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08 mag. - Nei comuni capoluogo di provincia nel 2007
sono finiti in discarica 352,2 chili di rifiuti per abitante, il
3,3% in meno rispetto all'anno precedente. Nelle stesse citta' la
quota pro-capite di immondizia inviata agli inceneritori sempre
nel 2007 supera il quintale (102,2 chili), vale a dire l'1,8% in
piu' rispetto all'anno precedente, ma aumenta del 6,1% la
quantita' di scarti avviati al recupero.
Di piu': rispetto al
2000 i comuni capoluogo di provincia, nel loro insieme, hanno
ridotto il ricorso alla discarica (-9,3%) avviando maggiori
quantitativi agli impianti di recupero (+4,7), di incenerimento
(+2,8) e di compostaggio (+1,8).
Insomma: nella gestione dei
rifiuti urbani "si evidenzia un miglioramento". Lo dice l'Istat,
che oggi presenta i dati sulla gestione dei rifiuti urbani
derivanti dall'indagine 'Dati ambientali nelle citta''.
Lo studio, che ha coinvolto gli uffici comunali di statistica
e altri organismi operanti sul territorio comunale, fotografa la
situazione che si e' registrata nel 2007. Nell'anno considerato,
per il complesso dei comuni capoluogo di provincia la discarica
"e' ancora la destinazione prevalente dei rifiuti urbani", rileva
l'Istituto nazionale di statistica.
Dei 623,6 chili di rifiuti
per abitante raccolti, il 56,5% e' finito in discarica, il 21,3%
in impianti per il recupero, il 16,4% nell'inceneritore e il 5,9%
in impianti per il compostaggio. E' il confronto con i dati del
2006, prosegue il dossier, che "evidenzia un miglioramento": si
registra, infatti, una diminuzione del 3,3% per i rifiuti
conferiti in discarica e incrementi rispettivamente del 6,1%, 3%
e 1,8% per i rifiuti avviati al recupero, per quelli avviati al
compostaggio e per quelli inceneriti
I dati Istat mostrano "una situazione molto
diversificata" nella gestione dei rifiuti urbani. Nei comuni
capoluogo di provincia del nord Italia "si ricorre maggiormente a
incenerimento (31,7%) e recupero (30,8%)". Nel settentrione la
discarica risulta l'ultima opzione per lo smaltimento dei
sacchetti di immondizia raccolti: meno di uno su tre (29,1%)
finisce infatti in discarica, mentre l'8,4% degli scarti urbani
e' trattato in impianti per il compostaggio.
Al centro sette sacchetti su dieci (69,5% dei rifiuti
raccolti) finiscono in discarica. Negli impianti di recupero e'
gestito meno di un quinto (19,1)% dell'immondizia, mentre il
6,1% e' avviato al compostaggio e il 5,3% e' incenerito. Nei
comuni capoluogo di provincia del Mezzogiorno si ricorre "quasi
esclusivamente" allo smaltimento in discarica, dove finisce
l'83,3% dei rifiuti raccolti; agli impianti di recupero non ne
arriva neanche un decimo (9,4%), e solo il 2% e' gestito in
impianti per il compostaggio.
Nel 2007 sono 10 i comuni capoluogo di
provincia che recuperano oltre il 40% dei rifiuti urbani
raccolti. Citta', ad esclusione di Perugia e Macerata, del nord
Italia: Brescia, Cuneo, Lecco, Milano, Novara, Parma, Piacenza e
Verbania.
In particolare, i comuni di Brescia e Parma registrano
valori piu' elevati, rispettivamente 51,2% e 50,9%. Sono invece
29 i comuni che secondo il rapporto Istat possono essere definiti
"evoluti", smaltendo in discarica percentuali nulle o minime di
rifiuti, mentre sono 38 i comuni in fase di "transizione", ovvero
che hanno incrementato le quantita' recuperate.
Tuttavia, ancora
nel 2007, sono ben 44 i comuni classificati "in ritardo".
Nei grandi comuni, quelli con piu' di 250 mila abitanti, la
discarica e' la destinazione principale: qui viene smaltito il
64,5% dei rifiuti. Invece nei centri urbani con meno di 250 mila
cittadini alla discarica si ricorre meno, con meno della meta'
dell'immondizia raccolta (467,6%) destinata al deposito a cielo
aperto.
La raccolta differenziata e' praticata con maggiore
successo nei piccoli centri, molti dei quali fanno ricorso anche
alla modalita' del porta a porta. Ma nonostante le differenze
nella gestione dei rifiuti tra i comuni appartenenti alle tre
ripartizioni, "rispetto al 2006- conclude l'Istat- i rifiuti
avviati in discarica diminuiscono ovunque, mentre aumentano
quelli avviati al recupero e al compostaggio".
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