| BOLIVIA: SANTA CRUZ VOTA PER L'AUTONOMIA DELLA REGIONE |
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| 05/05/2008 | |
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04 mag - Gli abitanti di Santa Cruz, il dipartimento più ricco e
vasto della Bolivia, sono chiamati oggi a esprimersi sull'automonia in
un referendum che il presidente Evo Morales ha dichiarato "illegale".
Una consultazione che rischia di fare sfociare in scontro aperto le tensioni etniche ed economiche nella regione ricca di petrolio e di gas naturale.
La proposta sottoposta agli elettori è se adottare statuti che darebbero al governo di Santa Cruz il controllo sulle province e la prerogativa di istituire proprie forze armate.
Stando ai sondaggi, il 70 per cento dei 930mila elettori è favorevole.
Il mese prossimo altre tre province terranno analoghe consultazioni popolari e altre due stanno valutando questa possibilità.
Se passassero tutte, il Paese, organizzato amministrativamente in nove dipartimenti, si spaccherebbe tra le ricche pianure orientali e le regioni andine più povere. Gli analisti osservano che è in atto una naturale reazione alle recenti iniziative di Morales, un ammiratore delle politiche del collega venezuelano Hugo Chavez, intenzionato a riscrivere la costituzione per una ridistribuzione della ricchezza del Paese a favore della maggioranza indio, cui egli stesso appartiene. Proprio gli indios, che nel dipartimento di Santa Cruz sono in minoranza, si oppongono al referendum dei ricchi 'criollo', i discendenti dei 'conquistadores' spagnoli.
Poco dopo l'apertura dei seggi, la televisione pubblica ha riferito di tafferugli a Plan 3000, sobborgo del capoluogo, e di almeno tre feriti.
Un reporter dell'agenzia France Presse ha riferito invece di un fallito tentativo di irruzione in un seggio difeso dai residenti.
Nella cittadina di Santa Juliana, 140 chilometri a nord di Santa Cruz, una folla infuriata di indio ha distrutto l'ingresso di un seggio e inveito contro gli scrutatori.
Il testo sottoposto a referendum dà alle autorità locali ampia autonomia di gestione delle risorse economiche locali e crea un fisco locale che dovrà negoziare con La Paz quanto versare nelle casse statali.
Il documento inoltre parla di "nazionalita'", "identità storica" e "diritto all'autogoverno", oltre a dichiarare lo spagnolo unica lingua ufficiale pur rispettando le "lingue indigene"; il fatto che l'iniziativa autonomista di Santa Cruz dovrebbe essere imitata da altre tre province rende difficile la possibilità di applicare la nuova Costituzione voluta da Morales, di taglio collettivista.
Nel frattempo l'Organizzazione degli Stati Americani ha inviato una delegazione per convincere le parti a trattare e ad evitare nuovi scontri come quelli che nello scorso dicembre portarono il Paese al bordo della guetrra civile. (RaiNews24)
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