| COMPETITIVITA' MONDIALE: ITALIA 46° NEL MONDO ULTIMA DEL G7 |
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| 15/05/2008 | |
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15 Mag. - Italia ancora a picco nelle classifiche della competitività mondiale: al 46° posto tra 55 paesi. Il Paese si conferma anche quest'anno ultimo del G7, fanalino di coda d'Europa e, novità del 2008, superato anche da Polonia e Romania, che si collocano rispettivamente al 44° e 45° posto.
Sale al quarto posto la Svizzera che supera il Lussemburgo, mentre scivolano verso il basso l'Austria (14° posto), la Gran Bretagna (21°) e la Russia (47°), in una lista che vede all'ultimo posto il Venezuela. Lo scivolone del 2008 dell'Italia segue la risalita dello scorso anno al 42° posto dal 48° in cui il Paese era sprofondato nel 2006. Tra le peggiori performance quella sul fronte del mercato del lavoro (Italia è ultima in classifica al 55° posto), delle Finanze pubbliche (55°), e della politica fiscale (52°). Bocciata l'Italia anche in tema di infrastrutture di base, di struttura sociale (50°). Punti di forza invece la salute e l'ambiente (21° posto) e investimenti internazionali (24°). Tra le sfide del 2008 l'IMD sollecita di "migliorare l'efficienza del governo attuando le riforme istituzionali; di liberalizzare i mercati e ridurre le tasse; di rafforzare il sistema infrastrutturale e la ricerca; di riformare il sistema educativo promuovendo gli studi tecnici e scientifici". Il rapporto dell'IMD elenca 15 punti di miglioramento e 15 punti di declino per il paese. Tra i criteri in cui il paese perde colpi: la crescita del Pil, gli investimenti diretti nazionali, la direzione politica del governo; l'immagine del paese all'estero, la coesione sociale, il costo del capitale e anche il costo dell'elettricità. Meglio invece il governo sul fronte del rientro deficit, sugli investimenti all'estero, sulla capitalizzazione borsistica, sull'export dei beni, sulle infrastrutture dell'energia. Sul fronte dell'efficienza industriale punti di forza sono nella produttività complessiva (11°) e nella struttura delle piccole e medie imprese (13°) mentre l'Italia scivola nuovamente verso il basso quando si parla di formazione (54°) e di soddisfazione dei clienti (52°). Tra i "vanti" restano quelli dell'educazione primaria (le elementari) per cui il paese si aggiudica il primo posto e, ancora una volta, quelle del numero di abbonamenti dei telefonini (3°). (L'Unità) |
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