Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 25.07.2008 ore 14:40
CENSIS: GLI ITALIANI E IL VOTO - IL 32% DECIDE DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE Stampa E-mail
19/03/2008

19 Mar. - Il 32 per cento degli elettori decide per chi votare solo durante la campagna elettorale. A segnalare la tendenza, insieme a molte altre, e' un rapporto del Censis che ha puntato non a fare previsioni sull'esito della consultazione del 13/14 aprile, ma a capire "quali siano le dominanti di fondo che presumibilmente concorreranno a decidere la contesa fra i partiti".

elezioni280x200.jpgDunque secondo lo studio, basato su indagini demoscopiche approfondite, circa un elettore su tre fara' la sua scelta nel corso del periodo di propaganda.
Il documento specifica poi che di questo 32 per cento, il 20 e' composto da persone che prima dell'inizio della campagna elettorale non aveva ancora deciso per chi votare, mentre il restante 12 e' costituito da chi cambia idea proprio nel corso della stessa.
Inoltre a decidere nel corso del confronto fra gli schieramenti in campo sarebbero soprattutto i giovani. Visto che il 35 per cento di loro nel 2001, e addirittura il 41 per cento nel 2006, avrebbe maturato la sua opzione proprio durante il periodo di propaganda vera e propria.

A decidere nel corso del confronto fra gli schieramenti in campo sarebbero soprattutto i giovani. Visto che il 35 per cento di loro nel 2001 e addirittura il 41 per cento nel 2006 ha maturato la sua opzione proprio durante il periodo di propaganda vera e propria. Di questi giovani poi, in entrambe le contese, circa il 25 per cento all'inizio della campagna elettorale non aveva alcun orientamento, mentre la quota restante ha cambiato partito o schieramento.

Quali soni i fattori che influenzano le scelte di voto degli elettori? Il rapporto del Censis sulle dinamiche elettorali, presentato oggi, cerca di rispondere a questa domanda cruciale attraverso l'analisi approfondita dell'esito delle due precedenti consultazioni politiche. Ne viene fuori che "valori e ideali" motivano al voto per l'una o l'altra sigla poco meno della meta' degli elettori (49,5 per cento).
La seconda motivazione che guida la preferenza elettorale degli italiani riguarda invece i programmi; che orientano il 23,2 per cento dell'elettorato. Scarsa l'importanza che avrebbe invece il leader: ha influenzato la scelta di voto di oltre il 18 per cento degli elettori nel '96, del 19 per cento nel 2001 e meno del 14 per cento nel 2006.
Sono gli elettori del settentrione e le donne gli elettori più influenzati dalla campagna elettorale. Nella scelta di voto maturata in campagna elettorale per i giovani ha contato di più l'individuazione di una comunanza di idee e valori con la coalizione che alla fine hanno deciso di votare; per i residenti al Nord, invece, sono stati più importanti i programmi.
Nel 2006 i voti affluiti alla Casa della Liberta' erano per il 75 per cento di elettori anche in precedenza di centrodestra, il 4 per cento di elettori in precedenza favorevoli al centrosinistra e il restante 21 per cento di nuovi elettori. Per l'Ulivo, invece, il 61 per cento dei votanti gia' in precedenza avevano espresso consenso al centrosinistra, il 9 per cento conquistati dal centrodestra e il 30 per cento nuovi elettori o provenienti da schieramenti minori.
La graduatoria delle priorita' di intervento nelle opinioni degli elettori vede al primo posto welfare e giustizia. Mentre la sanita' e' il settore nel quale, secondo i cittadini votanti, e' più urgente e opportuna una radicale riforma. Seguono poi previdenza e pensioni, divenute nel decennio 1996-2006 una priorita' crescente, con un aumento della quota di elettori che la indicano come tale dal 19 per cento del 1996 al 31,6 per cento del 2006.

Per il fisco, che anche in questa campagna elettorale continua a essere indicato come la preoccupazione più urgente degli italiani, i dati emersi dalle indagini svolte nelle ultime tre elezioni registrano invece una contrazione delle quote di italiani che lo indicano, si e' infatti passati dal 32,7 per cento del 1996 al 14,9 per cento del 2006. L'altro settore in cui per gli elettori e' urgente e opportuno intervenire e' la giustizia (tema ampio, che va dalla sicurezza come rispetto dell'ordine pubblico sino alla giustizia negata tipica, ad esempio, della giustizia civile) che, pero', ha avuto un andamento a parabola passando dal 22,8 per cento del 1996 al 32 per cento del 2001, valore massimo, al 25,9 per cento del 2006.

La scuola e' un tema che non suscita particolari attenzioni, visto che nel 1996 era oltre il 22 per cento a considerarla prioritaria, la quota si e' ridotta cinque anni dopo a meno del 16 per cento ed e' risalita di soli due punti percentuali nel 2006.

Oltre il 56 per cento degli italiani e' convinto che occorra "pensare di più a se' stessi e alla propria famiglia" piuttosto che agli interessi degli altri, con una punta del 70,2 per cento tra gli anziani.

Il 59 per cento dei cittadini ritiene poi che "i politici usano il potere in modo arrogante per interessi personali", valore nettamente superiore a quello di Francia (34,8 per cento) e Regno Unito (41,3 per cento) e superato solo dal dato rilevato in Spagna che si attesta al 60,6 per cento.
Dato ancor più negativo se si considera che un ulteriore 12,4 per cento circa di intervistati ritiene "eccessivo il peso della politica sulle attivita' economiche e sulla vitadei cittadini".

Dall'indagine del Censis emerge infine che oltre il 60 per cento degli elettori e' convinto che il proprio voto puo' incidere sulla propria vita e quella dei propri familiari.
Mentre quasi il 65 per cento pensa che esso consente di contribuire a determinare il futuro del proprio Paese. È questo il paradosso di una societa' che ha un rapporto discontinuo con la politica, che percepisce con fastidio l'invadenza di politici e partiti ma che tuttavia continua a guardare alla competizione elettorale come a un passaggio significativo al quale e' importante partecipare.

Le dinamiche elettorali fin qui registrate indicano che anche per le elezioni del prossimo 13 aprile non dovrebbe interrompersi la principale delle abitudini elettorali degli italiani: quella di andare a votare per esprimere, con la scheda elettorale, il proprio punto di vista. (Velino)

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