| 40% dei neonati con tre mesi di vita davanti alla tv in media 45 minuti al giorno |
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| 29/10/2007 | |
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Uno studio canadese invita a un uso più responsabile dei mezzi di comunicazione: è necessario che i genitori e la società vigilino maggiormente sui pericoli che incombono sui più giovani. In un'epoca di grandi progressi nelle tecnologie di comunicazione, è necessario che i genitori e la società vigilino maggiormente sui pericoli che incombono sui più giovani. È questo l'avvertimento contenuto nel rapporto "Good Servant, Bad Master: Electronic Media and the Family", pubblicato dal Vanier Institute of the Family di Ottawa (Canada).
Allo stesso tempo, il rapporto mette in luce il rischio di ulteriori conseguenze negative: - L'uso massiccio di strumenti elettronici, in tutte le fasce di età, determina una più ridotta disponibilità di tempo da trascorrere con i propri compagni, figli e amici. - I ricercatori temono che l'eccessiva esposizione ai media, tra i più giovani, possa portare a problemi di attenzione, di aggressività e scarso sviluppo cognitivo. - Di fronte ai crescenti problemi di obesità e diabete tra i giovani, è preoccupante che la grande maggioranza delle pubblicità alimentari trasmesse durante i programmi per bambini riguardi cibi molto ricchi in zuccheri, sale e grassi. - Molti genitori sono preoccupati per il lungo tempo che i figli trascorrono on-line e per i contenuti a cui sono esposti. Moscovitch osserva che, secondo la Consumers Electronics Association of America, un'abitazione media negli Stati Uniti possiede 26 diverse apparecchiature elettroniche di comunicazione. Se nel 1998, in Canada, solo l'1% della popolazione possedeva un lettore DVD, oggi questi sono presenti nell'80% delle case.
Sempre in Canada il 94% dei giovani hanno accesso ad Internet da casa. La metà degli studenti del terzo anno delle superiori e, sorprendentemente, il 20% degli studenti di quarta elementare hanno un proprio computer connesso a Internet, oltre a quello di casa.
I telefoni cellulari sono utilizzati dal 44% dei giovani canadesi per navigare su Internet e il 22% ha la webcam.
Dai dati di un sondaggio sull'uso del tempo svolto nel 1995 dall'agenzia pubblica Statistics Canada, risulta che i canadesi ultraquindicenni avevano trascorso solo 2 ore al giorno davanti alla televisione, rispetto alle più di 3 ore del 1998.
L'ascolto della radio è rimasto piuttosto stabile tra il 1998 e il 2003, attestandosi a circa 3 ore al giorno. Il tempo quotidiano trascorso al telefono è invece aumentato di 30/40 minuti, mentre è aumentata molto la dedizione ad Internet.
Da uno studio del Media Awareness Network svolto nel 2005 su 5.000 giovani, risulta che durante la settimana gli studenti canadesi dedicavano - talvolta simultaneamente - 54 minuti al giorno ai messaggi SMS, 50 minuti a scaricare e ascoltare musica, 44 minuti ai videogiochi on-line e solo 30 minuti allo svolgimento dei compiti scolastici.
Nell'insieme, in Canada e negli Stati Uniti molti giovani dedicano meno tempo alla carta stampata e alla televisione e più tempo ai media interattivi come i cellulari, i videogiochi e i computer connessi a Internet. Queste attività vengono inoltre svolte sempre più nelle proprie camere da letto, piuttosto che nei luoghi comuni della casa.
Una delle preoccupazioni principali espresse nel rapporto del Vanier Institute riguarda l'età dei giovani che sono esposti ai media. Moscovitch cita un recente studio che dimostra come il 50% dei bambini in età prescolare negli Stati Uniti viva in case con tre o più televisioni; il 97% ha vestiti o giochi basati sui personaggi dei media; tre quarti sono a contatto con un computer.
