| CENSIS: il 75,9% degli insegnanti si dichiarano impreparati ad affrontare una scuola multirazziale |
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| 12/02/2008 | |
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12 Feb. - Rapporto difficile quello tra la scuola italiana e gli alunni immigrati: buona la fase di "primo inserimento", lontana dal realizzarsi una situazione diffusa di pari opportunita'. Anche perche' il 75,9% degli insegnanti si confessano scarsamente preparati ad affrontare il rapporto con culture diverse. Il 72,7% lamentano l'assenza di momenti di formazione e confronto con
altri docenti, il 56,6% rimarcano le difficolta' che si incontrano a innovare
il curriculum scolastico in funzione di una maggiore interculturalità.Sono solo alcune delle indicazioni che emergono dalla lettura di "Vissuti ed esiti della scolarizzazione dei minori di origine immigrata in Italia", ricerca promossa dall'Onc/Cnel, Organizzazione nazionale di coordinamento per le politiche di integrazione sociale degli stranieri, e realizzata dal Censis. L'indagine - premettono gli autori - "colma una lacuna conoscitiva importante su di un problema della scuola italiana, che ha ormai dimensioni ragguardevoli. Parliamo infatti di piu' di 500 mila alunni, quasi il 6% della popolazione scolastica, di aumenti vertiginosi, negli ultimi anni di circa 70 mila bambini e ragazzi l'anno, e di ben 191 nazionalita' diverse". In altre parole, si sentiva la necessita' di capire meglio quale fosse la situazione effettiva dell'inserimento e quali i problemi percepiti da famiglie ed insegnanti: i risultati nel loro complesso mettono in evidenza una situazione "sostanzialmente positiva", ma con "alcuni rischi ed alcune criticita'". A dispetto dei numerosi documenti di indirizzo emanati dal ministero, "mancano criteri condivisi che regolino la presenza e l'inserimento nelle classi degli allievi di origine immigrata", con il risultato di una "estrema diversificazione delle situazioni tra i territori e anche all'interno di uno stesso territorio". Il 67,4% degli insegnanti dichiara che nel proprio istituto vengono rispettate le linee guida ministeriali, ma le singole risposte sembrano smentire tale affermazione.
Quali,
allora, i criteri maggiormente seguiti? "Inserire l'alunno nella classe
corrispondente alla sua fascia di eta'" (segnalato dal 75,2% dei docenti intervistati, ma
negato nel 15,9% dei casi), "evitare di stabilire un tetto massimo di
alunni stranieri per classe" (adottato nel 70,5% dei casi), "accogliere
la domande di iscrizione in qualsiasi momento dell'anno" (73,7% dei casi,
con un 15,7% di risposte negative).
La materia in cui, secondo gli insegnanti, gli
allievi di origine straniera incontrano maggiori difficolta' e' proprio
l'italiano (88,6%), seguito da storia e geografia (54,8%) e dalla matematica
(54,8%).
Risposte degli insegnanti alla mano, l'orientamento prevalente al termine del ciclo dell'obbligo e' verso i percorsi tecnico-professionali (30,8%) o verso i corsi regionali di formazione (25%): le motivazioni che piu' giocano sulla scelta sono riconducibili al contesto socio-economico e culturale della famiglia di appartenenza. Un'influenza marginale sembrano invece avere la votazione conseguita, una cultura familiare che orienta le scelte in base al sesso del figlio, le prospettive di stanzialita' sul territorio italiano. Dalle risposte delle mamme sembrerebbe emergere un buon rapporto degli insegnanti sia con gli alunni di origine immigrata sia con le loro famiglie e complessivamente l'inserimento dei minori di origine immigrata viene valutato in maniera positiva: risulta bassa la quota di genitori che lamenta discriminazioni subite dai propri figli che, comunque, nel peggiore dei casi, si limiterebbero ad aggressioni verbali e isolamento. Anche i docenti intervistati ritengono che i rapporti tra alunni stranieri ed italiani, nonche' degli stranieri tra di loro siano nel complesso buoni o comunque soddisfacenti: solo in pochi casi ci si spinge però fino a ritenerli ottimi. Meno positivo il rapporto con i genitori italiani, dato che il 46,3% delle mamme straniere ritiene di avere rapporti "ottimi" o "buoni" con gli altri genitori ma il 16,9% li giudica "del tutto insoddisfacenti" e il 36,8% appena "soddisfacenti". Piu' differenziata appare la situazione in relazione al rapporto che intercorre tra la scuola italiana e i genitori degli alunni di origine immigrata. In maggioranza i docenti intervistati forniscono dei giudizi positivi, ritenendo che tali rapporti non siano diversi da quelli che usualmente si instaurano con i genitori italiani: per un 19,1%, però, il rapporto con tale tipologia di genitori risulta essere quasi inesistente per le difficoltà di comunicazione, mentre il 12,8% denuncia una notevole difficoltà correlata alla distanza culturale. (AGI) |
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