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Ultimo aggiornamento: 11.10.2008 ore 20:57
25 APRILE: UN QUINTO DEGLI ITALIANI NON SA COSA SI FESTEGGIA Stampa E-mail
22/04/2008
22 Apr. - Il dato più desolante del sondaggio realizzato per Il Giornale è che oltre un quinto dei nostri connazionali non sappia neppure cosa si festeggi quel giorno. Possiamo anche sorridere alle risposte strampalate di chi tira a indovinare (le vittoria nella prima guerra mondiale... lo sbarco dei Mille...)

25 aprile280x200.jpgPoi, se il sondaggio ha ragione, rimane l'amarezza di un vuoto culturale che va ben oltre la preparazione scolastica. La scuola, di certo, ha le sue responsabilità, se non è riuscita a imprimere nella memoria una data -cioè un evento- che fa da spartiacque nella nostra storia recente. Per di più si tratta di una scuola dove -è polemica ricorrente- la storia della Resistenza riceve attenzioni particolari.

E si badi che, anche fra i laureati, più di uno su dieci non ha idea di cosa si stia parlando. E' un altro segnale, se ce ne fosse stato ancora bisogno, di un sistema scolastico capace più di produrre lauree e diplomi che conoscenza.

A parte la scuola, però, rimane da chiedersi in quale mondo vivono questi 21,5 italiani su cento che passano ignari e inconsapevoli -impermeabili- attraverso il bombardamento annuale di celebrazioni e polemiche in tv, alla radio, sui giornali, sui manifesti, nei cortei.

Da notare che i dati sono piuttosto omogenei per sesso, classe di età e sociali, aree geografiche, professione, religiosità e -soprattutto- posizioni politiche: ha dato la risposta giusta l'80% degli elettori di centrosinistra e il 77,2% degli elettori di centrodestra (mentre sono appaiati gli elettori del PdL e quelli del Pd).

C'è dunque un quinto degli italiani indifferente non solo alla storia della nazione, ma alla sua vita sociale e politica. Si tratta dunque di un quinto degli italiani indifferenti e insensibili a ogni evento che non li riguardi in prima persona, o che non tocchi le loro curiosità quotidiane.

Questo dato è confermato dalle risposte alla seconda questione: più di un italiano su due non si accorge neppure delle polemiche che da anni accompagnano la festa della Liberazione. E' un pessimo segnale per la nostra vita civile, comunque la si pensi sul 25 aprile.

Dopo la desolazione, la sorpresa, sulla terza affermazione: "Io il 25 aprile non lo sento tanto come festa nazionale italiana". Una lieve maggioranza del 48,9% (cui si aggiunge il 5,1% dei "non so") è d'accordo, contro il 46%. Anche in questo caso le differenze sono poco significative per classi e categorie, mentre è davvero clamoroso che i dati di chi è d'accordo siano molto simili nelle "zone rosse" (46,5%), nel triangolo industriale (45,2), nel meridione non toccato dalla guerra civile (51,9). La percentuale altissima su chi è d'accordo nella Sinistra Arcobaleno (42,5) e nel Pd (53,2) dimostrerebbe che il 25 Aprile viene recepito come -perché è stato trasmesso come- una festa che divide invece di unire, festa di una parte piuttosto che di tutti. Non a caso, paradossalmente, è fra gli appartenenti alla Destra storaciana che la sentirebbe di più come festa nazionale: subita per contrapposizione.

Che non si tratti di una mancanza di patriottismo, è confermato dalle risposte alla quarta affermazione "La festa del 2 giugno unisce gli italiani più del 25 aprile". E' d'accordo il 53,5 per cento degli italiani che sanno di cosa si parla, mentre non è d'accordo il 41,5%. Se si trattasse di un referendum su quale deve essere la festa nazionale, insomma avrebbe vinto il 2 giugno.

