| ADOC: SOLO IL 25% DEGLI ITALIANI ANDRA' IN VACANZA - BOOM DI LOW COAST E VIAGGI A RATE |
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| 07/06/2008 | |
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07 giu. -
Solo il 25% degli italiani andra' in
vacanza, rivedendo al ribasso le stime di Federalberghi, che prevede
un esodo per il 50% dei cittadini. E' quanto prevede un'indagine
dell'Adoc, l'associazione dei consumatori. ''Solo un quarto degli
italiani si godra' una vacanza, quest'estate - dichiara Carlo Pileri,
presidente dell'Adoc - e piu' della meta' dei partenti soggiornera',
in media, una settimana al massimo, mentre solo l'1% potra'
permettersi quasi un mese di relax.
Il carovita, spinto soprattutto
dal caro carburanti, e l'aumento dei prezzi di affitti e servizi sono
dei grossi ostacoli per le famiglie, che si vedono costrette a ridurre
drasticamente i propri giorni di ferie per potersi permettere una
vacanza dignitosa".
Secondo l'Adoc e' boom dei viaggi a rate.
Ma i problemi
economici si prospettano soprattutto al ritorno delle vacanze.
''L'indebitamento per le vacanze sta divenendo una pratica diffusa, in
crescita di circa il 2-3% rispetto allo scorso anno, per un importo
medio di 1500 euro - continua Pileri - sia i viaggi, che i gli
alberghi e i ristoranti oggi vengono pagati a rate.
Con il rischio,
elevato, che il relax di una settimana si tramuti in un sacrifico
economico troppo oneroso da sostenere durante il resto dell'anno,
visto che gli interessi arrivano anche fino al 24%.
Anche i tour
operator stessi offrono prodotti finanziari ad hoc, che vanno ad
aggiungersi agli altri tipi d'indebitamento".
Le mete piu' gettonate saranno le localita' marittime,
soprattutto del Mediterraneo, e i paesi dell'area dollaro, con
preferenze per Usa e Messico, grazie al cambio favorevole.
L'Italia
perde terreno, sia come turismo interno che straniero, a causa del
servizio non eccelso, accompagnato da prezzi elevati, di alberghi e
ristoranti.
'Negli ultimi sei anni gli alberghi e ristoranti
italiani sono usciti dal mercato - continua Pileri - gli altri paesi
del Mediterraneo, soprattutto Spagna, Portogallo, Grecia e Turchia e
il Nord Africa, persino la costa francese, piu' accessibili da
raggiungere anche grazie ai low-cost e ai last minute, offrono
soluzioni di soggiorno e ristorazione ad un costo pari alla meta' o ad
un quarto di quelle italiane, con un'offerta qualitativamente
migliore. Comportando la disaffezione verso le strutture e localita'
turistiche nostrane. Registriamo, infatti, una diminuzione progressiva
del turismo straniero nel nostro territorio".
L'Adoc enuncia il quadro della crisi del turismo italiano, in
particolare di alberghi e ristoranti
''Gli alberghi non hanno risolto
i problemi di adeguamento agli standard di qualita' e servizio di
livello europeo - prosegue Pileri - il sistema delle stellette, in
Italia, non corrisponde all'equivalente di un Paese concorrente. Per
esempio, una struttura alberghiera a 2 stelle in Francia o Spagna
offre servizi e qualita' migliori di una italiana a 3 stelle.
Viceversa, gli alberghi italiani a 2 stelle, nella stragrande
maggioranza dei casi, non vengono presi in considerazione, in base ai
gusti e alle abitudini delle famiglie italiane. I ristoranti praticano
prezzi troppo alti e la determinazione del conto finale, ancora oggi,
non e' completamente trasparente, nonostante gli appelli dell'Adoc e
delle altre Associazioni dei consumatori. L'aggiunta del pane e
coperto o del servizio costituiscono una vessazione non compresa dai
turisti stranieri. Contribuendo a far loro preferire altre
destinazioni".
Ultima menzione, di rimpianto, per la situazione del Sud Italia.
''Il Sud, che ha eccezionali bellezze naturali, marine e
gastronomiche, non riesce ad attrarre - conclude Pileri - i prezzi di
alberghi e ristoranti sono stati adeguati ai picchi piu' alti
d'Italia, senza offrire, in controparte, elevati standard di qualita'
e servizio. Non si tiene conto, infatti, della mancanza delle
infrastrutture necessarie per raggiungere le localita' turistiche, che
siano all'altezza dei prezzi richiesti". (Adnkronos)
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