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WSJ: LIBERTA' ECONOMICA,ITALIA RECUPERA 2 POSTI MA 74^- AL TOP SI CONFERMA HONG KONG-CALANO USA

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21 gen. -  L'Italia recupera due posizioni nella classifica sulla liberta' economica, ma resta molto indietro rispetto alle altre grandi economie, superata addirittura da Polonia, Madagascar e Armenia. E' quanto emerge dall'abituale ricerca stilata dal Wall Street Journal e dalla Heritage Foundation. L' ''indice della liberta' economica'' si basa su dieci parametri, applicati in piu' di 179 Paesi, e valuta l'eventuale presenza di ostacoli da parte dello Stato all'agire individuale e, nello specifico, all'iniziativa economica. In testa alla classifica 2010 si confermano Hong Kong, Singapore e Australia. Gli Stati Uniti perdono due posizioni rispetto all'anno scorso (sono ora ottavi), registrando la contrazione piu' grave della liberta' economica tra il 2009 e il 2010, e vengono superati dal Canada.
L'Irlanda guida la classifica dei Paesi europei, mentre il Regno Unito cala sotto la decima posizione.
L'Italia si colloca al 74/mo posto, registrando un timido recupero rispetto al 2009. Va comunque meglio rispetto al 'crollo' di 12 posizioni che il nostro Paese aveva registrato tra il 2008 e il 2009.
Per quanto riguarda nel dettaglio la performance del nostro Paese, l'incremento rispetto all'anno scorso e' stato pari a 1,3 punti, che portano l'Italia a un punteggio totale di 62,7.
Il risultato ci colloca al 35/mo posto sui 43 Paesi europei valutati nella ricerca.
La lieve crescita - si spiega nel rapporto della Heritage Foundation che accompagna la classifica - dipende da ''modesti incrementi nella liberta' di scambio e in quella di investimento'', mentre pesano ancora molto gli andamenti negativi degli indicatori relativi al fisco e alla corruzione: ''la liberta' complessiva dell'Italia - aggiunge infatti il rapporto - e' ridotta da una gestione inefficiente delle finanze pubbliche, da una corruzione diffusa e da un elevato carico fiscale''.
Il rapporto mette in luce anche il permanere di ''disparita' regionali nello sviluppo economico, con il Settentrione che registra una ormai ben avviata tradizione imprenditoriale nel settore privato, mentre il Meridione resta piu' dipendente dall'agricoltura e dallo Stato sociale''. Il rapporto mette in luce inoltre che ''una parte considerevole dell'attivita' economica resta al di fuori dall'economia 'formale''', ovvero quella legale. Il miglioramento della posizione dell'Italia in classifica dipende anche dal calo registrato da altre grandi economie.
Usa in testa: commentando la ricerca il Wall Street Journal sottolinea come gli Stati Uniti abbiano registrato un calo ''in sette delle dieci categorie della liberta' economica, soprattutto nella liberta' finanziaria, in quella monetaria e nei diritti di proprieta'''.
Alla base di tutto ''le iniziative interventiste del governo federale in risposta alla crisi economica, che hanno incluso restrizioni protezionistiche dei commerci e massicce spese di denaro pubblico per politiche di stimolo'' che ''hanno scoraggiato l'iniziativa economica privata''.
Per quanto riguarda le principali economie europee, dopo l'Irlanda in quinta posizione si colloca la Danimarca (77,9 punti), mentre il Regno Unito e' undicesimo a 76,5 punti. Vanno bene le economie baltiche (Estonia sedicesima).
La Germania e' al 23/mo posto, mentre la Spagna e' 36/ma (a quota 69,6), e la Francia si deve accontentare della 64/ma posizione. L'incremento piu' significativo dell'indice della liberta' economica e' stato registrato dalla Polonia, che ha guadagnato 2,9 punti collocandosi al 71/mo posto.
Commenti (3) >>
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scritto da ggg, gennaio 21, 2010

con il pdl e lega si sale di posizioni, nonostante la crisi.
Un'altro risultato del governo che invece di rallegrare le giornate di quelli di sx, gli farà versare bile

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scritto da huio, gennaio 20, 2010

Assenteismo, arrestati
dipendenti della Provincia Perugia
Arresti domiciliari per sei dipendenti della Provincia di Perugia accusati dai carabinieri di truffa aggravata e continuata ai danni della pubblica amministrazione per essersi ripetutamente allontanati, durante l'orario di lavoro, dal posto di servizio
Perugia, 20 gennaio 2010 - Hanno accertato che si allontanavano ''sistematicamente'' dal posto di lavoro per recarsi presso bar e locali da gioco, supermercati ma anche da parenti o a casa propria, i carabinieri che hanno messo agli arresti domiciliari sei dipendenti della Provincia di Perugia. L'indagine è stata condotta dai militari del nucleo ispettorato del lavoro e da quelli della stazione del capoluogo.

Gli investigatori, in base alle indicazioni dei magistrati, hanno reso noti oggi solo le iniziali degli arrestati, a carico dei quali sono state eseguite ordinanze di custodia cautelare. Si tratta di M.J., di 45 anni, P.L., 54, C.M., 51, B.C., 42, tutte donne, e M.E., 54, e V.F., 50 anni, entrambi uomini. Tutti - hanno spiegato i carabinieri in una conferenza stampa - impiegati nella sede della Provincia di via Palermo. Gli accertamenti sono stati avviati dopo l'arresto di un'impiegata, per lo stesso reato, eseguito nel maggio scorso dalla polizia provinciale.

Insospettiti dai movimenti degli impiegati, i carabinieri hanno cominciato a pedinarli. Li hanno filmati e fotografati - è stato spiegato - ma anche seguito i loro spostamenti con dispositivi gps. Hanno così accertato che i sei dipendenti della Provincia operavano false registrazioni nel sistema meccanizzato di controllo degli orari utilizzando il badge marcatempo, in modo da simulare la presenza al lavoro e invece si trovavano altrove. Dall'inchiesta è inoltre emerso che in alcuni casi il sistema di rilevazione degli orari di lavoro era stato attivato da presunti colleghi compiacenti i quali passavano la scheda magnetica personale al posto degli assenti.

I carabinieri hanno poi compiuto un riscontro sui tabulati elettronici delle registrazione delle presenze, sulla base delle quali - è stato spiegato ancora - vengono contabilizzate le retribuzioni dei ipendenti provinciali. Hanno così rilevato quelle che sono state definite le ''incongruenze con le situazioni di fatto''. Secondo i carabinieri i sei dipendenti finiti ai domiciliari, con i loro presunti stratagemmi hanno di fatto impedito alla Provincia di operare le dovute detrazioni sugli stipendi per le assenze non registrate. Le retribuzioni non dovute hanno costituito - secondo l'accusa - un ingiusto profitto dei dipendenti stessi ai danni dell'amministrazione pubblica.

Durante l'indagine è stato anche accertato che una delle impiegate si allontanava dall'ufficio alla guida di un'auto seppure sprovvista della patente che le era stata sospesa dopo essere stata trovata al volante ubriaca. Durante un controllo all'apparenza casuale ma in realta' mirato, la donna ha fornito ai carabinieri del nucleo radiomobile il nome della sorella. E' stata quindi accusata di false generalità rese a pubblici ufficiali.


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scritto da LoSpada, gennaio 20, 2010

La Francia è tradizionalmente statalista, ma qui niente paura: c'è il Popolo delle LIBERTA'!! Ahahahah.

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