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ACQUA - STUDIO: LE CARENZE DEL SETTORE IDRICO COSTANO 110 MLD

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19 nov. - Le carenze del settore idrico costano agli italiani fino a 110 miliardi di euro. E' il dato principale che emerge da uno studio di Althesys Strategic Consultants, che ha esaminato la situazione delle infrastrutture nel settore idrico italiano. "La ricerca - che assume particolare rilevanza nel momento del voto di fiducia sul Ddl che liberalizza i servizi idrici alla Camera - stima le necessita' di investimento nei servizi acquedotti, fognature e depurazione e i costi che pesano sul nostro Paese causati dall'attuale deficit infrastrutturale".
Secondo Althesys, "il rapporto tra costi e benefici di questi possibili investimenti porta a uno sbilancio netto di 110,2 miliardi di euro".
Lo studio, coordinato da Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys, docente all'universita' Bocconi e gia' autore nel 2008 di un approfondito lavoro sui costi e benefici dell'innovazione nelle reti idriche in Italia, calcola "in 51mila chilometri il fabbisogno di nuove reti (oltre 30mila di acquedotti e circa 21mila di fognature) e in oltre 170mila chilometri le necessita' di rifacimenti, dei quali 125mila per acquedotti. Con questi interventi l'Italia si metterebbe al livello dei migliori partner europei".
Per quanto riguarda i costi di realizzazione di queste infrastrutture per le reti acquedottistiche (circa 155mila chilometri in totale) "si parla nel complesso di poco meno di 20 miliardi di euro, dati da circa 4,2 miliardi per i materiali e 15,6 per l'installazione. Cio' equivale a un costo unitario medio (diversi diametri delle condotte, prezzo medio di realizzazione con materiali plastici) di circa 127mila euro al chilometro per le reti idriche. Per le infrastrutture fognarie e il collettamento alla depurazione, invece, l'investimento complessivo e' stimato in 29,1 miliardi di euro, dei quali circa 7,7 per i materiali e il resto per la costruzione. Il costo unitario medio sarebbe di 437mila euro al chilometro".
"Le perdite della rete idrica italiana arrivano al 35-40 per cento - ricorda Marangoni. - E' uno spreco ambientale ed economico enorme: l'acqua persa e' un prodotto costoso, frutto di una filiera industriale che parte dall'approvvigionamento per passare attraverso le fasi di trasporto, potabilizzazione, distribuzione, fognatura e depurazione". In un anno in Italia si "perde" quindi non solo una grande quantita' di acqua (circa 3-4mila miliardi di metri cubi), ma anche molto denaro: tra i 4 e i 5,2 miliardi di euro, secondo Althesys.
Considerando un orizzonte di 25 anni, i benefici per i cittadini derivanti dalle nuove infrastrutture potrebbero arrivare fino a 130 miliardi di euro: sei volte piu' dell'investimento. "Tutto cio' - conclude Marangoni - senza considerare i costi di manutenzione e gli impatti ambientali". (velino).
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