La crisi non risparmia nemmeno un colosso come Nokia. Il produttore di cellulari finlandese ha chiuso il 2011 con una perdita netta di 1,2 miliardi di euro – quando solo un anno prima guadagnava 1,8 miliardi – e adesso sta pensando ad un piano di riduzione dei costi che inizia dal taglio dei posti di lavoro. A rischiare sono i dipendenti degli impianti di Salo in Finlandia, di Komarom in Ungheria e di Reynosa in Messico. In tutto saranno 4000 i lavoratori licenziati perché la società a deciso di spostare la produzione degli smatphone in Asia.
Nokia ha a che fare ogni giorno con la concorrenza dell’Apple e ha dovuto prendere atto che i nuovi telefoni con sistema operativo Windows non sono riusciti a competere con gli i-Phone.















