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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 06.09.2008 ore 18:25
BUSH: domani il discorso sullo stato dell'Unione ma la sua popolarità è scesa al 34% Stampa E-mail
28/01/2008

28 gen. - Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush si prepara a tenere come ogni anno il discorso sullo stato dell'Unione, in programma per domani, in un momento particolarmente delicato, dal punto di vista economico e politico

bush_280x200.jpgConsapevole del poco tempo che gli resta prima della fine del mandato, degli attriti con la maggioranza democratica al Congresso e del proprio ruolo sulla scena nazionale, meno decisivo che in passato, Bush probabilmente opterà per un discorso sotto tono, senza promesse ardite e novità consistenti.

Secondo gli addetti ai lavori, del resto, non avrebbe senso utilizzare il discorso di domani per fare promesse che non potrebbero essere mantenute, visto l'imminente avvicendamento alla Casa Bianca, dopo le elezioni del prossimo 4 novembre.

"Semplicemente, non è realistico", ha ammesso il portavoce della Casa Bianca Dana Perino.

L'economia sarà il tema dominante del discorso annuale, che offrirà al presidente la possibilità di rassicurare la nazione e cercare di convincere gli americani che il peggio è ormai alle spalle, allo stesso tempo chiedendo al Congresso di rendere permanente la riduzione fiscale attualmente prevista fino al 2010. In un intervento che durerà circa 45 minuti, più o meno come gli anni scorsi, Bush toccherà anche temi legati alla politica interna ed estera, chiedendo che siano ampliate le leggi sulla sorveglianza dei presunti terroristi.

Bush dovrebbe poi tornare su questioni già affrontate in passato, come la legge sull'istruzione, l'accordo per il libero scambio con Colombia, Panama e Corea del Sud, ma anche la necessità di promuovere l'uso di energia alternativa, rendere più accessibile il sistema sanitario e migliorare il settore immobiliare, messo sotto pressione dalla crisi. Del resto, la strategia è chiara: "se si promette qualcosa e non la si porta a termine si fallisce, dunque perché‚ non chiedere cose raggiungibili? E' l'ultimo anno di mandato, non il primo", come ha sottolineato Grover Norquist, strategist conservatore vicino
alla Casa Bianca.

In questo senso, appare provvidenziale l'accordo raggiunto dal Congresso e dalla Casa Bianca su un piano di incentivi all'economia da 150 miliardi di dollari, che prevede rimborsi per i cittadini americani e sgravi fiscali per le aziende. Bush potrebbe infatti usare il piano come raro e lodevole esempio di accordo bipartisan, "raggiunto nell'interesse degli americani", come hanno sottolineato il presidente della Camera Nancy Pelosi e il repubblicano John Boehner, leader di minoranza alla Camera.

Per quanto riguarda la politica estera, Bush farà leva sugli sforzi messi in atto dalla sua amministrazione per promuovere la pace in Medio Oriente, forse cercando di distogliere l'attenzione dalla spinosa questione del conflitto in Iraq, pur ricordando i miglioramenti registrati in termini di sicurezza e ribadendo che le truppe rientreranno in patria solo quando le condizioni consentiranno di farlo. "Un anno fa, la posizione di Bush apparve precaria quando annunciò l'incremento delle truppe in Iraq, ora è più chiaro che la scelta fu giusta", ha dichiarato Peter Wehner, ex consigliere di Bush.

Una cosa appare certa: il discorso non sarà concepito come una retrospettiva dei sette anni in cui Bush è stato alla Casa Bianca, quanto piuttosto come un modo per ribadire che è ancora in carica e lo sarà ancora per un anno. Dato per finito dopo la vittoria dei democratici alle elezioni di metà mandato del novembre 2006, Bush ha d'altronde esercitato nel corso dell'anno con abilità e successo il proprio diritto di veto, mantenendo un ruolo importante al governo.

Tuttavia, il presidente deve fare i conti con una dura realtà: quella messa in evidenza da un recente sondaggio condotto da Associated Press e Ipsos, che ha indicato come la sua popolarità sia del 34%, decisamente poco per un presidente degli Stati Uniti. (Apcom)
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