Naturalmente si tratta di un sondaggio, aleatorio come tutti i sondaggi, ma è facile supporre che questa tendenza aumenterà di anno in anno, e non c'è da rammaricarsene: non significa affatto che gli italiani di oggi non siano contenti di essersi liberati dal fascismo; anzi, la festa della Repubblica è anche la festa della democrazia. Se vogliamo leggere il sondaggio guardando al futuro, piuttosto che al passato, la preoccupaziuone vera è e sarà -deve essere- un'altra: la scuola, la scuola, la scuola. (G.B. Guerri)

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Commenti (13) >>
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scritto da extramuros, aprile 22, 2008

Il 25 aprile è per me la festa che celebra la speranza. Se avessero vinto gli altri, gli amici di Nazimanno, mia figlia, che ha una madre ebrea nata da una famiglia che fece appena in tempo a riparare in America, non sarebbe mai nata. Io che sono figlio della figlia di un rifugiato politico all'estero non sarei mai nato, perchè mio nonno parti negli anni '20 e tornò solo dopo la fine della guerra. Suo padre era morto al seguito delle percosse inflittegli da un gruppetto di giovanissimi squadristi e lui nel corso di una manifestazione antifascista venne ferito da un colpo di pistola sparato da una camicia nera. Mio padre, se avessero vinto gli altri, non sarebbe sopravvissuto, perchè era un partigiano 18enne sulla linea gotica. In compenso, c'è un ramo intero della famiglia di mia moglie che è scomparso nella notte e nella nebbia. La date del 25 aprile a casa mia, per me, per la memoria dei miei, per mia figlia e spero ardentemente, per i figli di mia figlia, sarà sempre la festa della nascita e della speranza. Non nego ad altri il diritto di avere una propria storia, non criminalizzo nessuno. Vengo da una zona del Paese dove la gente non scherza. Ci sono state battaglie cruente dalle mie parti. Prima e dopo la Guerra, e innumerevoli massacri nazifascisti (sentito mai parlare dei fatti di Sarzana? dello squadrista Renato Ricci? di VInca, di Sant'Anna di Stazzema? ) e regolamenti di conti. Uno tra i miei più cari amici d'infanzia era di una famiglia missina, e suo nonno squadrista e repubblichino era stato fucilato il 26 aprile. Abbiamo litigato come bestie da ragazzi, ma ci siamo voluti bene. Ognuno ha diritto alla propria memoria. Una cosa sola, però è certa: se è vero che la storia la raccontano i vincitori è anche vero che molti di quelli che qui ironizzano sul 25 aprile, se avessero vinto gli altri, i fascisti e i nazisti, ora non sarebbero qui a pontificare liberamente. La democrazia non è un bene astratto e non è arrivata in Italia per intercessione divina. È stato iil frutto di una stagione dolorosa e sanguinosa, in cui le due parti contendenti non erano uguali.


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scritto da Vittorio Reho, antifascista ed anticomunista, aprile 22, 2008

Per me il 25 aprile è la "festa" della vergogna!Non l'ho mai festeggiata; l'ho considerato sempre un giorno lavorativo. Le feste civili italiane, per me, sono il Primo Maggio e il 2 Giugno.
Di quale percentuale faccio parte?
So soltanto che mio padre, fatto prigioniero in Africa, si trovava in America e rientrato in Italia, non l'ha mai festeggiata. Forse perchè, nel 1948,c'è mancato poco per essere "giustiziato" dai rossi, pur non essendo stato mai fascista, ma per il solo fatto di appartenere all'Arma dei Carabinieri.Il 1948 sono troppi quelli che lo vogliono dimenticare! E' quello l'anno che è nata la democrazia!
Se la gente non sa, è forse colpa del Grande Fratello? Gli intervistati avevano un'età tale da essere stati condizionati da Mediaset, o perché è colpa della Rai che dal tempo "Non è mai troppo tardi" fa soltanto la cultura dei pacchi?
E che diamine! anche quando piove, in Italia, è colpa del berlusca!

