| 3 studenti su 10 non possono permettersi le gite scolastiche |
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| 18/02/2008 | |
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19 feb. - Tempo di gite scolastiche, ma tre studenti su dieci non
possono permettersele. E così quello che un tempo era il viaggio di
istruzione per tutti, si sta trasformando nella vacanza per pochi.
Secondo i dati raccolti dal Touring Club nel 2007 attraverso un
questionario inviato a 360 istituti scolastici, in ogni classe parte
solo il 73% degli studenti.
Colpa dei prezzi: una gita in Italia costa in media 196 euro, cifra che sale se il viaggio dura più di tre giorni.
Costi ancora più elevati se la meta è estera: in questo caso ogni alunno spende almeno 332 euro, secondo i dati dell'Osservatorio Tci del Touring Club.
Troppi, considerando anche che a questi vanno aggiunti altri soldi da portare con se per le spese personali, visto che non tutto (gli svaghi, ad esempio) è compreso nel prezzo.
Così, qualcuno è costretto a rinunciare e per partire aspetterà l'estate: l'organizzazione "fai da te" delle vacanze estive, infatti, è più economica di quella scolastica per le gite.
«Per il viaggio di istruzione si arriva a spendere anche molto di più di 300 euro – assicura Giorgio Rembado, presidente dell'Anp, l'associazione nazionale dei presidi degli istituti scolastici, a volte questa cifra indicativa può addirittura raddoppiare».
In alcuni casi gli istituti scolastici partecipano parzialmente alla spesa delle famiglie: nel 2007 sono stati cofinanziati il 12,8% dei viaggi di istruzione, con una copertura che in media è stata pari al 41% del costo complessivo della gita.
Nello scorso anno scolastico, poco più della metà dei viaggi scolastici (il 51,3%) hanno avuto come meta un Paese straniero.
Il 24,2% delle classi che hanno scelto una gita internazionale è andato in Spagna, il 22,5 in Francia, il 14,2 in Repubblica Ceca e l'11,7% in Germania.
Le città straniere più visitate dalle scolaresche nel 2007 sono state Praga (14,2% dei viaggi all'estero), Barcellona (19,2%),Parigi (12,5%) e Berlino (7,5%).
Costose, quindi, ma anche lontane dalla programmazione didattica delle classi. "Le gite di istruzione – spiega Rembado – sono diventate dei viaggi di svago, perdendo così la loro funzione principale, quella di essere esperienze di apprendimento e di crescita della personalità".
Tra le mete italiane, invece, la preferita resta la Sicilia, visitata dal 14,8% delle classi che effettuano gite in Italia.
A seguire ci sono il Lazio e il Veneto (entrambe con il 14,2%) e la Toscana (12,4%).
Secondo la Fiavet, l'associazione delle agenzie di viaggio, quello dei viaggi di istruzione è un business da 400 milioni di euro che continua a crescere anno dopo anno.
(IlSole24Ore)
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