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27 set. - Un esercito di quasi 5 milioni di 'oversize'.
Per l'esattezza sono 4.898.496 i connazionali taglia XXL, con un costo
sociale annuo di 8,3 miliardi di euro l'anno. A fare i conti sul fronte
italiano dell'obesita' e' Giuseppe Turchetti, docente di economia e
gestione delle imprese alla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, che al
Festival della Salute in corso a Viareggio ha presentato la prima fase
di uno studio congiunto sull'obesita' e la chirurgia bariatrica,
condotto dalla Scuola di Sant'Anna e dall'universita' Bocconi di
Milano.
La ricerca presenta i dati sulla prevalenza dell'obesita' in Italia, negli Usa e in Europa, e svolge una revisione sistematica degli studi internazionali sul costo sociale dell'obesita', che ha permesso di stimare il costo sociale annuo di una 'generica' persona obesa in 1.700 euro (1.400 euro di costi sanitari e 300 di costi non sanitari).
E in Italia i costi in tal senso sembrano destinati a salire. Secondo l'Istat 'Health for All 2008', infatti, dal 1994 al 2007 si e' assistito a un progressivo incremento del tasso medio di prevalenza dal 7,3% al 9,9%. Le regioni che in questi anni hanno fatto registrare i tassi piu' bassi di prevalenza sono il Piemonte, il Trentino Alto Adige e la Liguria. La Regione piu' 'pesante' - con medie sempre superiori al 10% - e' il Molise, seguita da Puglia (picco massimo 12,9% nel 2006) e Basilicata (12% nel 2006).
Tornando allo studio presentato a Viareggio, considerando una prevalenza dell'obesita' pari al 9,9%, che corrisponde in Italia a 4.898.496 persone adulte, il costo sociale annuo stimato risulterebbe essere di 8,3 miliardi di euro, circa il 6,7% della spesa sanitaria pubblica.
- Sulla base di questi dati epidemiologici e della revisione degli studi internazionali, ipotizzando una vita media della persona obesa di 75 anni e' stimabile in circa 100 mila euro aggiuntivi - stando almeno allo studio - il costo sociale totale di un diciottenne obeso rispetto a un coetaneo normopeso.
Infine, un altro dato che invita alla riflessione: in Italia, sempre secondo i dati Istat Health for All 2008, il costo sanitario pro-capite e' di 1.703 euro. Se a questo dato togliamo i costi sanitari legati alla cura dell'obesita', cosi' come calcolati dallo studio, otteniamo un costo sanitario pro-capite di 1.565 euro. Cio' significa che l'obesita' peserebbe sulla spesa sanitaria pro-capite per circa 138 euro, e che un cittadino obeso costerebbe al Ssn piu' del doppio di un cittadino in forma.
Secondo le rilevazioni, aggiornate al 2008, del Behavioral Risk Factor Surveillance System dei Cdc di Atlanta, dal 1985 a oggi si e' assistito a un progressivo e massiccio consolidamento della prevalenza dell'obesita' negli Usa, che oggi si attesta su valori che vanno dal 18,5% in Colorado a 31,4% in Alabama. Il fenomeno dei chili di troppo negli Usa ha avuto anche una chiara connotazione geografica, allargandosi dagli Stati della Costa Atlantica a quelli della costa Pacifica, in una sorta di 'conquista del West'. Spostandoci in Europa, le cifre scendono di circa il 10%. Secondo i dati Eurostat aggiornati al 2004, infatti, e' Malta lo Stato con il maggior numero di obesi (23%), seguito dal Regno Unito (22,7%). Alla Norvegia la palma dello Stato piu' 'magro', con una prevalenza del 6,1%. (Adnkronos).
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