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scritto da Claudio M '58, aprile 22, 2008

"Guarda Carletto che se tu vieni con la tua camicia nera o rossa e mi obblighi a fare cose che ritengo sbagliate e quando mi rifiuto tu mi ammazzi moglie e figli ........... bè allora non puoi nemmeno immaginare di quali atrocità potrei essere capace."
Quanto scritto non è riferito alla mia persona direttamente, ma dovrebbe solo servire a far capire, con parametri comprensibili, l'insensataggine di chi ancora si ostina a fare l'onanista revisionista.
Per quello che ne so, nella mia famiglia hanno avuto molte bastonate e olio di ricino dai fascisti, il cugino di mio padre è stato impiccato con un gancio alla gola come i maiali e mio zio so che quando ha potuto ha sparato.
Mio padre invece mi ha sempre insegnato: "non picchiare mai per primo" e questo ha solo voluto dire : usa il cervello.
Vedi di farlo anche te.
Claudio (Comunista)

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scritto da Gab, aprile 22, 2008

Ok ecco la storia vera:

Il Fascismo era un'associazione no profit che tanto fece bene all'Italia bonificando aree, creando spensierate organizzazioni dopo lavoro, facendo arrivare i treni in orario
Suo unico errore fu quello di fidarsi di un tiranno cattivo cattivo come Hitler
E beh pazienza!
Questo fu il pretesto per tanti feroci comunisti invasati colla bava alla bocca per spacciarsi come esercito di Liberazione ma in realtà perpetrando le più vili rappresaglie contro poveri inermi fascistucoli che in ginocchio e in stato di resa chiedevano pietà.
Ma questa fu solo una sparuta minoranza, perchè molti eroi del ventennio, fieri e con sprezzo del pericolo affrontarono la morte con grande dignità urlando:
"W L'Italia!!!"
Quel che accadde dopo fu una transizione democratica di cui tutti noi ancora scontiamo le conseguenze

da "La Storia contemporanea volume III"
Autori Dell'Utri - Tremaglia - Ciarrapico
Edizioni Montecitorio

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scritto da carlo, aprile 22, 2008

la festa di liberazione è diventata il luogo ideale per comunisti e vecchi partigiani fuori dal tempo che non hanno idea delle atrocità commesse anche dai partigiani rossi! RISCRIVIAMO LA STORIA, QUELLA VERA!

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scritto da AAA, aprile 22, 2008

beh di cosa ci lamentiamo, prima rincoglioniamo la gente col Grande fratello ,amici e cazzate simili e poi ci meravigliamo se il 20% degli italiani non sa neppure perchè in Italia c'è la repubblica...

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scritto da angelo, aprile 22, 2008

ESATTO, allora perchè non vanno a lavarorare anche il 25 Aprile, dato che non c'è niente da festeggiare? Se non vogliono festeggiare la festa della Liberazione e il ritorno della democrazia è perchè vorrebbero ciò che c'eraqprima...

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scritto da Claudio M '58, aprile 22, 2008

E' ovvio che poi vince la destra.
Tutta colpa di questa scuola di sinistra!?
A quando l'abolizione del 25 Aprile ????
Claudio (Comunista)

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scritto da Gab, aprile 22, 2008

Ideologia???? E' la festa della Liberazione e del ritorno alla vita Democratica!
Altro che ideologia, vero patriottismo questo

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scritto da Gab, aprile 22, 2008

Allora rinuncino anche a stare a casa e vadano a lavorare

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scritto da masti, aprile 22, 2008

finalmente qualcosa di positivo

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scritto da extramuros - francesco b 55, aprile 22, 2008

Bè, Oltre al Cavaliere e al suo pupillo, saranno contenti i vari Alemanno, Storace, i sindaci che "il 25 aprile si celebra la fine della guerra civile", donna Santanchè (missing in action), donna Moratti... E poi dicono che la scuola italiana è in mano ai comunisti.

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scritto da raff, aprile 22, 2008

è un segno dei tempi meno ideologia più concretezza

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