| ALLARME CALDO: PER GLI ANZIANI +20% RISCHIO DI MORTALITA' |
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| 23/06/2008 | |
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23 giu. - E' arrivato il grande caldo, ed e'
allarme rosso per gli anziani. Se l'estate sara' torrida come
si prevede, l'afa potrebbe mietere vittime tra la popolazione
piu' fragile, proprio come successe nell'infuocata estate del
2003, con il 20 per cento di mortalita' in piu' tra gli
anziani.
E' l'allarme lanciato da Roberto Bernabei, presidente
della Societa' italiana di Gerontologia e Geriatria, secondo il
quale tutto lascia pensare che il drammatico trend si
ripeterà: "Nell'estate del 2003 - spiega - si vide che gli
unici anziani che non morivano piu' della norma erano quelli
che avevano l'assistenza domiciliare, che purtroppo non era
molto diffusa nel nostro paese e in questi anni non e'
aumentata affatto. L'Italia non e' attrezzata, e a pagarne le
spese saranno ancora una volta gli anziani".
Lasciati a se
stessi, infatti, gli anziani bevono poco, il che con le ondate
di calore puo' portare a conseguenze fatali: "Le persone in la'
con gli anni hanno diminuito il senso della sete - spiega
Bernabei - e non bevono quanto dovrebbero. Con la conseguenza
che il corpo si disidrata, non si reintegrano i liquidi persi
con il sudore, e questo innesca una serie di eventi a catena.
Si diventa confusi, si perde l'equilibrio, magari si cade e ci
si rompe il femore".
La disidratazione, insomma, è il nemico
numero uno dell'anziano, e solo con un'assistenza domiciliare
adeguata "si puo' contrastare il fenomeno. Un'infermiera o un
medico che visitano periodicamente l'anziano si possono
accorgere se il suo stato confusionale o la sonnolenza sono
dovute a altri fattori o alla disidratazione, e possono indurre
l'anziano a bere anche quando non ne ha voglia, per raggiungere
la soglia minima di due litri di acqua al giorno".
Indispensabile, poi, rinfrescare l'ambiente: "Non capisco -
attacca il geriatra - chi pone un freno all'utilizzo di
condizionatori. Sono indispensabili per ridurre di qualche
grado la temperatura, certo senza esagerare, e soprattutto per
diminuire i livelli di umidita', che in Italia sono molto alti
e che sono la principale causa della sudorazione".
Con
un'adeguata assistenza, l'anziano puo' inoltre evitare di
rimanere "tappato" in casa per tutta l'estate: "Si puo' uscire,
certo non nelle ore piu' calde - spiega Bernabei - e fare delle
pause in luoghi freschi e ombreggiati. Se si fa un giro al
centro, ad esempio, non fa male fermarsi in qualche chiesa, per
godere di un po' di frescura e riprendersi. Purtroppo però -
conclude - in Italia non c'e' abbastanza assistenza
domiciliare, e le conseguenze si vedono". (Agi)
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