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06 mag - Almeno una pizza su due contiene
ingredienti principali importati dall'estero senza alcuna
indicazione per i consumatori che credono di assaporare i
prodotti della tradizione Made in Italy mentre viene loro
servito un mix di farina, pomodoro, mozzarelle e olio
provenienti da migliaia di chilometri di distanza.
E' la
Coldiretti a presentare a Napoli la prima pizza firmata dagli
agricoltori italiani per contrastare l'evidente rischio sulla
perdita di originalita' del prodotto piu' amato dagli
italiani.
Sempre piu' spesso nelle pizzerie viene servito un
prodotto preparato - sottolinea la Coldiretti - con cagliate
provenienti dall'est Europa invece della tradizionale
mozzarella, pomodoro cinese invece di quello nostrano, olio
di oliva tunisino e spagnolo o addirittura olio di semi al
posto dell'extravergine italiano e farina canadese o ucraina
che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale.
In
Italia sono stati importati in un anno - spiega la Coldiretti
- 500 milioni di chili di extravergine, 86 milioni di chili
di cagliate per mozzarelle, 130 milioni di chili di
concentrato di pomodoro e 5 miliardi di chili di grano
tenero.
Il rischio - sostiene la Coldiretti - e' di perdere
definitivamente lo storico legame con il territorio di
provenienza della pizza che e' nata a Napoli a meta' del 1700
ed eretta per sempre a vessillo tricolore, con il bianco
della mozzarella, il rosso del pomodoro ed il verde del
basilico, quando il pizzaiolo Raffaele Esposito dedico' la
''pizza Margherita'' alla regina di casa Savoia nel 1889.
Oggi la pizza e' la parola italiana piu' conosciuta
all'estero con l'8 per cento, seguita dal cappuccino (7 per
cento), dagli spaghetti (7 per cento) e dall'espresso (6 per
cento), secondo un sondaggio on line della Societa' Dante
Alighieri.
In Italia ci sono 25mila pizzerie con 120 mila posti di
lavoro e un fatturato di 5 miliardi di euro che e' in
crescita nonostante la crisi, come conferma - sottolinea la
Coldiretti - una recente ricerca Doxa secondo la quale quando
si tratta di scegliere qualcosa di ''gustoso'', per la pausa
pranzo, il 29 per cento degli italiani predilige pasta, ma
ben il 26 per cento pizza.
(Asca).
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