12 Marzo 2010 06:28

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STUDIO: NEL 2005 IL FUMO E' COSTATO OLTRE 6 MLD EURO A SSN. NEL 2030 FARA' 8,3 MLN DI MORTI

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11 mag. - Oltre sei miliardi di euro, pari al 6,7% della spesa sanitaria italiana. E' la cifra che e' stato necessario spendere nel 2005 per curare tutte le patologie legate al fumo. Un vizio che provoca sempre piu' malattie e soprattutto morti in tutto il mondo: il triste numero e' infatti destinato ad aumentare dai 5,4 milioni del 2004 agli 8,3 milioni del 2030 (+10%).
A tirare le somme sono stati gli esperti riuniti oggi a Trieste per confrontarsi su epidemiologia, prevenzione, impatto clinico-economico delle patologie correlate alla sigaretta e nuove terapie, in occasione del convegno 'Fumo Salute e Sanita'', patrocinato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dall'Osservatorio sanita' e salute.
"La ricerca scientifica - afferma in una nota Americo Cicchetti, della Facolta' di Economia dell'universita' Cattolica del Sacro Cuore di Roma - ha messo in chiara evidenza la correlazione tra l'emergenza di alcune patologie e l'abitudine al fumo. Adottando come dati di riferimento i ricoveri ospedalieri durante il 2005, uno studio realizzato dal nostro ateneo ha calcolato che il costo per i ricoveri associati a patologie tabacco-correlate e' pari a 3,4 miliardi di euro, un valore che nel 2005 rappresenta il 3,5% della spesa del servizio sanitario nazionale. Proiettando questo dato anche sugli altri livelli di assistenza ne e' emerso che nel 2005 la spesa complessiva per il Servizio sanitario nazionale per le patologie fumo-correlate ammonterebbe a oltre sei miliardi di euro, pari al 6,7% della spesa sanitaria nazionale".
Tra gli amanti del pacchetto, "la meta' - spiega Gianpiero Fasola, direttore del dipartimento di Oncologia dell'universita' Santa Maria della Misericordia di Udine - morira' per ragioni strettamente connesse a questa abitudine, e nella meta' di questi il decesso avviene tra i 35 e i 69 anni. A 70 anni, circa l'80% dei non fumatori e' ancora vivo, contro il 50% dei fumatori.
Cio' su cui tutti siamo chiamati a riflettere e' che, se non vi fosse il fumo di sigaretta, il tumore del polmone, oggi definito un 'big killer' diventerebbe una neoplasia rara". "Il cancro al polmone - prosegue - e' invece la principale causa di morte per tumore nei Paesi sviluppati e la correlazione di questo fenomeno con il tabagismo rappresenta un problema di stretta competenza delle Istituzioni, per le dimensioni che assume nel mondo occidentale, e soprattutto per l'urgenza di attivare strategie di contenimento e politiche di prevenzione per la popolazione".
"Il fumo è il principale fattore di rischio di morte della nostra societa' - sottolinea Marco Confalonieri, direttore della Struttura complessa di Pneumologia degli Ospedali Riuniti di Trieste - e noi specialisti delle malattie dell'apparato respiratorio sappiamo di aver di fronte una vera e propria epidemia di disturbi che negli ultimi anni aumenta come peso sanitario e sociale. Oltre ai tumori polmonari, ci sono la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), l'insufficienza respiratoria o le malattie polmonari interstiziali. Occorre aiutare i fumatori a smettere e diagnosticare precocemente le malattie da fumo con esami semplici come la spirometria". (Adnkronos).
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