Di Luigi Crespi - Marco Venturino, alle 21 di ieri sera ci ha fornito delle proiezioni che suonano clamorose; infatti Marco Doria, indipendente sostenuto da Sel, avrebbe ottenuto il 44 per cento dei circa 25mila voti; a Marta Vincenzi, sindaco uscente, sarebbe andito solo il 30 per cento. Netta la sconfitta di Roberta Pinotti, la deputata voluta dal partito: sarebbe finita addirittura terza al 24 per cento dei consensi; la candidata di Bersani è quella che deve misurarsi con la sconfitta più cocente.

Genova non è un caso isolato, infatti segue il caso di Cagliari con Zezza e quello più clamoroso di Milano con Pisapia e in qualche modo anche quello di Napoli.

Sel vince sempre più spesso le primarie e questo non compromette la vittoria finale nelle urne. Questo risultato mette in crisi la retorica del successo e del vantaggio che viene rappresentato dalla sondaggistica. Il partito Democratico è in crisi ed è una crisi profonda di relazione con il proprio elettorato. Il PD sempre più apparato e sempre più distaccato dal sentimento del proprio elettorato; destino non diverso da quello che sta maturando sempre di più il Pdl.

I grandi partiti appaiono in affanno e pervasi da una crisi profonda che sempre di più pare essere una crisi di credibilità che porta gli elettori a guardare in faccia i candidati e a scegliere sempre di più in modo svincolato da ogni ancoraggio politico di appartenenza.

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