Sono più di un miliardo i bambini che vivono nelle aree urbane ma che non hanno accesso ai servizi di base. La denuncia arriva dal rapporto dell’Unicef “La condizione dell’infanzia nel mondo 2012: Figli delle città”. L’organizzazione internazionale si concentra sui disagi di chi è cittadino degli ambienti urbani ma vive in condizioni particolarmente difficili e illegali. Secondo il rapporto entro il 2020 quasi un miliardo e mezzo di persone vivranno in “insediamenti non ufficiali” e in slum.

“Già oggi – dichiara il presidente Unicef Giacomo Guerrara - una persona su 3 che abita in città vive in una baraccopoli. In Africa 6 su 10″. La situazione nelle città si fa sempre più grave: un terzo dei bambini non viene registrato alla nascita, una percentuale che sale al 50% nei paesi dell’Africa sub-sahariana e dell’Asia meridionale. I dati del rapporto indicano inoltre che in tutto il mondo sono ben 2 milioni e mezzo le persone coinvolte nel lavoro forzato.

La terza analisi del rapporto si sofferma invece sul lavoro minorile: nel mondo ci sono infatti 215 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni obbligati a lavorare, di cui 115 milioni hanno mansioni anche pericolose. Per quanto riguarda invece il fenomeno della violenza,  l’Unicef avverte che in alcune aree del mondo l’età media di iniziazione alla violenza tramite una banda è di soli tredici anni.