| Borse: ottimista il 78,3% dei gestori |
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| 15/10/2007 | |
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Nonostante ci si aspetti ancora qualche scossone ai listini, dall'ultimo
sondaggio di Morningstar i restano ottimisti. ì I gestori preferiscono ancora le azioni alle obbligazioni. Almeno per i prossimi sei mesi, infatti, i mercati azionari avranno il vento in poppa. Il risultato dell'ultimo sondaggio di Morningstar della prima settimana d'ottobre porta una ventata di ottimismo. I gestori non si nascondono che le prossime trimestrali delle banche potranno portare ancora qualche scossone ai listini e che è in atto un rallentamento economico sia negli Stati Uniti che in Europa. Nonostante ciò, però restano ottimisti.
Per il
78,3% dei gestori, le Borse del Vecchio Continente saliranno nei
prossimi sei mesi (erano il 70,6% a settembre), nonostante le ombre. Il
ciclo congiunturale ha oltrepassato il suo picco e la crescita rimarrà
vicina al suo potenziale se la debolezza statunitense sarà
adeguatamente compensata dallo sviluppo dei Paesi emergenti, che
sosterrà le esportazioni e gli investimenti. Nonostante la crisi nel settore dei mutui preoccupi ancora, e nonostante il rallentamento del mercato immobiliare rappresenti un freno per la crescita economica, la Borsa statunitense salirà per il 59% dei gestori, contro il 9% che prevede un calo nei prossimi sei mesi, percentuale quest'ultima superiore al 6% di settembre. Rispetto a settembre è cresciuta di circa dieci punti, la percentuale di gestori ottimisti sul Giappone. L'incremento di quasi il 9% dell'indice Nikkei nell'ultimo mese (al 10 ottobre) ha dato fiducia ai manager, che sono convinti che le previsioni sugli utili societari rimangano favorevoli. Inoltre il livello dello yen rispetto alle principali valute è considerato attraente.
Per quanto riguarda le
manovre sui tassi d'interesse, i gestori unanimemente ritengono che la
Federal Reserve li abbasserà ulteriormente di almeno mezzo punto entro
i prossimi sei mesi. Ciò per sostenere l'economia e finanziare il
deficit commerciale attraverso un ulteriore deprezzamento del dollaro. Per quanto riguarda il rapporto euro/dollaro, per il 57%manager delle società di gestione ritengono che rimarrà invariato nei prossimi sei mesi, mentre la moneta statunitense potrebbe ancora svalutarsi nei confronti delle divise asiatiche. La politica monetaria della Fed continuerà anche per i prossimi mesi a favorire la valuta comunitaria a scapito del dollaro. (Repubblica.it) |
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