| In THAILANDIA, per le prime elezioni dopo il voto è prevista un'affluenza alle urne del 70% |
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| 22/12/2007 | |
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23 dic. -
Prove di democrazia in Thailandia, dove domani si
terranno le prime elezioni legislative dopo il 'golpe' incruento dell'anno
scorso. Una consultazione su cui incombe l'ombra dei militari e del deposto
primo ministro Thaksin Shinawatra.
Le elezioni seguono il referendum di agosto cui fu sottoposta con successo la nuova Costituzione ispirata dai militari che nelle ultime ore si sono assicurati con una legge sulla sicurezza passata in Parlamento il potere di interdizione sull'attivita' dell'esecutivo e del legislativo. "Non sono elezioni normali, perche' si svolgono sotto una forte pressione dei militari", ha affermato Ukrist Pathmanand, docente di Scienze politiche all'Universita' Chulalongkorn di Bangkok. Nonostante risieda in esilio volontario a Londra, il cinquantottenne ex premier resta la figura dominante sulla scena politica thailandese. I suoi alleati del Partito del Potere popolare (Ppp) nei discorsi di chiusura della campagna elettorale, hanno ribadito il suo rientro per il 14 febbraio, una volta che sara' insediato il nuovo esecutivo. "Se rientrasse prima sarebbe accusato di volere creare problemi", ha detto a una folla esultante Chalerm Yoobamrung, numero due del Ppp. E oggi Abhisit Vejjajiva, leader del Partito democratico, principale avversario del Ppp, si e' espresso a favore del ritorno di Thaksin il prima possibile. "Se saro' eletto premier lo contattero' e gli chiedero' di rientrare prima del 14 febbraio", ha detto ai giornalisti. Il Ppp e' riuscito a fare raccogliere i resti del Thai Rak Thai (I thai amano i thai), il partito di Thaksin sciolto dai militari, e in breve si e' collocato in testa ai sondaggi. Il partito gode dell'appoggio dei contadini, che sono la maggioranza della popolazione, i quali ricordano gli sforzi di Thaksin per rilanciare il settore. Il Partito democratico ha dalla sua il ceto medio della capitale, che sostenne le proteste di piazza che culminarono con l'intervento dei militari. Sunai Phasuk, consulente thailandese di Human Rights Watch, ha sottolineato che in questo anno la giunta militare non ha fatto niente per sanare il drammatico divario tra ricchi e poveri. "Ma sfortunatamente le elezioni di domani non saranno che un referendum a favore o contro Thaksin", ha detto. Gli esperti ritengono che nessuno dei due partiti riesca a conquistare la maggioranza assoluta dei 480 seggi del Parlamento e quindi l'uno o l'altro sara' costretto ad accordi con formazioni minori. Stando a una previsione della Commissione elettorale,l'affluenza alle urne potrebbe toccare il 70%. (AGI) |
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