| 41° Rapporto Censis: La societa' italiana? "Poltiglia" senza collante. |
|
|
||
| 08/12/2007 | |
|
8 Dic - Un'economia in ripresa, un
mondo imprenditoriale di successo, ma che non riesce a fare
da traino per la societa', che diventa sempre piu' "poltiglia
di massa", un ammasso anonimo, privo di prospettive e votato
al peggio. È questa la fotografia scattata dal Censis nel
"41esimo Rapporto annuale sulla situazione sociale del
paese"
Presentato ieri alla sede del Consiglio nazionale
dell'economia e del lavoro (Cnel) a Roma. "Il successo della
minoranza industriale non riesce a coinvolgere l'intero
sistema sociale - si legge nella relazione introduttiva -.
Siamo dentro una dinamica evolutiva di pochi e non uno
sviluppo di popolo".
Ma quali sono le cause di questa mancata
sinergia collettiva? Secondo il Censis innanzitutto siamo
davanti a un'economia ancora segnata dall'antico divario
Nord-Sud, visto che "le regioni centrali e settentrionali
hanno assorbito la spinta positiva dello sviluppo di
minoranza fin dentro i piu' sperduti microcosmi territoriali,
mentre quasi tute le regioni meridionali sembrano restar
fuori dalla positiva evoluzione, anche internazionale,
dell'economia reale italiana". Ma non solo. A pesare sono
anche le differenze di composizione sociale, con alcuni
gruppi, "specie nei giovani e nelle professioni, che hanno
accettato le sfide, mentre la maggior parte dei ceti non
esposti alla competizione preferiscono restare indifferenti
alle sfide stesse". E le differenze sono ancora piu' visibili
nella dinamica salariale e, "senza un aumento dei salari, lo
sviluppo di minoranza non e' riuscito a generare un rilancio
generalizzato dei consumi, come tutti avevano auspicato e
atteso". Senza contare l'effetto-euro con le famiglie che
"hanno vissuto una compressione durissima (vivere con
mille-1.500 euro al mese) e si sono sentite in una spiacevole
sensazione di vulnerabilita'".
Contrasto e vulnerabilita' sono dunque le parole chiave
che descrivono l'attuale societa', che sembra adagiarsi in
un'inerzia diffusa, senza chiamata al futuro, ripiegata su
stessa. Da qui l'espressione di "poltiglia di massa", a
definire un insieme anonimo, passivo, cui manca l'elemento
vitale. "Una mucillagine" fatta di "ritagli personali" senza
un vero collante e senza alcuna funzione di coesione da parte
delle istituzioni".
Una societa', dunque, fatta di
"coriandoli" che stanno insieme per pura inerzia, "ritagli
umani" senza punti di riferimento, convergenze psichiche o
simboli collettivi. Date queste premesse, risultano chiari
l'impossibilita' di costruire un tessuto sociale stabile e il
diffondersi di una generalizzata inclinazione al peggio.E
gli esempi sono tanti: "Dovunque si giri il guardo - sembra
pensare l'italiano medio - facciamo esperienza e conoscenza
del peggio: nella politica come nella violenza
intrafamiliare, nella micro-criminalita' urbana come in
quella organizzata, nella dipendenza da droga e alcool come
nella debole integrazione degli immigrati, nella disfunzione
delle burocrazie come nello smaltimento dei rifiuti, nella
ronda dei veti che bloccano lo sviluppo infrastrutturale come
nella bassa qualita' dei programmi televisivi".
Possono le istituzioni e la classe politica fare da
collettore collettivo per le nuove energie? La relazione del
Censis bolla come "inadeguata" la risposta data finora dalla
politica e per il futuro non lascia molte speranze: "Vecchi e
nuovi schieramenti non hanno forza di mordente unitario, la
classe dirigente scossa dall'attuale ventata di antipolitica,
dimostra un'esagerata coesione alla presenza, specialmente
mediatica. Non puo' venire da li' il ruolo di collettore di
energie e riconcentrazione di alleanze sociopolitiche". Il
ruolo di traino deve arrivare dalle "minoranze attive", in
grado di sostenere l'avventura personale e promuovere
l'ampliamento degli scambi relazionali, a partire da quella
che fa ricerca scientifica e innovazione tecnica. C'e' poi la
minoranza che si dedica allo sviluppo delle relazioni
internazionali, come i giovani che studiano o lavorano
all'estero, i professionisti orientati a esplorare nuovi
mercati, gli operatori turistici, e quella "che vive il
rapporto con l'immigrazione come un rapporto capace di
evolvere in termini di integrazione e coesione sociale". La
minoranza "che si ostina a credere in un'esperienza religiosa
insieme attenta alla persona e alla complessita' dello
sviluppo ai vari livelli e le tante minoranze che hanno
scelto l'appartenenza a strutture collettive (gruppi,
movimenti, associazioni, sindacati) come forma di nuova
coesione sociale e di ricerca di senso della vita".
Queste,
dunque, le risorse "capaci di incidere sulla consuetudine
regressiva" e di sprigionare "le energie necessarie per
uscire dallo stallo". (Velino)
|
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Studi di scenario, altre notizie
Fai tu la notizia
Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito





Segnalo
OKNOtizie
Smarking
Spurl
del.icio.us
Digg
Furl
Netscape
Yahoo! My Web
Google Bookmarks
Technorati
BlinkList
Newsvine
ma.gnolia
reddit
Tailrank








27 visitatori online
.jpg)



