18 Marzo 2010 03:44

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TRASPORTO MERCI: SUI TRENI IN ITALIA AL 7-9% CONTRO LA MEDIA EUROPEA DEL 15%

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16 ott. - L`Italia è in forte ritardo sul trasporto merci: solamente il 6-7% viaggiano su treno contro una media europea del 15%. Lo afferma il vice presidente della Confetra - Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica e presidente Assoferr, Armando de Girolamo, in una nota in cui plaude l`iniziativa di Federmobilità di promuovere MercinTreno, il Primo Forum Internazionale per lo sviluppo del trasporto merci.

 "L`iniziativa sarà non solo occasione di incontro e di discussione riguardo ai complessi temi che limitano lo sviluppo del trasporto merci ferroviario - dice de Girolamo - ma spero che da esso si sviluppi quella maggiore e concreta sensibilità necessaria per rilanciare molte delle problematiche che ancora purtroppo affliggono il settore cargo ferroviario".

 Secondo de Girolamo, "solo con una forte sensibilizzazione e con uno sforzo comune si potrà rilanciare il sistema ferroviario cargo nel suo complesso. Non è pensabile che in piena attuazione della liberalizzazione del mercato, in Italia vi sia ancora solamente un 6-7 % di merci che viaggiano su treno rispetto ad una media europea di circa il 15%".

 E' necessario "un confronto costruttivo - conclude de Girolamo - attraverso dibattiti di questo tipo, per creare una coesione fra i principali attori del sistema, fondamentale per determinare un concreto piano generale di sviluppo del cargo ferroviario e non più sterili enunciazioni da libro dei sogni".

 Più sostegno e attenzione per il trasporto ferroviario delle merci in Italia. Occorre una rete di corridoi dedicata esclusivamente al trasporto merci in un sistema intermodale integrato. E' quanto chiede Federmobilità, l'associazione che raggruppa i maggiori assessorati ai Trasporti (Regioni, Province e Comuni), annunciando la nascita della prima edizione di MercinTreno, Primo Forum italiano per lo sviluppo del trasporto ferroviario delle merci, che si terrà a Roma il 19 e 20 novembre prossimo. "L`emergenza ambientale, impone una forte riflessione sulle politiche fin qui adottate in tema di trasporto ferroviario delle merci - spiega Alfredo Peri, presidente di Federmobilità e assessore ai Trasporti dell'Emilia-Romagna - Non sembra che i cosiddetti 'pacchetti ferroviari' dell'Ue siano stati a oggi correttamente attuati: la stessa Commissione europea ha recentemente inviato un parere motivato a 21 Paesi membri, fra cui l`Italia".

La liberalizzazione, continua, "non ha sviluppato un vero mercato dei servizi ferroviari nè aumentato il volume delle merci trasportate". Per questo Federmobilità ha pensato di dedicare al tema del trasporto delle merci due giorni di analisi e approfondimento con l`obbiettivo di fornire un'occasione di confronto. Il Forum vuole anche essere un momento di incontro per esporre prodotti, idee e progetti. In Italia il trasporto ferroviario delle merci sta perdendo quota. Nel 2007, si legge nella nota di Federmobilità, il traffico combinato era agli stessi livelli del 2002 (per gli ultimi due anni non si hanno dati ufficiali, ma il trend è in calo). La quantità di merce spostata sulle rotaie a fatica sfiora il 10 per cento, mentre quella trasportata sui camion arriva a superare il 62% (fonte: Conto nazionale dei Trasporti 2009).

Le politiche a favore della modalità ferroviaria sono state in questi anni "discontinue", mentre la maggior parte delle aziende private, molte delle quali acquistate da big europei, concentrano la loro attività nelle regioni settentrionali, sulle direttrici nord-sud. "A fronte di una media europea di 17,7% di tonnellate-km (fonte: Eurostat yearbook 2009) movimentata con il ferro - afferma Annita Serìo, direttore di Federmobilità - l`Italia si attesta al 9,9%, mentre la Germania è 21.4%, la Francia al 15.7% e l'Inghilterra all`11.8%. Un risultato lontano dalla media europea che non si può ignorare".

Il quadro normativo comunitario, concorda Serìo, "ha reso possibile lo sviluppo di un mercato interno, favorendo la creazione di nuove imprese, ma evidentemente si tratta ancora di un mercato non competitivo con la gomma, poco attrattivo per gli investimenti privati, ingessato da un contesto di servizi e infrastrutture insufficienti a rappresentare un volano concreto per sviluppo e miglioramento dei servizi offerti".

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