| BOOM DELL’ALIMENTAZIONE BIOLOGICA: + 9,7% NEI PRIMI 9 MESI DEL 2007 |
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| 22/03/2008 | |
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22 Mar. - A tavola vincono il ''bio'' e i cosiddetti cibi salutistici. In una fase in cui i consumi alimentari nel nostro Paese mostrano un vero crollo, per questi due tipi di prodotti si registra un sorprendente ''boom''. I ''biologici'' mettono a segno, negli acquisti domestici, una crescita pari al 9,7 per cento nei primi nove mesi del 2007 rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente, mentre i ''salutistici'' proseguono il loro trend positivo che si è consolidato nel quinquennio 2002-2006 con un più 4,6 per cento. E' quanto afferma la Cia-Confederazione
italiana agricoltori che, sulla basedei dati del Panel Ismea/AcNielsen,
evidenzia che da parte delle famiglie, soprattutto quelle con bambini, c'è
la ricerca della qualità e della salubrità dell'alimentazione, al di là
del prezzo. Infatti, per quanto riguarda il ''bio'', proprio i prodotti
dell'infanzia, oltre ai salumi e agli elaborati a base di carne, hanno segnato,
rispettivamente, incrementi del 43 per cento e del 36 per cento su base annua.
Particolarmente elevati -sottolinea la Cia- anche i tassi di crescita rilevati per gli ortofrutticoli, freschi e trasformati (più 25 per cento), per gelati e surgelati (più 25,5 per cento) e per i condimenti (più 22 per cento). Analogo andamento per gli acquisti di riso e pasta biologici che sono cresciuti -rileva la Cia- del 17,1 per cento, mentre latte e derivati hanno registrato, in termini monetari, un incremento del 9,1 per cento. Per quanto riguarda la classe dei prodotti salutistici -nell'aggregato sono compresi: ortaggi e frutta biologici, olio di oliva ''bio'' e alcune voci di prodotto tradizionalmente riconosciute più sane dal consumatore, per naturalità (pasta e riso integrale), leggerezza dal punto di vista nutrizionale (yogurt bianco, cereali) o garanzia di maggiore qualità (latte fresco di alta qualità)- la domanda resta sostenuta. Nel quinquennio 2002-2006 -conclude la Cia- molti prodotti hanno raggiunto tassi di incremento a due cifre, come i formaggi, l'olio biologico, il riso integrale e lo zucchero di canna. Nel contesto delle aree geografiche si rileva nei dati Ismea/AcNielsen una netta spaccatura tra Nord e Centro-Sud, con le regioni settentrionali in forte crescita (più 18 per cento il Nord-Ovest; più 15,3 per cento il Nord Est) e il resto del Paese caratterizzato da riduzioni dell'8,5 per cento al Centro Italia e del 4,3 per cento nel Mezzogiorno. Positivo, inoltre, risulta il dato delle vendite presso la Grande distribuzione organizzata (supermercati e ipermercati), mentre arretra il ''bio'' nel canale discount. Nel contempo aumentano gli agricoltori che scelgono questo particolare e naturale tipo di coltivazione e allevamento. Così -sostengono Cia e Anabio, l'associazione del biologico dell'organizzazione agricola - si rileva un incremento del 2,4 per cento degli operatori che hanno ormai raggiunto le 51.034 mila unità, di cui 45.089 produttori, 4.734 trasformatori, 194 importatori e 1.017 altri. La loro distribuzione sul territorio nazionale vede Sicilia e Calabria tra le Regioni con maggiore presenza di aziende biologiche. (ANSA) |
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