La American Academy of Pediatrics raccomanda di non esporre a schermi televisivi i bambini sotto l'età di due anni. Eppure, da uno studio del 2003 sulle abitudini mediatiche dei bambini statunitensi con meno di due anni risulta che essi trascorrono in media due ore al giorno davanti ai programmi televisivi o ai video, e i 26% di essi ha una televisione in camera da letto.
Altri rapporti più recenti confermano gli effetti deleteri della televisione sui molto giovani. Il 27 maggio, il Boston Globe ha riferito che da una ricerca pediatrica risulta che circa il 40% dei neonati con tre mesi di vita sta davanti alla televisione per una media di 45 minuti al giorno, o per più di cinque ore alla settimana.
Lo studio è basato su un campione casuale di 1009 interviste telefoniche con famiglie del Minnesota e di Washington, pubblicate sulla rivista Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine.
Secondo i ricercatori, un'esposizione così precoce può avere un impatto negativo sullo sviluppo cerebrale dei bambini ed esporli a un rischio più alto in termini di capacità di attenzione e di comprensione nella lettura. Per quanto riguarda i più grandicelli, secondo il rapporto del Vanier Institute l'utilizzo dei media è maggiormente orientato in senso costruttivo e sociale. Uno studio del 2005 svolto dal Media Awareness Network sui giovani canadesi ha rilevato che il 28% ha un proprio sito Internet, il 15% un proprio diario o blog e che dal primo anno delle superiori l'80% i ragazzi ascolta musica on-line e comunica tutti i giorni con messaggi SMS.
Alla fine del 2006, il 55% di tutti i ragazzi statunitensi era connesso a reti sociali come MySpace e Facebook, e il 55% aveva creato il proprio profilo on-line.
I pericoli insiti nei social networks è stato confermato da un rapporto del 14 ottobre pubblicato dal Pew Internet and American Life Project "Teens and Online Stranger Contact" il quale afferma che il 32% dei ragazzi era stato contattato on-line da sconosciuti e il 7% aveva affermato di aver avuto paura o di non essersi sentito a suo agio.
I ragazzi che hanno creato un proprio profilo on-line e messo in rete la propria fotografia sono risultati più esposti ai contatti da parte di persone sconosciute, secondo lo studio.
Tra i giovani che sono stati contattati da sconosciuti, sono più le ragazze che hanno riferito di essere rimaste intimorite o non a proprio agio.
Molti genitori sono preoccupati per l'impatto dei media sui propri figli. Le apprensioni riguardano il non sapere con chi sono in contatto, il tipo di canzoni che ascoltano e il rischio che cedano alla tentazione dei giochi d'azzardo o della pornografia su Internet. Molti genitori, inoltre, non sono pratici delle tecnologie usate dai propri figli.
I genitori possono, tuttavia, incidere sulle abitudini mediatiche dei figli. Il rapporto dà alcuni consigli pratici.
- Limitare il numero degli apparecchi elettronici e spostarli dalle camere da letto agli spazi comuni.
- Dare dei limiti temporali al loro uso. Ad esempio, non avere la televisione accesa ininterrottamente, soprattutto durante i pasti.
- Limitare anche il tempo totale giornaliero che i ragazzi trascorrono con i loro apparecchi elettronici.
- Dare regole per limitare la comunicazione dei dati personali e per evitare determinati siti Internet.
- Aiutare i figli, soprattutto quelli più piccoli, a distinguere tra fantasia e realtà, parlando con loro dei contenuti che trovano navigando.
- Parlare con i propri figli sulle loro impressioni relative a Internet, soprattutto in relazione ai giochi a cui accedono, ai siti che creano e al modo in cui interagiscono socialmente.
Il rapporto raccomanda anche ai genitori di formare i propri figli ai valori di cui hanno bisogno, evitando di lasciare questo aspetto al caso e ai valori che vengono loro trasmessi dai mezzi di comunicazione. Così facendo, i giovani potranno essere più preparati a valutare criticamente le informazioni e gli obiettivi tratti dai media. (Zenit.org) |
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