| ALFANO DIFENDE IL DECRETO "SALVA PROCESSI", PROMOSSO IN UN SONDAGGIO IPR |
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| 19/06/2008 | |
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19 giu. - "Perche' una norma che ha dato buoni
risultati e che e' gia' stata applicata su iniziativa dei magistrati
diventa spregevole sol perche' potrebbe riguardare un processo di
Berlusconi?" Se lo chiede il ministro della Giustizia Angelino Alfano,
in un'intervista a 'Repubblica', a proposito delle polemiche legate
all'emendamento al decreto legge sicurezza che consente la sospensione
di processi legati a talune fattispecie.
"
Mi e' stato detto -spiega il Guardasigilli- che
complessivamente i procedimenti pendenti arrivano a tre milioni.
Occorre rifare i conti e, rispetto al totale, calcolare quanti se ne
sospendono e qual e' la percentuale dei sospesi sul numero globale. Ma
non si puo' far credere alla gente che tutti questi processi, e giusto
in quest'anno, andrebbero a regolare conclusione perche', proprio per
via dell'ingolfamento, non credo proprio che cio' potrebbe accadere. E
poi non si puo' confondere la sospensione col blocco dei processi".
"I processi -insiste il ministro- non vengono cancellati, ma
solo sospesi per un anno col relativo blocco della prescrizione, per
trattare quelli piu' recenti e di maggiore allarme sociale. La
filosofia dell'emendamento si fonda su un presupposto piu' volte
ribadito da tanti autorevoli magistrati autori di apposite circolari:
piuttosto che inseguire processi semi abbandonati, e' piu' importante
assicurare giustizia per i delitti piu' gravi e commessi in tempi piu'
recenti".
In ogni caso, conclude Alfano, "se la sinistra alla Camera,
invece di uscire dall'Aula, vorra' darci un contributo migliorativo,
valuteremo le sue proposte".
Nel pieno dello scontro politico sul decreto "salva processi", gli intervistati del sondaggio di Ipr Marketing per Repubblica.it, hanno pochi dubbi. Pensano che la giustizia funzioni male. E se il prezzo da pagare deve essere una sorta di "immunità" giudiziaria per Silvio Berlusconi, sono disposti a pagarlo.
Preoccupati per l'aumento della criminalità, pessimisti sullo stato della giustizia, vedono con favore l'iniziativa del governo che ha sospeso per un anno i processi non urgenti. Uno stop che ha scatenato l'ira dell'opposizione che ha visto dietro al provvedimento la volontà di congelare il processo Mills che vede imputato il presidente del Consiglio.
Una tesi vista con favore anche nel 45% degli intervistati dalla Ipr, ma che va coniugata con il 55% di coloro che vedono con favore la corsia preferenziale per i procedimenti legati a gravi reati. In pratica, stando alle cifre, una giustizia più veloce varrebbe un provvedimento che l'opposizione taccia apertamente di incostituzionalità e che la magistratura contesta.
Il dato da cui partire è il giudizio sul funzionamento della macchina giudiziaria in Italia. Per il 59% degli intervistati è negativo. Solo il 35% mostra di avere fiducia. Cifre che, se scomposte all'interno degli schieramenti politici, fanno capire la diversa percezione del problema.
Ben il 90% di coloro che si dicono elettori del governo pensa che la giustizia funzioni male. Ma, se si volge lo sguardo al Pd e all'Idv, la maggioranza degli intervistati (68%) pensa, invece, che le cose non siano così malmesse (contrario il 30%). Massicciamente pessimisti, invece, gli elettori dell'Udc (73%).
Votato dal Senato, fortemente contestato dall'opposizione, il cosidetto decreto "salva processi" viene promosso dagli intervistati. Anzitutto quelli che hanno votato per la maggioranza (90%), ma anche un 26% di coloro che si ritrovano nelle posizioni del Pd e dell'Idv (contrari il 72%). Favorevoli anche gli elettori dell'Udc (69% contro 30%).
Cifre queste che vanno incrociate con il questito sull'uso "principale" del provvedimento. Serve ad avere processi più veloci o a rinviare il procedimento in cui è coinvolto il premier? La situazione è di assoluta parità (45%). Scorporando il dato si vede che mentre Pd-Idv e Pdl-Lega e Mpa si schierano massiciamente su versanti contrapposti, l'Udc, invece, si spacca, vedendo prevalere con il 53% il fronte dei favorevoli alla tesi della velocizzazione dei processi.
Per la questione dell'esercito nelle città, le divise agli angoli delle strade piacciono. Spaventato dall'allarme sicurezza, il 59% degli intervistati condivide la scelta del governo (contrario il 38%). Pensando, anche se di misura (50% contro 43%) che l'uso dei militari sarà utile per diminuire la criminalità.
Cavallo di battaglia in campagna elettorale, tasto battuto a ripetizione nei primi mesi di governo, la sicurezza si conferma uno dei temi più sentiti. Non a caso le prime mosse dell'esecutivo l'hanno avuta come protagonista. Ebbene, per adesso, il sondaggio promuove Palazzo Chigi: il giudizio del 53% degli intervistati è favorevole (31% contrari). Da segnalare il plebiscito degli elettori dell'Udc (91%) e il significativo 48% di coloro che non si riconoscono nei partiti rappresentati in Parlamento.
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