| COREA DEL SUD: 3 candidati per le presidenziali, Lee Myung-bak il favorito (39,2%) |
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| 06/12/2007 | |
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6 Dic. - Una campagna elettorale confusa e dagli esiti incerti quella
che si è svolta in queste settimane in Corea del Sud, in vista del voto
presidenziale del 19 dicembre 2007. I sondaggi indicano che il Paese (37
milioni di elettori) potrebbe scegliere, dopo dieci anni di ininterrotto potere
dell'Undp (United New Democratic Party), un capo dello Stato di centro-destra,
ma qualsiasi scenario è ancora aperto.
Dopo solo una settimana di campagna elettorale, i dodici candidati in corsa per sostituire l'attuale Presidente Roh Moo-hyun si sono ridotti a tre: Chung Dong-young, membro del partito di centro sinistra Undp, da cui proviene il Presidente in carica. Lee Hoi-chang, in corsa come candidato indipendente, ma di fatto ex uomo forte del Gnp (Grande Partito Nazionale), il principale partito di opposizione di ispirazione conservatrice che ha abbandonato agli inizi di novembre.
Infine, Lee L'ultimo sondaggio pubblicato dal quotidiano coreano Chosun Ilbo attribuisce il 39,2% delle preferenze a Lee Myung-bak (Gnp), il 18% a Lee Hoi-chang (indipendente) e il 15,6% a Chung (Undp). Tuttavia, va rilevato che le simpatie per il candidato del Gnp sono in forte calo a causa di uno scandalo finanziario in cui è rimasto coinvolto (soltanto ad ottobre i sondaggi gli attribuivano il 54,4% delle preferenze), tanto da aver spinto gli esperti a interpretare l'inaspettata candidatura del rivale Lee Hoi-chang come una manovra del partito di centro-destra per far fronte al calo di popolarità del loro candidato ufficiale. Tra i temi più scottanti del dibattito della campagna elettorale c'è la questione del posizionamento del Paese nei negoziati con la Corea del Nord. Se Chung non nasconde la volontà di continuare a seguire la "Sunshine Policy" del suo predecessore, che prevede una politica conciliante nei confronti Pyongyang, i due Lee hanno legato la possibilità per il Nord di ricevere aiuti dal Sud all'effettiva chiusura delle centrali nucleari e all'approvazione di un piano di riforme economiche e politiche di ampio respiro. Sul fronte interno il tema dominante è quello economico. Tutti e tre i candidati promettono di essere in grado di spingere il tasso di crescita del Paese verso il 6-7% (2-3 punti percentuali in più rispetto ai valori registrati negli ultimi anni), ma in modi diversi. Lee Myung-bak (Gnp) ha promesso di ridurre drasticamente l'aliquota fiscale al fine di agevolare gli investimenti. Chung Dong-young (Undp) si è impegnato a promuovere lo sviluppo di piccole e medie imprese, con una riduzione delle tasse mirata ad alcuni settori e una forte politica redistributiva del reddito. Lee Hoi-chang, invece, si trincera dietro a vaghe promesse populiste. In un contesto del genere, nonostante i sondaggi siano favorevoli al centro destra, è facile aspettarsi nuovi colpi di scena. (Panorama.it) |
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