| CENSIS. Nel Lazio il 20% dei ragazzi vive una situazione di disagio |
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| 30/11/2007 | |
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30 Nov. - L'indagine del Censis ha considerato come ragazzi con situazioni di
disagio quelli che hanno presentato problematiche in almeno un paio dei
seguenti campi della vita: in famiglia, a scuola, nel rapporto con gli amici e
nel tempo libero.
L'indagine, promossa dalla direzione regionale Servizi sociali-Area osservatorio sociale del Lazio e realizzata dal Censis si basa su 1.750 interviste dirette ad adolescenti di tutte e cinque le province laziali. E' all'interno delle mura familiari che le condizioni dei ragazzi con situazioni di disagio si differenziano da quelle degli altri giovani. Infatti, solo il 29% di loro ha la possibilità di parlare con i genitori delle cose che li riguardano e allo stesso tempo nel 15% dei casi vivono una situazione familiare di conflitto. Negativo il loro rapporto con i libri: il 52,6% non ne legge neanche uno, contro il 28,8% dei ragazzi che non manifestano disagio. Problematico anche il rapporto con l'ambiente scolastico. Infatti, più del 52% dei ragazzi a disagio ritiene che la scuola non offra maggiori opportunità nella vita. I ragazzi oggetto dell'indagine sono anche maggiormente esposti a fatti di bullismo. E il loro vero ambiente naturale sembra essere la strada, come conferma il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma: ''Preferiscono stare fuori da famiglia e scuola e vivere per strada. E' come se volessero rimanere coperti da un cono d'ombra di noia, stare per strada senza fare nulla''. Ben un quinto degli adolescenti, infatti, vuole stare fuori dai circuiti scolastici e familiari, osserva Roma, rimarcando che ''le famiglie devono dare più attenzione e più affetto ai ragazzi e collaborare in un programma di aiuto per loro''. Ma quali sono le condizioni economiche e culturali delle famiglie di questi ragazzi? ''Il disagio - spiega Roma - è tra ricchi e poveri, mentre nel ceto medio c'è più normalità''. E, infatti, secondo i dati, l'8,2% degli studenti disagiati vive in una famiglia di condizioni economiche elevate, contro il 4,2% dei ragazzi 'normali'. I giovani sfogano la loro condizione di disagio attraverso diversi comportamenti trasgressivi, come fumare spinelli e ubriacarsi ogni tanto. Comportamenti, però, legittimati anche da buona parte dei ragazzi considerati non disagiati. Quello che, invece, differenzia gli studenti a disagio dagli altri è l'attrazione per i comportamenti non salutari, come ad esempio l'abuso dei farmaci per migliorare le proprie performance fisiche. Infatti, il 41,1% degli studenti afferma di farne uso. ''Dal rapporto emerge una realtà che in buona parte immaginavamo. L'anello debole della fascia degli adolescenti è la famiglia e anche in parte la scuola. Viviamo in un periodo in cui la struttura familiare è debole e questo crea disagio''. Così l'assessore regionale alle Politiche sociali, Anna Coppotelli, commenta i risultati dell'indagine. ''L'assessorato - ricorda - può puntare a realizzare progetti per integrare il compito di famiglia e scuola, costruire una rete in cui far vivere questi ragazzi più sicuri''. Coppotelli indica anche le modalità di intervento previste per affrontare il problema. ''Il mio impegno - dice - è quello di creare tavoli interassessorili all'interno della regione, in modo da integrare idee e finanziamenti per affrontare il problema adolescenziale''. (Adnkronos/Labitalia) |
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