Perugia
Arresti domiciliari per sei dipendenti della Provincia di Perugia accusati dai carabinieri di truffa aggravata e continuata ai danni della pubblica amministrazione per essersi ripetutamente allontanati, durante l'orario di lavoro, dal posto di servizio
Dipendenti pubblici
Perugia, 20 gennaio 2010 - Hanno accertato che si allontanavano ''sistematicamente'' dal posto di lavoro per recarsi presso bar e locali da gioco, supermercati ma anche da parenti o a casa propria, i carabinieri che hanno messo agli arresti domiciliari sei dipendenti della Provincia di Perugia. L'indagine è stata condotta dai militari del nucleo ispettorato del lavoro e da quelli della stazione del capoluogo.
Gli investigatori, in base alle indicazioni dei magistrati, hanno reso noti oggi solo le iniziali degli arrestati, a carico dei quali sono state eseguite ordinanze di custodia cautelare. Si tratta di M.J., di 45 anni, P.L., 54, C.M., 51, B.C., 42, tutte donne, e M.E., 54, e V.F., 50 anni, entrambi uomini. Tutti - hanno spiegato i carabinieri in una conferenza stampa - impiegati nella sede della Provincia di via Palermo. Gli accertamenti sono stati avviati dopo l'arresto di un'impiegata, per lo stesso reato, eseguito nel maggio scorso dalla polizia provinciale.
Insospettiti dai movimenti degli impiegati, i carabinieri hanno cominciato a pedinarli. Li hanno filmati e fotografati - è stato spiegato - ma anche seguito i loro spostamenti con dispositivi gps. Hanno così accertato che i sei dipendenti della Provincia operavano false registrazioni nel sistema meccanizzato di controllo degli orari utilizzando il badge marcatempo, in modo da simulare la presenza al lavoro e invece si trovavano altrove. Dall'inchiesta è inoltre emerso che in alcuni casi il sistema di rilevazione degli orari di lavoro era stato attivato da presunti colleghi compiacenti i quali passavano la scheda magnetica personale al posto degli assenti.

I carabinieri hanno poi compiuto un riscontro sui tabulati elettronici delle registrazione delle presenze, sulla base delle quali - è stato spiegato ancora - vengono contabilizzate le retribuzioni dei ipendenti provinciali. Hanno così rilevato quelle che sono state definite le ''incongruenze con le situazioni di fatto''. Secondo i carabinieri i sei dipendenti finiti ai domiciliari, con i loro presunti stratagemmi hanno di fatto impedito alla Provincia di operare le dovute detrazioni sugli stipendi per le assenze non registrate. Le retribuzioni non dovute hanno costituito - secondo l'accusa - un ingiusto profitto dei dipendenti stessi ai danni dell'amministrazione pubblica.
Durante l'indagine è stato anche accertato che una delle impiegate si allontanava dall'ufficio alla guida di un'auto seppure sprovvista della patente che le era stata sospesa dopo essere stata trovata al volante ubriaca. Durante un controllo all'apparenza casuale ma in realta' mirato, la donna ha fornito ai carabinieri del nucleo radiomobile il nome della sorella. E' stata quindi accusata di false generalità rese a pubblici ufficiali.



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