16 Marzo 2010 10:51

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ISTAT: NEL 2007 DIMINUISCE DEL 3,3% RICORSO A DISCARICA IL RAPPORTO EVIDENZIA IL MIGLIORAMENTO

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08 mag. - Nei comuni capoluogo di provincia nel 2007 sono finiti in discarica 352,2 chili di rifiuti per abitante, il 3,3% in meno rispetto all'anno precedente. Nelle stesse citta' la quota pro-capite di immondizia inviata agli inceneritori sempre nel 2007 supera il quintale (102,2 chili), vale a dire l'1,8% in piu' rispetto all'anno precedente, ma aumenta del 6,1% la quantita' di scarti avviati al recupero.
Di piu': rispetto al 2000 i comuni capoluogo di provincia, nel loro insieme, hanno ridotto il ricorso alla discarica (-9,3%) avviando maggiori quantitativi agli impianti di recupero (+4,7), di incenerimento (+2,8) e di compostaggio (+1,8).
Insomma: nella gestione dei rifiuti urbani "si evidenzia un miglioramento". Lo dice l'Istat, che oggi presenta i dati sulla gestione dei rifiuti urbani derivanti dall'indagine 'Dati ambientali nelle citta''.
Lo studio, che ha coinvolto gli uffici comunali di statistica e altri organismi operanti sul territorio comunale, fotografa la situazione che si e' registrata nel 2007. Nell'anno considerato, per il complesso dei comuni capoluogo di provincia la discarica "e' ancora la destinazione prevalente dei rifiuti urbani", rileva l'Istituto nazionale di statistica.
Dei 623,6 chili di rifiuti per abitante raccolti, il 56,5% e' finito in discarica, il 21,3% in impianti per il recupero, il 16,4% nell'inceneritore e il 5,9% in impianti per il compostaggio. E' il confronto con i dati del 2006, prosegue il dossier, che "evidenzia un miglioramento": si registra, infatti, una diminuzione del 3,3% per i rifiuti conferiti in discarica e incrementi rispettivamente del 6,1%, 3% e 1,8% per i rifiuti avviati al recupero, per quelli avviati al compostaggio e per quelli inceneriti
I dati Istat mostrano "una situazione molto diversificata" nella gestione dei rifiuti urbani. Nei comuni capoluogo di provincia del nord Italia "si ricorre maggiormente a incenerimento (31,7%) e recupero (30,8%)". Nel settentrione la discarica risulta l'ultima opzione per lo smaltimento dei sacchetti di immondizia raccolti: meno di uno su tre (29,1%) finisce infatti in discarica, mentre l'8,4% degli scarti urbani e' trattato in impianti per il compostaggio.
Al centro sette sacchetti su dieci (69,5% dei rifiuti raccolti) finiscono in discarica. Negli impianti di recupero e' gestito meno di un quinto (19,1)% dell'immondizia, mentre il 6,1% e' avviato al compostaggio e il 5,3% e' incenerito. Nei comuni capoluogo di provincia del Mezzogiorno si ricorre "quasi esclusivamente" allo smaltimento in discarica, dove finisce l'83,3% dei rifiuti raccolti; agli impianti di recupero non ne arriva neanche un decimo (9,4%), e solo il 2% e' gestito in impianti per il compostaggio.
Nel 2007 sono 10 i comuni capoluogo di provincia che recuperano oltre il 40% dei rifiuti urbani raccolti. Citta', ad esclusione di Perugia e Macerata, del nord Italia: Brescia, Cuneo, Lecco, Milano, Novara, Parma, Piacenza e Verbania.
In particolare, i comuni di Brescia e Parma registrano valori piu' elevati, rispettivamente 51,2% e 50,9%. Sono invece 29 i comuni che secondo il rapporto Istat possono essere definiti "evoluti", smaltendo in discarica percentuali nulle o minime di rifiuti, mentre sono 38 i comuni in fase di "transizione", ovvero che hanno incrementato le quantita' recuperate.
Tuttavia, ancora nel 2007, sono ben 44 i comuni classificati "in ritardo". Nei grandi comuni, quelli con piu' di 250 mila abitanti, la discarica e' la destinazione principale: qui viene smaltito il 64,5% dei rifiuti. Invece nei centri urbani con meno di 250 mila cittadini alla discarica si ricorre meno, con meno della meta' dell'immondizia raccolta (467,6%) destinata al deposito a cielo aperto.
La raccolta differenziata e' praticata con maggiore successo nei piccoli centri, molti dei quali fanno ricorso anche alla modalita' del porta a porta. Ma nonostante le differenze nella gestione dei rifiuti tra i comuni appartenenti alle tre ripartizioni, "rispetto al 2006- conclude l'Istat- i rifiuti avviati in discarica diminuiscono ovunque, mentre aumentano quelli avviati al recupero e al compostaggio".

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